Il lutto nell'araldica

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Il lutto nell'araldica

Messaggioda sebpasq » mercoledì 18 febbraio 2004, 19:48

Gentili Signori
mi chiedevo: in araldica per quanto tempo si porta il lutto nello stemma e come si simboleggia?
E' adottabile lo schema del Dizionario araldico del Gulefi Camajani?

Grazie.
sebpasq
 
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Re: Il lutto nell'araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 17:27

sebpasq ha scritto:Gentili Signori
mi chiedevo: in araldica per quanto tempo si porta il lutto nello stemma e come si simboleggia?

Non mi risulta che questi spiacevoli episodi abbiano riflessi araldici di qualche genere: lo stemma di una famiglia, insomma, rimane nell'uso in maniera assolutamente inalterata. Casomai, agli eventi luttuosi possono conseguire cerimonie che seguano riti dotati di un proprio apparato esteriore, nel cui ambito gli stemmi vengono usati nella propria normale pienezza. Penso agli imponenti apparati scultorei di numerose sepolture barocche in area asburgica, dove le statue di paggi, armigeri o di altri partecipanti al mesto corteo reggono ognuna uno degli scudi (sempre pieni e normali, cioé non caricati di alcuna figura creata ad hoc) pertinenti al defunto ed i quali, nel corteo vero in carne e ossa, effettivamente lo accompagnavano all'ultima dimora.

E' adottabile lo schema del Dizionario araldico del Gulefi Camajani?

Grazie.


Si riferisce alla voce lutto del Dizionario... del Guelfi, Milano 1940, ristampa 1979, pagg. 350÷352? Se parliamo della stessa cosa, lì l'Autore tratta in generale dell'etichetta che i familiari sarebbero tenuti a seguire nella propria partecipazione alla normale vita civile, dopo il triste evento: il Guelfi, lì, nemmeno sfiora lontanamente il discorso araldico (fatto salvo il cenno al colore delle livree del personale di servizio, che però non tocca lo stemma di famiglia...).

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Messaggioda sebpasq » venerdì 20 febbraio 2004, 20:28

Egregio Fra Eusanio
il mio post prende spunto dalle bandiere funebri viscontee che sono raffigurate sul Bascapè-Del Piazzo a pag. 450 (che posso anche far pubblicare da Cravarezza); non sono così esperto quindi volevo sapere se qualcuno del forum avesse testimonianza diretta di stemmi o bandiere funebri come quelle viscontee, in cui su un campo nero è "impressa" l'arma dei Visconti: nella situazione le 4 bandiere sono collocate intorno alla salma e rette da alcune persone al capezzale del defunto.
Era una prassi diffusa quella delle bandiere funebri o si incontrano solo in particolari situazioni?
In effetti l'etichetta riportata nel Guelfi-Camajani riguarda solo gli usi della vita civile, ma sarebbe d'uopo adottare uno stemma funebre per lo stesso tempo che si porta nella vita privata?
Quindi uno scudo a bandiera su campo nero con dentro lo stemma di famiglia o magari alterando il colore del campo con il nero?

Grazie.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 21:33

sebpasq ha scritto:Egregio Fra Eusanio
il mio post prende spunto dalle bandiere funebri viscontee che sono raffigurate sul Bascapè-Del Piazzo a pag. 450 (che posso anche far pubblicare da Cravarezza); non sono così esperto quindi volevo sapere se qualcuno del forum avesse testimonianza diretta di stemmi o bandiere funebri come quelle viscontee, in cui su un campo nero è "impressa" l'arma dei Visconti: nella situazione le 4 bandiere sono collocate intorno alla salma e rette da alcune persone al capezzale del defunto.
Era una prassi diffusa quella delle bandiere funebri o si incontrano solo in particolari situazioni?

Si tratta dello stesso discorso che facevo sopra: nei mesti cortei si dava ampio spazio all'uso di teli e vessilli neri, proprio come accade ancor oggi, ma con la differenza che essi venivano decorati con l'arma piena e normale del defunto, per essere utilizzati nei modi più svariati ad accompagnamento del feretro.

In effetti l'etichetta riportata nel Guelfi-Camajani riguarda solo gli usi della vita civile, ma sarebbe d'uopo adottare uno stemma funebre per lo stesso tempo che si porta nella vita privata?
Quindi uno scudo a bandiera su campo nero con dentro lo stemma di famiglia

Sì, questa è certamente una prassi che si è seguita nei tempi andati.

o magari alterando il colore del campo con il nero?

Grazie.


Non ne vedo motivo: lo stemma è il segno della famiglia, e così com'è la rappresenta in ogni situazione, anche quando essa si estingue totalmente.
Quindi, perché ci dovrebbe esser bisogno di una brisura per lutto, quando allo scopo può ben bastare (come succede per il fiocco nero sulle bandiere nazionali) un velo nero posato sullo scudo?

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Messaggioda sebpasq » sabato 21 febbraio 2004, 19:51

Egregio Fra Eusanio
come sempre la ringrazio per la risposta. Sono soddisfatto che almeno un velo nero si possa stendere sullo scudo in caso di lutto, credo sia molto importante.
Curiosità: questo velo dove si porrebbe?

Grazie.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 21 febbraio 2004, 20:17

Dipende da come materialmente è realizzato lo scudo: non esistono regole vincolanti...

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 23 febbraio 2004, 19:17

Egr. Sig. Pasquini,

sebbene al momento non abbia immagini utilizzabili, in attesa che vengano inviate, si immagini gli hatchments come dei veri e propri quadri, con cornice lineare, nera, talvolta posti e appesi nel senso diagonale del quadrato (a mo' di rombo insomma), e sulla tela o pannello del quadro dipinta a sfondo nero appare lo stemma del defunto.
Spesso come già esaustivamente detto, gli hatchments matrimoniali hanno nera la meta' corrispondente alla parte dell'arma del coniuge defunto, mentre resta bianca la parte del vedovo/a.
Ma ripeto l'effeto visivo che lei si deve figurare è quello di un normale "quadro con cornice" appeso alla parete.

Un saluto cordiale.

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 26 febbraio 2004, 11:41

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Messaggioda sebpasq » giovedì 26 febbraio 2004, 20:13

proprio delle belle foto.
Ora si capisce meglio il concetto di hatchments.
Però mi chiedevo a parte che come un quadro perchè non considerarlo come un vero e proprio stemma?
Dopotutto gli elementi ci sono tutti: uno stemma su un'altro a forma di losanga partito di nero e argento o nell'altro caso viceversa: che ne dite?

Saluti.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 1 marzo 2004, 14:32

Un particolare uso araldico funerario trovo menzionato dal Torelli nel suo “Lo splendore della nobiltà napoletana ascritta ne’ cinque seggi” del 1678 e recentemente pubblicato in una bella edizione anastatica dalla Casa Editrice Orsinidemarzo.com, a pag. 11 l’Autore scrive:

“(…) questi scudi si veggono voltati sottosopra ad ogni finimento di Seggio. Poiché della Francia e dell’alta e bassa Germania, così è l’usanza di porli sul feretro, di cui un nobile & illustre casato sia venuto meno, anzi terminata la solennità dell’esequie, sottoterra dall’Araldo col cadavere quello cerimonialmente si caccia”.

Estinta la stirpe dunque il lutto si esprimeva con la sepoltura del suo stesso stemma.

F.J.V.T.
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Messaggioda sebpasq » lunedì 1 marzo 2004, 19:21

Gentile Von Trotta
la ringrazio della testimonianza, ma cqui parliamo più che latro di stemmi di persone che hanno un lutto e non persone morte; certo la sua testimonianza e quello di Alfonso sono importanti, ma riguardano stemmi di persone morte.
Riguardo invece lo stemma di persone in lutto, cosa suggerireste? Si potrebbe porre il proprio stemma su una losanga o uno stemma bandierale col campo nero? Sarebbe così impensabile ed orrendo?

Grazie.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 1 marzo 2004, 19:34

Egr. Signor Pasquini,

sebbene non sia un esperto sull'argomento penso che, come sempre, si debba guardare alla consuetudine che la stessa araldica nei secoli ha codificato più o meno stabilmente per ogni forma dei suoi usi.

Alla Sua richiesta, come già accennato nel topic da Frà Eusanio, l'uso più noto di esprimere il lutto tramite stemmi, avveniva coi "cartoni funebri" quadri neri sui quali erano dipinti gli emblemi che venivano posti attorno al catafalco e che poi seguivano poi il corteo funebre. Una tipologia iconografica piuttosto simile ai suddetti "atchements" britannici che poi venivano appesi all'interno della chiesa a memeoria del defunto.

Un saluto cordiale.

F.J. von Trotta
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Messaggioda sebpasq » sabato 28 agosto 2004, 19:47

Ecco un'altra interessante immagine relativa al lutto nell'araldica.

http://www.scotarmigers.net/gallery.htm?memo/hatch.jpg

Saluti.
sebpasq
 
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