Stemma araldico SMD

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: mcs, Antonio Pompili

Stemma araldico SMD

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 3 marzo 2003, 14:17

Gentili Sigg.ri,
il preparato MVC propose tempo fa di analizzare uno stemma araldico con cadenza settimanale circa, di commentarlo, di esprimere le nostre opinioni a riguardo. Lui suggerì di inserire stemmi inglesi. Io, per predisposizione familiare, sono più tendente a quelli italiani ed in particolare a quelli militari. Perciò inizio io, con lo stemma, da poco riformato, dello Stato Maggiore della Difesa. Stemma molto smeplice, ma è il primo, più avanti ve ne saranno di mooolto più complicati.

Immagine

Per la blasonatura avrei già un dubbio. Secondo il desiderio di SMD, le 4 Armi sono poste in base all'anzianità e non per altri valori o meriti. Quindi primo l'Esercito, poi la Marina, poi l'Areonautica ed infine l'Arma dei Carabinieri. Però, la croce di Sant'Andrea (o inquartato in decusse) non andrebbe blasonata partendo dal primo campo a destra? Quindi con l'Arma dei Carabinieri? Se così è, ci sarebbe un grossolano errore araldico, ma forse mi sbaglio e perciò attendo chiarimenti.

Per quanto riguarda la blasonatura, io proporrei:
"Alla Croce di Sant'Andrea in filetto d'oro; il primo troncato di blu e rosso, alla granata d'oro sormontata da fiamma rivolta verso sinistra, posta sulla partizione; il secondo di rosso alla granata infiammata d'oro; il terzo di blu all'ancora con gomena attorcigliata d'oro; il quarto d'azzurro all'acquila d'oro in volo spiegato. In cuore una stella a cinque punte d'argento.
Scudo sannitico sormontato da corona turrita d'oro. Lista svolazzante d'oro con estremità bifide, posta sotto la punta dello scudo con motto in caratteri maiuscoli romani "UNA VIS""
Ultima modifica di T.G.Cravarezza il lunedì 24 marzo 2003, 12:36, modificato 1 volta in totale.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
---------------------------------
"Vince te ipsum"
Avatar utente
T.G.Cravarezza
Amministratore
 
Messaggi: 6580
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 22:49
Località: Torino

Messaggioda MVC » martedì 4 marzo 2003, 13:43

Gentile Tomaso,
ti ringrazio della stima, che è assolutamente reciproca ( a proposito, il titolo che hai dato al mio articolo mi è stato molto gradito e mi ha colpito favorevolmente).
Accolgo con molto piacere la tua proposta del nuovo stemma dello Stato Maggiore della Difesa e provo a dire la mia, sperando che i 39 gradi di febbre di questi ultimi due giorni non mi abbiano obnubilato del tutto :(
Mi scuso, dunque, a priori se dovessi scrivere qualche involontaria "castroneria".

La partizione in decusse si blasona partendo proprio dal capo, per poi proseguire in senso orario, finendo con il fianco destro.

Credo, inoltre, che potrebbe essere ammessa anche una variante di schema, secondo la quale si potrebbe blasonare partendo sempre dal capo, per poi procedere verso il fianco destro , poi verso quello sinistro e finire con la punta. Infatti, in tal modo, si tratterebbe di dare la dovuta precedenza alla parte destra dello scudo.

La più corretta partizione in croce di S. Andrea, comunque, ( e probabilmente la più usata) dovrebbe essere quella secondo la quale vi siano quattro quarti, uguali a due a due, posti in modo alternato.
Cioè: il capo con la punta ( 1° e 3°), ed il fianco sinistro con quello destro (2° e 4°).

Per quanto riguarda la blasonatura che hai proposto, mi permetto di apportare alcuni suggerimenti:

la partizione in decusse non è in filetto d'oro, ma è bordata e CUCITA d'oro (giustamente), perchè vi sono campi di colore che si toccano tra loro.
Per le granate io non aggiungerei il termine "fiamma", nè la sua postura, poichè, essendo la granata per definizione una "bomba esplosa o fiammeggiante", sarebbe pleonastico. E la granata dei Carabinieri basta definirla semplicemente "attraversante" ( che si estende cioè, su entrambe le partizioni).
La gomena andrebbe blasonata solo se di smalto diverso da quello dell'ancora.

L'aquila è molto molto stilizzata, tanto che se ne intravede appena il rostro del becco, dunque mi verrebbe più da definirlo un "volo spiegato", senza aggiungere la specie dell'uccello.

La foggia dello scudo andrebbe descritta all'inizio e non alla fine, e il "cuore" dello scudo è la sua parte centrale allorchè non vi siano partizioni. In quest'ultimo caso, invece, credo che sarebbe meglio usare la dicitura "sul tutto".

Per cui dovremmo avere :

"Scudo sannitico composto: inquartato in decusse, cucito e bordato d'oro:
nel primo, di rosso, alla granata d'oro; nel secondo, d'azzurro, all'ancora d'oro ; nel terzo d'azzurro al volo spiegato d'oro; nel quarto, troncato di azzurro e di rosso alla granata d'oro attraversante .
Sul tutto la stella d'argento a cinque punte.
Timbrato da un cerchio d'oro, sostenente otto torri (cinque visibili) anch'esse d'oro, merlate di quattro pezzi dello stesso, murate, aperte e finestrate di nero, unite da cortine sempre d'oro, murate di nero e merlate d'oro.

Sotto la punta una lista bifida d'oro sopportante il motto "UNA VIS" in caratteri monumentali romani, anch'essi d'oro."

Un cordialissimo saluto
MVC

P.S. Per quanto riguarda l'Araldica militare, lo stemma del 1° e 2° Rgt. Granatieri di Sardegna credo che possa annoverarsi tra quelli molto più complicati a cui fai riferimento. Che ne pensi?
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 4 marzo 2003, 14:15

"Puntuale" Mauro Valerio :) ,
ti ringrazio per le precisazioni. Ho però alcuni dubbi. L'inquartato in decusse (o Sant'Andrea) l'ho sentito spesso blasonare partendo, come ho fatto io, dal campo destro e non dal capo. Per questo mi è rimasto il dubbio. Per quanto riguarda "bordata e cucita d'oro", non riesco a intravedere i campi di colore che si toccano tra loro. Ogni campo è ben delimitato appunto dalla croce di Sant'Andrea. Se per "campi di colore che si toccano" intendi il campo dell'Arma dei carabinieri troncato, sono d'accordo, ma appunto è all'interno di un campo, cioè è una ripartizione.
Per l'acquila, probabimente è il disegno errato :), ma simbolo dell'Areonautica è appunto l'aquila, per questo ho precisato il tipo di uccello, anche se poi è stato realizzato male. Sicuramente si intravede che è un rapace.
Per la questione della gomena, ho precisato "gomena attorcigliata" perchè non è detto che l'ancora sia per forza segnata con la gomena, potrebbe anche essere sprovvista di gomena. Lo stesso per la fiamma dei carabineiri. Non per forza una granata deve essere accesa. Potrebbe essere spenta, perciè ritengo opportuno precisare. Come ritegno meglio indicare anche se la fiamma "pende" vero sinistra o destra, se è invece centrale come quella dell'esercito, secondo me è sufficiente blasonare con un "granata infiammata".
Completamente d'accordo sull'indicazione "atttraversante" al posto di "posta sulla partizione".
Per quanto riguarda lo scudo, hai ragione, dovevo blasonarlo per primo.
Concordo anche sulla "corona d'oro turrita di cinque pezzi visibili, aperta e finestrata di nero", in quanto effettivamente potrebbe avere i "cancelli" serrati.
Purtroppo dovremo attendere qualche giorno per l'intervento del prof. Degli Uberti momentaneamente assente, ma sicuramente commenterà appena di ritorno.
Per gli stemmi araldici più complessi a cui facevo riferimento, ve ne sono molti, da quello del !° rgt. Granatieri di Sardegna, a quello dell'Accademia Militare di modena, alla Scuola di Applicazione di Torino, al 28° rgt pavia etc. Comunque nelle prossime settimane mi permetterò di proporre più difficili stemmi militari.
Attendendo altre precisazioni, porgo cordialissimi saluti a tutti coloro che commenteranno e auguro una veloce guarigione al caro Mauro Valerio.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
---------------------------------
"Vince te ipsum"
Avatar utente
T.G.Cravarezza
Amministratore
 
Messaggi: 6580
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 22:49
Località: Torino

Messaggioda MVC » martedì 4 marzo 2003, 15:24

Caro Tomaso,
in effetti mi sono espresso male. Hai ragione.
Quando ho detto che "vi sono campi di colore che si toccano tra loro", intendevo dire questi campi si TOCCHEREBBERO tra di loro se non vi fosse la CUCITURA.
( Non che tale cosa in araldica sia considerata un vero e proprio errore, ma se si può evitare è meglio).

Inoltre, a ben vedere, mi sono accorto che il Montauto preferisce il termine CUCITO ( riservando il Filetto ESCLUSIVAMENTE all'indicazione di una diminuzione consistente di un palo, una sbarra, una fascia ecc.), mentre il Manno usa il termine Filetto ANCHE come sinonimo di Cucito:

"FILETTO (Filet)
Linea di partizione ingrossata e smaltata, specie per accentuare le partizioni di due campi di eguale smalto. Pezze onorevoli di lunghezza (palo, fascia, banda, sbarra) ridotte sottilissime (vergettes, cotices, burelles, ecc..)."

E quindi potrebbero tranquillamente essere usati tutti e due i termini, anche se secondo me dovrebbe essere più corretto quello di Cucitura in quanto privo di doppio significato (e più preciso rispetto, invece, al Filetto).
Ma mi rendo conto che è una questione di "lana caprina" :D , di sottigliezze, insomma..

Quando l'ancora viene raffigurata con la gomena dello stesso smalto, tale gomena si dovrebbe considerla parte integrante, e dunque, sarebbe meglio evitare di blasonarla, altrimenti potrebbe essere considerato errore il fatto di sovrapporre l'oro della cima su quello dell'ancora.
Invece, se si tratta di due smalti diversi, allora si dovrebbero considerare due pezzi.

Infatti sia il Manno che il Montauto danno la medesima definizione di Ancora:

"ANCORA (Ancre)
Ha la stanga, la trabe e la gomena. Cf. CROCE ANCORATA. Con quat­tro bracci e senza ceppo è graffio o raffio."

Per la granata, secondo il Montauto, se fosse priva di fiamma, si dovrebbe chiamare "Bomba".

Anche io, come te, rimetto comunque il tutto nel parere di Pier Felice che sicuramete ci potrà chiarire ogni dubbio.

Ti ringrazio molto per la interessante opportunità di confronto e per gli auguri di guarigione.

Un caro saluto
Mauro
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 4 marzo 2003, 15:58

Bene, dopo essere stato "distrutto" dall'accorto Mauro Valerio, posso battere in ritirata :D
L'unico aspetto che posso ancora ribadire riguarda il movimento della fiamma della granata che appunto può essere rivolta verso destra, verso sinistra o statica, cioè centrale, almeno secondo il mio parere.
Oltre a ciò mi rimane il dubbio della blasonatura della croce di Sant'Andrea.
Attendiamo altri pareri
Tomaso Giuseppe Cravarezza
---------------------------------
"Vince te ipsum"
Avatar utente
T.G.Cravarezza
Amministratore
 
Messaggi: 6580
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 22:49
Località: Torino

Messaggioda MVC » martedì 4 marzo 2003, 16:38

Caro Tomaso,
nessuna "distruzione"... :D Solo il piacere e l'interesse per un confronto.

In quanto alla ritirata...Bhè...Credo che, invece, tocchi a me... :wink:
Il termometro indica una "disfatta" totale, ed il letto si accinge ad essere la mia "Caporetto" :cry: :cry:
Vado..Sigh!

A presto
MVC
MVC
 

Messaggioda sebpasq » martedì 4 marzo 2003, 17:17

Molto modestamente anch'io vorrei esprimere un parere su questo bellissimo stemma.
Partendo dal primo quarto: leggendo la blasonatura di Aldrighetti su Nobiltà dello stemma dei Carabinieri, vedo che parla di "granata d'oro infiammata". Ora a parte che io direi infiammato d'oro, ma comunque sono d'accordo con Cravarezza sullo specificare in questo caso un attributo della fiamma, altrimenti la granata sarebbe uguale a quella dell'esercito. Non so se rivolta sia l'attributo migliore, ma credo per ora sia l'unica alternativa.
Il terzo quarto è un bel mistero, perchè solitamente la gomena viene considerata parte integrante dell'ancora, ma giustamente quando la gomena non c'è come si dovrebbe blasonare?
All'ancora senza gomena?
Il quarto quarto trattasi solo di un volo spiegato e non di un'aquila a volo spiegato.
Il decusse è chiaramente un filetto d'oro non certo "cucito", in quanto non mi sembra che ci siano campi color argento o oro nello scudo.
Riguardo la corona turrita è vero che quasi tutte le torri sono murate di nero, ma stando al Crollalanza murato significa che gl'interstizi che dividono i mattoni siano di colore differente dei mattoni e invece qui non vedo nessuna differenza, ma sicuramente mi sbaglierò
Distinti Saluti
Pasquini Sebastiano
sebpasq
 
Messaggi: 321
Iscritto il: venerdì 17 gennaio 2003, 18:08

Messaggioda MVC » martedì 4 marzo 2003, 23:28

Caro Sebastiano,
non insisto sulla granata, poichè non ho ulteriori elementi per farlo. Prendo per buona la tua fonte così come la mia.

Per il resto, anche se sono solitamente riluttante a farlo, devo entrare nei tecnicismi un po' "maniacali" ( me ne scuso). E soprattutto mi spiace dovermi dilungare parecchio ( cosa di cui mi scuso maggiormente).

Sul discorso della Cucitura mi permetto di far presente che con essa si intende semplicemente una sottile linea per dividere le pezze, siano esse di metallo o di colore.
A tal proposito il Montauto sostiene:

"Cucito: di pezze a contatto con metallo e metallo o colore e colore;
gli smalti dovrebbero essere delimitati da una sottile linea."

Ora, per approfondire ancora meglio, direi questo:
il Manno sostiene la sostanziale equivalenza tra uno dei due significati del filetto con la cucitura. A differenza del Montauto, che non lo fa, poichè attribuisce ai due termini due significati diversi.
Ora, nel caso del presente stemma, la cucitura potrebbe esser criticata semmai per il fatto che Montauto parla di Pezze e NON di Partizioni. Ma certamente NON c'entra nulla la distinzione, che tu sostieni, dell'oro e dell'argento ( distinzione che, tra l'altro non riesco a comprendere nelle motivazioni).
Tuttavia il Manno parla del filetto come di separazione di "due campi di eguale smalto", per cui si potrebbe obiettare che se i campi da separare fossero più di due, allora pure questa definizione non sarebbe troppo precisa.

Perciò io ero giunto alla conclusione che, tutto sommato, i due termini potrebbero evere le medesime possibilità di impiego. Anche se, forse, sarebbe più precisa una definizione che indichi solo una cosa e non due (mi riferisco alla duplice valenza del filetto e alla singola valenza, invece, della Cucitura).

Ma non dimentichiamo che qui, oltre al filetto o alla cucitura, lo scudo è bordato d'oro...A questo punto mi "stuzzica" un dubbio:
perchè non inserire anche il "bordato" come terza ipotesi, visto che non c'è soluzione di continuità tra il suddetto bordo e il filetto ( o cucitura che sia)???

Difatti le funzioni dovrebbero essere le medesime, e non mi risulta che vi siano misure specifiche per stabilire le dimensioni di una cucitura, un filetto (ma solo nel caso di funzione separatoria) e un "bordato".

Un' altra cosa che vorrei sottolineare è questa:
nel tuo messaggio numeri solo i quarti 3 e 4, ma, dato che inizi dalla descrizione dei Carabinieri, presumo che propendi per una blasonatura che parta dal fianco destro dello scudo e non dal Capo.
La cosa ( come già ho avuto modo di dire in precedenza) non mi risulta corretta, e provo a darne motivazione più dettagliata.

C'è da dire che gli esempi di inquartati in decusse che carichino quattro quarti diversi non sono tanti, anzi, solitamente è un tipo di partizione usata per i quarti uguali a due a due e alternati. Ma quale che sia la rarità o la diffusione degli esempi, il "modus operandi" per blasonare deve rimanere sempre quello...

Per capirci meglio, provo a esaminare proprio i casi (più diffusi) dove i quarti siano eguali a due a due:

Un esempio potrebbe essere quello citato da Diderot e D'Alembert nell'Enciclopèdie, sullo stemma della Fam. De Bertrand.
Testualmente cito:
" Inquartato in decusse, d'argento e di rosso".
E nella rappresentazione grafica, lo stemma porta l'argento nel capo e nella punta, mentre il rosso nei fianchi.

Ancora, sempre stessa fonte.
Stemma Fam. Kerouser: " in decusse di rosso e d'ermellino, il rosso caricato d'un leone d'argento".
E anche qui il rosso si trova nel capo e nella punta dello scudo, l'ermellino nei fianchi.

Ancora, sempre medesima fonte:
"Fam. Mendoc: di verde, a una banda d'oro caricata d'un altra di rosso, inquartato in decusse d'oro, recante le parole Ave Maria a destra e Gratia Plena a sinistra, d'azzurro."
E lo stemma, manco a dirlo, porta il verde bandato in capo e in punta. L'ave Maria d'azzurro è nei fianchi.

Tecnicamente il Montauto, dal canto suo, illustrando la partizione inquartata in decusse, propone DUE schemi di blasonatura:
il primo è quello che segue il percorso A-B-A-B,
dove le A si trovano in Capo e in Punta, mentre le B nei Fianchi.
Il secondo schema è il seguente:
A-B-C-D-
( e qui la cosa si fa interessante) dove A si trova in Capo, B nel FIANCO DESTRO, C nel Fianco Sinistro, e D in Punta.
E questo, probabilmente ( come ho già detto), per dare maggiore risalto alla buona norma di privilegiare la parte destra dello scudo.
Comunque sia, in entrambi i casi, dà sempre la precedenza al Capo, e mai al Fianco destro.
Per cui nella ipotesi del secondo schema, i quarti 3 e 4 coinciderebbero con i 3 e 4 che dai tu, ma non sarebbero corretti gli altri due..

Per la corona, infine, faccio presente che per l'Araldica TUTTI GLI SMALTI ( dunque anche l'oro) non possono essere diversificati per via delle sfumature o tonalità. Per cui, ad esempio, un rosso scuro è ESATTAMENTE la stessa cosa di un rosso acceso.
Nel caso dello stemma in esame, la muratura della corona è di un nero sbiadito ( o al limite un marrone) e illuminato dai tagli di luce.
Nonostante questo, però, sempre di nero ( o di marrone) si tratta.
Sempre nero ( o marrone), anche se non è proprio acceso, brillante o puro !

Ma la vera questione che vorrei porre all'attenzione di tutti voi è quella del motto in caratteri d'oro ( visibilmente d'oro) su lista anch'essa d'oro....

Io li avevo blasonati come tali, ma in realtà sarebbe impossibile, poichè, per lo stesso principio appena detto, non dovrebbero esserci...Non dovrebbero vedersi.

E non si tratterebbe neanche di un errore, poichè non si tratta di sovrapporre argento su oro ( che sarebbe si un errore, ma almeno si vedrebbe chiaramente), bensì di sovrapporre oro su oro ( e dunque la sovrapposizione, teoricamente, è come se non ci fosse affatto).

Quindi i casi ( ipotetici) potrebbero essere due:

1 decidiamo di cambiare arbitrariamente lo smalto dei caratteri
2 lasciamo tutto così, e accettiamo il fatto che la lista NON sopporti nessuna scritta.

Che ne pensate?

Cordialmente
MVC
MVC
 

Messaggioda MVC » martedì 4 marzo 2003, 23:44

P.S.
Scusa, mi dimenticavo una postilla sull'Ancora.

Nel caso in cui la Gomena non ci fosse, si dovrebbe blasonare ugualmente "Ancora" e basta...
Infatti, se hai una rosa al naturale, che fai???
Se ha i petali, blasoni "Rosa al naturale con petali"?
Se non li ha, blasoni"Rosa al naturale senza petali"?
Non credo proprio....Diresti sempre e comunque "Rosa al naturale"...

Certo, se la rosa avesse i petali AZZURRI anzichè verdi, allora lo dovresti dire esplicitamente, perchè in quel caso specifico NON SAREBBE più al naturale. Non sarebbe più tutt'un pezzo ma si "frammenterebbe".
( So che l'ancora non è al naturale, ma è solo 1 esempio per capirci meglio).

Ancora saluti cari
MVC
MVC
 

Messaggioda sebpasq » sabato 8 marzo 2003, 18:58

Caro Mauro
potrei anche essere d'accordo con quello che dici sull'ancora, ma secondo me, non so se ci avete fatto caso, il punto è un altro e cioè: quando si dice azzurro, cosa significa? Azzurro, blu, chiaro o celeste?
Non a caso nel presente stemma ci sono ben tre tonalitò di azzurro. Che io sappia in araldica esiste solo un azzurro e non varie sfumature di esso.
Pensate sia importante?
Saluti.
sebpasq
 
Messaggi: 321
Iscritto il: venerdì 17 gennaio 2003, 18:08

Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 8 marzo 2003, 23:52

Gentile Sebpasq,
su questo tema ci sarebbe molto da discutere. Io, in un altro topic, ho proposto la creazione di una commissione araldica permanente internazionale (come quella degli ordini cavallereschi) che discuta e crei, aggiornandoli di continuo, dei vocabolari mondiali con i vari termini araldici, quindi vocabolari dedicati alla simbologia, alla balsonatura, ai colori. Per quanto riguarda i colori, io sarei per la possibilità di inserire vari colori e non solo quelli ufficiali. Comprendo la necessità di avere pochi colori, cioè il fatto di poterli rappresentare in bianco e nero tramite simboli, cosa che se si dovesse attuare per 2000 colori, sarebbe impossibile. Ma bisogna anche dire che se ragioniamo solo sugli stemmi passati, non ci sono problemi, ma se parliamo di una scienza araldica viva e quindi nella possibilità di creare nuovi stemmi, si potrà avere anche l'esigenza, oltre che il desiderio, di inserire un determinato tipo di azzurro, un rosso più accesso, un grigio....
E' un tema che merita sicuramente di essere trattato.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
---------------------------------
"Vince te ipsum"
Avatar utente
T.G.Cravarezza
Amministratore
 
Messaggi: 6580
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 22:49
Località: Torino

Messaggioda MVC » domenica 9 marzo 2003, 3:13

Caro Tomaso,
effettivamente se le cose le guardiamo con il punto di vista che hai appena espresso, hai perfettamente ragione: srabbero necessari tanti colori nuovi

Ma io provo a guardare da una angolazione leggermente differente.
Non diametralmente oppoosta, sia chiaro, ma solo un po' diversa!

E dico che forse PRIMA di pensare a nuove introduzioni, varrebbe la pena domandarsi fino a che punto sia lecito e doveroso spingersi nell'innovazione.
Intendo dire che è un dato di fatto inconfutabile che l'Araldica debba stare al passo coi tempi ed essere VIVA; tuttavia, dato che il mondo si evolve alla velocità della luce, e che di nuove simbologie ne abbiamo una infinità,
forse è bene porre un limite. Altrimenti sarebbe una ruota senza fine.

Che poi io mi domando: siamo proprio così sicuri che per far vivere l'Araldica sia così necessario buttarsi a capofitto su chissà quali neologismi?
Siamo sicuri che sia proprio questo il motivo per cui l'Araldica sta boccheggiando in agonia???

Non è che, per caso, i problemi più grossi stanno nella "Intellighenzia" politico-culturale che ci ha accompagnato fino ad oggi???

Non è che, magari, è da una ignoranza e da una prevenzione aprioristica
generalizzata che deriva lo scatafascio araldico???

Certo, se così fosse ( come io sommessamente ritengo) probabilmente servirebbe a ben poco ( se non a nulla) cambiare e rinnovare.
I problemi resterebbero ugualmente, anzi, si correrebbe il rischio di far disamorare una parte dell'ultimo baluardo rimasto: quello dei pochi cultori e appassionati.

Per cui il mio caloroso invito è di ammodernarsi si, ma di andarci molto cauti e con il massimo rispetto per le tradizioni.

Molto cordialmente
Mauro
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 9 marzo 2003, 13:24

Caro Mauro Valerio,
io sono pienamente concorde con te, cioè, il vero disagio dell'Araldica nel mondo odierno non è dovuto all'araldica stessa, ma a come viene vista all'esterno. Su questo non ci sono dubbi. Io infatti non vorrei inserire 2 milioni di elementi nuovi o 2 milioni di colori nuovi. Però è anche vero che servirebbe un "vocabolario" accettato internazionalmente dei simboli (abbiamo visto ad esempio il problema dell'ancora o della granata), ma un vocabolario, per essere tale e considerato internazionalmente, dovrà anche essere costantemente aggiornato, per questo consiglierei la creazione di una commissione.
Per quanto riguarda i colori, bisogna comprendere a cosa servivano le limitazioni precedenti. Servivano per semplificare, in quanto gli stemmi non erano qualcosa di puramente estetico, ma avevano una loro rilevanza in battaglia e pertanto avere migliaia di colori differenti, simboli.. creava confusione. Oltre al fatto, come ho accennato prima, nel caso lo scudo fosse stato rappresentato in bianco e nero, se ci fossero stati troppi colori, sarebbe stato difficile rappresentarli tramite simboli.
Oggi giorno però lo scudo araldico non serve più nei campi di battaglia, ma come accompaganmento al cognome, come rappresentante una famiglia e/o una persona in particolare. Per questo motivo ci dovrebbe essere una maggiore, seppur controllata, selezione di colori e simboli. Controllata appunto da una commissione competente, magari suddvisa in varie sottocommissioni per ogni stato.
Questo ripeto non per dare maggior rilievo all'araldica, ma per renderla più attuale. Sul fatto che ciò non aiuterà minimamente a farla maggiormente conoscere all'esterno, sono pienamente d'accordo.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
---------------------------------
"Vince te ipsum"
Avatar utente
T.G.Cravarezza
Amministratore
 
Messaggi: 6580
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 22:49
Località: Torino

Messaggioda MVC » domenica 9 marzo 2003, 14:59

Vero, siamo d'accordissimo caro Tomaso.
Ritengo sia necessario dare una omogeneità al vocabolario e risolvere alcune contraddizioni del passato o colmare alcune lacune.

Anche perchè il "vizio" più comune di moltissimi manuali in commercio (anche quelli di ottima fattura) è di riprendere interi pezzi o definizioni direttamente dalle pubblicazioni dei grandi araldisti del secolo scorso.

E questo, purtroppo, aiuta molto a perpetrare le varie ed eventuali carenze esistenti.

Sui colori, tuttavia, sono molto scettico...
Prendo ad esempio l'arma dello Stato Maggiore. Ci sono molte sfumature diverse di Azzurro ( che in alcuni casi è proprio blu), eppure è l'unico punto sul quale nessuno si è trovato in disaccordo...Quindi credo che sarebbe superfluo inserire ulteriori distinzioni.

Se poi andiamo a leggere l'eccezionale opera di Sicille ( Jan de Courtois),
Re D'Arme di Alfonso V di Aragona, "Il Blasone dei Colori" ( opera che consiglio caldamente a chiunque non l'avesse già letta) ,
vediamo che già nel 1495 ( data della prima pubblicazione dell'opera)
erano contemplati molti più colori di quanti immaginiamo oggi.

Oltre ai classici Azzurro, Verde, Nero, Oro/Giallo, argento/Bianco, Rosso, e Porpora, Sicille ne descrive anche altri:

-Fulvo
-Pallido
-Blu
-Turchino
-Azzurro
-Incarnato
-Violetto
-Tanè
-Grigio

Ovviamente lui li analizza più in funzione del loro significato piuttosto che in funzione di un loro impiego negli stemmi, tuttavia ciò non toglie che
essi, comunque, esistano, e che uno dei più grandi araldi della Storia ne abbia dato testimonianza e conferma.

Per cui, se proprio dobbiamo rivedere il panorama dei colori araldici, allora inviterei ad attingere proprio da qui. E credo ce ne sia a sufficienza .


Molto cordialmente
Mauro
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 9 marzo 2003, 15:49

Concordo in pieno caro Mauro,
infatti il mio desiderio sarebbe quello di dare una buona organizzazione all'araldica, non di rimodernizzarla totalmente, anzi, mantenere gli elementi passati, aggiungendone però anche di moderni. Per questo secondo me la creaizone di una commissione è essenziale. Altrimenti si creerebbe il caos, come già avviene. Quindi un vocabolario internazionale, che naturalmente tenga conto delle varie differenze di linguaggio territoriale e di storia e tradizioni regionali dei vari stati. Almeno in questo modo ci sarebbe sempre un'autorità competente in materia e che sarebbe capace di mettere un po' d'ordine a questa fantastica scienza.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
---------------------------------
"Vince te ipsum"
Avatar utente
T.G.Cravarezza
Amministratore
 
Messaggi: 6580
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 22:49
Località: Torino

Prossimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 20 ospiti