facoltà di araldica

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facoltà di araldica

Messaggioda sebpasq » sabato 8 febbraio 2003, 18:52

Non preoccupatevi perchè non è nata una facoltà di araldica.
E' solo un mio spunto per conoscere una vostra opinione a proposito di un'eventuale facoltà universitaria di araldica.
Secondo voi sarebbe utile? E quali materie includereste nel piano di studi? Quale utilità potrebbe avere nel mondo di oggi?
E infine: in che città localizzareste l'idonea sede di questa prestigiosa ma fantomatica facoltà?

Grazie a chiunque andrà di rispondere a questa domanda un pò bizzarra.

Saluti, Sebastiano.
sebpasq
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 8 febbraio 2003, 19:48

Devo dire che più che istituire una facoltà di araldica, darei "legalità" scolastica alla SGASD. Magari senza pretendere una vera e propria laurea (anche se ne avrebbe diritto per gli studi che vengono impartiti), ma almeno una laure di quelle cosiddette brevi.
Effettivamente, soprattutto in Italia, non ha grossi sbocchi lavorativi, però mantiene una grande importanza a livello culturale personale epenso che questo debba essere il compito principale di una facoltà universitaria.
Come sede, anche Bologna andrebbe bene
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda MVC » sabato 8 febbraio 2003, 21:13

Cari amici,
ritengo che in un panorama scolastico nel quale siano presenti TUTTE le discipline e le facoltà, sia necessaria come l'aria anche una facoltà di Genealogia e Araldica.
Non dimentichiamo, infatti, che tali materie sono ufficialmente di competenza degli storici e degli Archivisti e/o dei dottori in lettere in generale, ma si tratta di un semplice nozionismo che a volte rasenta l'ilarità.
A meno che il laureato non abbia poi una passione tutta sua e una voglia autonoma di approfondire ( ma forse dovrei dire studiare tout-court..) tali materie.
Apparentemente potrebbe sembrare una cosa di secondaria importanza, ma io penso, ad esempio, agli scavi nei quali vengono riesumati reperti archeologici medievali. Non so quanti degli addetti ai lavori sarebbero in grado di comprendere e di descrivere correttamente una figura araldica.

E non penso solo ad eventuali stemmi, ma anche a capitelli, paliotti, lastre, formelle eccetera, che rechino anche semplicemente una croce alla patrircale piuttosto che potenziata oppure figure di draghi, chimere, e simbologie varie.
Non capisco per quale motivo si debba procedere ad una classificazione ESATTA e RiGOROSA di ogni reperto in ogni suo aspetto ( datazione, materiale, epoca eccetera) tranne che in quello di un eventuale approccio araldico.
Per non parlare di stemmi contenuti in affreschi o in dipinti...Spesso dall'esame attento e dalla conoscenza di questi è possibile stabilire attribuzioni o committenze in modo più veloce e più sicuro delle procedure standard ( che spesso e volentieri si basano su statistiche di altre opere esistenti e già attribuite).
E mi viene in mente l'esempio di Castel Roncolo ( BZ), dove abbiamo il più grande ed importante ciclo pittorico murale esistente in un maniero, e si contano decine e decine di stemmi.

Penso al fatto che con il solo studio degli stemmi si possa ricostruire quasi tutta la storia tardo medievale ....Concessioni, appartenenze, alleanze, parentado, dominio eccetera.
Penso, poi, al legame tra la genealogia e l'araldica con l'esegesi di fonti cartacee, papiracee e pergamenacee...Miniature, codici, salteri, messali, documenti notarili, bolle papali e impariali, volumi manoscritti, incunaboli o stampe...
L'araldica, infatti, dovrebbe allargarsi anche alla paleografia, alla sfragistica e alla numismatica.
Prendete, ad esempio, il monogramma di Matilde di Canossa, con il quale firmava...E' una croce con parole inquartate nei bracci. Oppure il sigillo di
Giovanni Visconti, vescovo di Milano nel 1341.
Si tratta di uno stemma araldico vero e proprio.

Per le materie ritengo un'ottima scelta quelle già inserite nella Scuola collegata allo IAGI. Magari con un occhio di riguardo al latino nei tre momenti FONDAMENTALI della sua evoluzione: Tardo Imperiale, Carolingio-Alcuiniano e Medievale.

Si tratterebbe, secondo me, di creare una sintesi tra la laurea in Conservazione dei beni culturali ad indirizzo Archivistico-Librario, quella ad indirizzo Archeologico e quella ad indirizzo Artistico.
Un Quarto indirizzo, dunque, che potrebbe tranquillamente essere ad esclusivo appannaggio dello IAGI, diventando l'UNICA scuola italiana del genere e che possa godere di prestigio internazionale.
Similmente a quanto accade, ad esempio, per la scuola di Archivistica del Vaticano.
Del resto, in tali cose, quello che conta NON è la natura privata o pubblica dell'Istituzione, ma SOLO la sua qualità.

Mi scuso per essermi dilungato ( ma il discorso mi ha appassionato oltremodo)
e porgo a tutti voi i miei più cordiali saluti.
MVC
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Messaggioda pierfe » domenica 9 febbraio 2003, 20:37

Ho letto con molto interesse quanto scrivete su una eventuale facoltà di araldica.
Una facoltà di araldica non ha senso perchè l'araldica è solo una delle Scienze Documentarie della Storia (vi rendete conto che noi parliamo di Scienze Documentarie della Storia e non più di Scienze Ausiliarie come fanno tutti...) quindi sarebbe meglio parlare di facoltà di Scienze Documentarie della Storia.
Purtroppo una facoltà di Scienze Documentarie della Storia non è realizzabile almeno a breve (anche se la Scuola di Genealogia, Araldica e Scienze Documentarie lavora a 360° per arrivare ad essere facoltà universitaria); i motivi sono diversi:
a) scarsa utenza (al massimo poche decine di persone)
b) stipendi ai docenti (voi sapete bene che i docenti della nostra Scuola insegnano tutti gratis)
c) elevatissimi costi per tenere in piedi una organizzazione amministrativa legata alla facoltà e all'utilizzo dei locali dove svolgere le attività.
d) modeste possibilità occupazionali.
Poi una facoltà di araldica non esiste nel mondo neppure in Paesi dove l'araldica ha una maggiore dignità sociale ed una maggiore utenza... Questo fa pensare che una facoltà non è economicamente valida.
Le nostre Scuole (intendo quelle della Federazione) sono più che altro Scuole che forniscono ottimi corsi di carattere professionale e desiderano formare persone che saranno seri operatori del settore, nonchè fornire una buona preparazione di base al cultore di queste materie.
Nessuna Scuola della Federazione organizza dei corsi di perfezionamento ed aggiornamento... cosa oggi indispensabile visto il continuo evolversi dei mezzi a disposizione... Fa eccezione la nostra Scuola italiana che già da quest'anno ad ottobre organizzerà il primo corso di perfezionamento rivolto a coloro che hanno finito la Scuola da almeno 5 anni.
Gli allievi che stanno seguento il Corso 2002/2003 avranno trovato nei programmi una interessante novità, oltre alle dispense aggiornate anche un CD di approfondimento facoltativo che porterà (se seguito) ad una maggiore comprensione delle materie.
Posso dire senza ombra di dubbio che già da quest'anno accademico i vari corsi annuali sono molto più completi e approfonditi dei corsi universitari in Storia.
Francamente spero che in un prossimo futuro potremo avere almeno un Corso in Genealogia in varie università e un master in Genealogia e Scienze Documentarie che vedo già molto vicino.
Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda sebpasq » domenica 9 febbraio 2003, 22:04

Innanzitutto vi ringrazio per aver risposto alla mia domanda.
Quindi vi espongo un pò quella che è la mia opinione a riguardo
.
Io credo che se in passato c'è stata l'invenzione dell'araldica, non credo sia stato fatto per puro capriccio, ma per una reale necessità e non solo dei nobili o del clero.
Ora il fatto che oggi giorno le nostre istituzioni e il cosidetto mondo culturale credano che l'araldica sia vacua, è un conto, ma negarne l'utilità in campo storico è impossibile. E poi non si capisce perchè i Comuni e gli altri enti siano obbligati ad avere uno stemma e i privati ne possono fare a meno; è una presa di posizione alquanto ambigua. Secondo me o l'araldica serve e quindi a tutti o non serve e quindi a nessuno.

Comunque visto che per dare senso ad una ricerca storica c'è quasi sempre bisogno dell'araldica, ma anche considerando il bisogno che c'è di interpretare gli stemmi in un paese che detiene ben il 60% del patrimonio artistico-culturale del pianeta, e che è praticamente tappezzato di stemmi, mi sembra obbligata l'urgenza di istituire una facoltà di araldica o almeno un corso universitario in cui sia presente anche l'araldica.
Io credo che la strada indicata dallo IAGI sia un'occasione d'oro, che il Ministero dell'Istruzione non dovrebbe farsi sfuggire, per favorire l'istituzione di un corso universitario strutturato più o meno come è la SGASD dello IAGI; io da par mio, oltre a quelle che già si studiano nella SGASD, inserirei le seguenti materie:
- Archeologia
- Storia
- Informatica araldica
- Latino
- Assiografia
- Epigrafia
- Mitologia
- Opoplogia (armistica)
- Tradizioni e rievocazioni storiche
- Giochi e vita di corte
- Arte
- Antiquariato
- Architetura
- Diritto ecclesiastico

e magari creerei delle specializzazioni in:
Araldica civica, araldica ecclesiastica, araldica militare, araldica industriale, araldica sportiva, araldica nobiliare, araldica europea. araldica islamica, araldica ebraica, araldica orientale, araldica medievale, araldica rinascimentale, araldica moderna, araldica contemporanea.

Riguardo gli sbocchi e le possibili occupazioni connesse alla materia, penso alla necessità delle facoltà di storia ma non solo ad avere un ricercatore e consulente in araldica; all'istituzione del patentino di guida araldica accanto a quella più tradizonale di guida turistica; a consulenze per le sovrintendenze, gli enti e tutti coloro che hanno bisogno di datare oggetti con stemmi o interpretare stemmi; oppure penso ai privati, ma anche agli enti pubblici che desiderino la creazione e registrazione stemmi ex-novo presso gli Uffici araldici competenti.
Pensate alle migliaia di turisti che ogni anno visitano castelli, palazzi, chiese, musei, monumenti o altro in cui è raffigurato uno stemma e magari si chiedeno cosa significhi: quanti libri e brochure si potrebbero scrivere....non capisco perchè gli affreschi siano considerati patrimonio artistico e l'araldica no.

Riguardo le sedi di un corso universitario come questo credo l'ideale sarebbero almeno Torino, Roma e Napoli, ma siccome non credo che una cosa del genere verrà mai presa in considerazione, è bene che la sede dell'unica scuola italiana del genere resti Bologna, sperando che almeno la SGASD venga riconosciuta.
Ahimè se non ci liberiamo di quel corpo docente-intellettuale-istituzionale così chiuso, spocchioso, pigro, ignorante e anche molto triste e privo di fantasia non credo in Italia l'araldica (ma anche la genealogia e altre discipline) occuperà il giusto posto che le spetta.

Sarei molto interessato ad un intervento di Pierfelice...

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda pierfe » lunedì 10 febbraio 2003, 18:43

sebpasq ha scritto:Innanzitutto vi ringrazio per aver risposto alla mia domanda.
Quindi vi espongo un pò quella che è la mia opinione a riguardo
.
Comunque visto che per dare senso ad una ricerca storica c'è quasi sempre bisogno dell'araldica, ma anche considerando il bisogno che c'è di interpretare gli stemmi in un paese che detiene ben il 60% del patrimonio artistico-culturale del pianeta, e che è praticamente tappezzato di stemmi, mi sembra obbligata l'urgenza di istituire una facoltà di araldica o almeno un corso universitario in cui sia presente anche l'araldica.

Io sono dell'avvisio di una facolta di Scienze Documentarie della Storia che offre la maggiore completezza di studio di queste materie.

Io credo che la strada indicata dallo IAGI sia un'occasione d'oro, che il Ministero dell'Istruzione non dovrebbe farsi sfuggire, per favorire l'istituzione di un corso universitario strutturato più o meno come è la SGASD dello IAGI; io da par mio, oltre a quelle che già si studiano nella SGASD, inserirei le seguenti materie:
- Archeologia
- Storia
- Informatica araldica
- Latino
- Assiografia
- Epigrafia
- Mitologia
- Opoplogia (armistica)
- Tradizioni e rievocazioni storiche
- Giochi e vita di corte
- Arte
- Antiquariato
- Architetura
- Diritto ecclesiastico

Certo alcune di queste materie sono veramente interessanti ed utili e penso che la tua idea venga utilizzata dalla Scuola in un breve futuro, guarda che informatica araldica viene studiata nel II anno, ma la consideriamo facoltativa (ricorda il programma informatico Blazon 2000).
Non ti sembra già molto pesante il corso cosi strutturato con tutte quelle materie? Mi serve la tua opinione...
Hai ricevuto già le dispende del III anno ed hai visto il CD?
Cosa ne pensi?

e magari creerei delle specializzazioni in:
Araldica civica, araldica ecclesiastica, araldica militare, araldica industriale, araldica sportiva, araldica nobiliare, araldica europea. araldica islamica, araldica ebraica, araldica orientale, araldica medievale, araldica rinascimentale, araldica moderna, araldica contemporanea.

Qui è un pochino esagerato... l'araldica araba è limitata a pochissimi casi in stati ad imitazione europea... l'araldica orientale non è proprio araldica ha visto il sistema giapponese del Mom vedi http://www.liv.ac.uk/~spmr02/rings/japan2.html ?

Riguardo gli sbocchi e le possibili occupazioni connesse alla materia, penso alla necessità delle facoltà di storia ma non solo ad avere un ricercatore e consulente in araldica; all'istituzione del patentino di guida araldica accanto a quella più tradizonale di guida turistica; a consulenze per le sovrintendenze, gli enti e tutti coloro che hanno bisogno di datare oggetti con stemmi o interpretare stemmi; oppure penso ai privati, ma anche agli enti pubblici che desiderino la creazione e registrazione stemmi ex-novo presso gli Uffici araldici competenti.
Pensate alle migliaia di turisti che ogni anno visitano castelli, palazzi, chiese, musei, monumenti o altro in cui è raffigurato uno stemma e magari si chiedeno cosa significhi: quanti libri e brochure si potrebbero scrivere....non capisco perchè gli affreschi siano considerati patrimonio artistico e l'araldica no.

La guida araldica è un pochino troppo... dovrebbe essere la stessa guida turistica a fare dei corsi di araldica in questo modo sarà di grande utilità al turista.

Riguardo le sedi di un corso universitario come questo credo l'ideale sarebbero almeno Torino, Roma e Napoli, ma siccome non credo che una cosa del genere verrà mai presa in considerazione, è bene che la sede dell'unica scuola italiana del genere resti Bologna, sperando che almeno la SGASD venga riconosciuta.

La SGASD come corso professionale è riconosciuto e permette l'iscrizione alla CCIAA e ai Tribunali come consultenti del giudice.
I corsi per docenti di Scuola Media sono riconosciuti dal Provveditorato.
Non dimenticare poi l'equipollenza con le altre Scuole che sono legate ad università, in Italia oggi non è stato possibile - per il momento - fare di più. A fine anno ci saranno grandi sorprese.... ma non posso parlare....

Ahimè se non ci liberiamo di quel corpo docente-intellettuale-istituzionale così chiuso, spocchioso, pigro, ignorante e anche molto triste e privo di fantasia non credo in Italia l'araldica (ma anche la genealogia e altre discipline) occuperà il giusto posto che le spetta.

Allora l'occasione da prendere al volo è a Roma dal 15 al 17 ottobre 2003 durante in Colloquio Internazionale che stiamo organizzando.

ciao
Pier Felice

Saluti.
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Messaggioda sebpasq » lunedì 10 febbraio 2003, 21:12

Caro Pierfelice
ti ringrazio per la risposta e per il link relativo all'araldica giapponese: appena lo esaminerò con calma, te ne darò un'opinione.
Ancora non ricevo il materiale relativo al terzo anno, ma sono sicuro che arriverà tutto in settimana e quindi potrò testimoniare che tipo di novità ci sono.
Riguardo la mia idea di università se t'interessa ho addirittura sviluppato la distribuzione delle materie che prevederei in una facoltà in 25 esami di ben 5 anni. Se vuoi un giorno ti potrai divertire ad esaminare l'intero "piano di studi" da me creato. Tu dirai: ma non hai nulla di meglio da fare? Che ci vuoi fare..

Se ami una materia non credo che si possa definire uno studio "pesante"; io trovo tutt'altro che pesante il programma della SGASD, ma solo piacevole e poi grazie a questo forum e ad altre iniziative che si potrebbero prendere penso che la cosa possa essere ancora più coinvolgente.
Magari darei più spazio all'onomastica, ai link su internet e all'informatica di settore; ma forse sono solo io che sono troppo esigente!
Come hai detto tu non tutti sono capaci di usare programmi di genealogia e araldica, quindi farei un piccolo approfondimento anche su quello; naturalmente approntando modifiche di questo tipo è logico che saresti scusato se per esempio dovessi alzare la quota annuale della SGASD: spero che gli altri alunni non mi lincino...
Per il resto pendiamo tutti dalle tue labbra riguardo interessanti novità sulla SGASD e l'araldica in genere e mi ritengo molto fortunato a frequentare questa scuola che può dare un indirizzo serio a coloro che intendono studiare in modo scientifico le materie in questione.

A presto, Sebastiano.
sebpasq
 
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Messaggioda Landenulfo da Sarno » domenica 29 agosto 2004, 18:17

Trovo i vostri pensieri sull'argomento perfettamente collimanti con la mia visione della materia però ritengo sia impensabile una "facoltà" di araldica (e con questo sposo le ragioni esposte da PFDU). Vorrei proporvi tuttavia una "soluzione di mezzo", da conoscitore delle facoltà di Scienze dei Beni Culturali (io devo laurearmi nell'indirizzo Archivistico-Librario) |e, per favore, non chiamatelo diploma!|.

Stante una confusione e, talora, anche una cattiva organizzazione dei piani di studio obbligatori, si vedono gli iscritti al mio indirizzo sostenere esami poco attinenti al loro curriculum del tipo: antropologia culturale; teoria e storia della musica; antropologia religiosa; museologia naturalistica; teoria e storia del restauro (ma non della carta e affini!); storia dell'arte contemporanea, ecc...

Pur riconoscendo ad ognuna di queste predette discipline una propria autorità in quanto hanno un oggetto formale di studio, le vedo poco o per nulla attinenti alla necessaria formazione storico-artistico-archivistica che si vuole impartire.

Dunque, dove voglio arrivare? In luogo di alcuni esami troppo distanti dagli specifici interessi dell'indirizzo, si potrebbe proporre (pretendere) almeno un insegnamento di "Storia e metodologia della ricerca araldica". Va da sè che, per la formazione dei professori, andrebbe a pennello il corso presso l'IAGI inserito nel curriculum (ovviamente accompagnato da una laurea in Lettere e Fil. oppure in Scienze dei Bb CC).

In effetti l'araldica può essere senz'altro definita "Scienza" poichè ha:

a) un oggetto formale di studio che è lo stemma ed i suoi ornamenti esterni (ma non solo);
b) una propria metodologia di ricerca (che va di pari passo con la ricerca storica);
c) una propria tecnica di esecuzione del manufatto;
d) una propria tecnica di descrizione.

Al giorno d'oggi alcuni brevissimi cenni vengono dati all'interno dei corsi di diplomatica, ma converrete con me che non è abbastanza. Dal mio punto di vista ripartirei il corso di 36 ore (i famosi 4 Crediti formativi universitari) nel seguente modo, proponendo il programma:

Storia dell'Araldica:
(2 CFU)
- Cenni generali
- Profili di alcuni grandi Araldisti
- La storiografia degli studi

L'Araldica pratica:
(2 CFU)
- Cosa è uno stemma e come si costruisce
- Le partizioni dell'arma
- Le figure
- Esercizi di blasonatura
- Le fonti araldiche

Cosa ne pensate?
[...] E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi [...] (J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Lib. I)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 1 settembre 2004, 19:54

Landenulfo da Sarno ha scritto:...(omissis)...In effetti l'araldica può essere senz'altro definita "Scienza" poichè ha:
a) un oggetto formale di studio che è lo stemma ed i suoi ornamenti esterni (ma non solo);
b) una propria metodologia di ricerca (che va di pari passo con la ricerca storica);
c) una propria tecnica di esecuzione del manufatto;
d) una propria tecnica di descrizione.
...(omissis)...


Il vecchio frate osa chiosare soltanto questo passo di tutti i vari e validi ragionamenti finora esposti.

Non vi è il minimo dubbio che l'araldica sia un'arte ed una scienza al tempo stesso: è inutile, qui, imbastire caratteristiche e motivazioni dell'una e dell'altra sfaccettatura della nostra amata disciplina.

Replicando il semplice e chiaro schema dell'amico Landenulfo, diremo solo che l'araldica è scienza giacché:
1) ha un suo oggetto chiaro, circoscritto e definito: lo stemma, e tutto quanto ad esso pertiene;
2) ha un suo metodo codificato e consolidato dall'uso. Attenzione: per metodo qui intenderei il modus operandi insito nella genesi di ogni stemma, non la semplice manifattorialità di essi, la quale non può costituire una tecnica di esecuzione (punto c] dell'elenco di Landenulfo) a sé stante: ogni stemma, difatti, vive la stagione artistica della zona e del periodo in cui viene realizzato. L'arte araldica è solo un ramo dell'Arte, non un albero a sé... :wink:
3) ha una sua terminologia caratteristica e peculiare. Giusto definirla tecnica di descrizione, caro Landenulfo, ma l'asettica freddezza di codeste tre parole non rende il calore, l'estro, la sintesi ed il nitore che un buon blasone lascia al palato dello studioso... sarebbe come limitarsi a dire ad un sommelier: "ammazza, quant'è bbono 'sto vino!"... :lol:

Mi perdoni la faciloneria del paragone... :oops:

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Messaggioda Landenulfo da Sarno » venerdì 3 settembre 2004, 19:21

D'accordo fra Eusanio,
è pur vero che una scienza ha una sua propria terminologia, un suo linguaggio settoriale, quindi "tecniche di descrizione ====> blasonatura".

Era stato scelto quel termine freddo assai per renderlo più comprensibile ad un ipotetico allievo universitario, per non spaventarlo prima di fargli assaporare la disciplina!

Cari saluti.
:wink:

P.S.: l'istituzione di un singolo insegnamento è a precipuo carico dell'Ateneo oppure deve necessariamente essere avallato dal minist. per la ricerca e l'universita? Chissa?!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 3 settembre 2004, 19:54

Landenulfo da Sarno ha scritto:...(omissis)...Era stato scelto quel termine freddo assai per renderlo più comprensibile ad un ipotetico allievo universitario, per non spaventarlo prima di fargli assaporare la disciplina!...(omissis)...


Chiaro! :wink:

Ma... siamo stati tutti allievi, caro amico: per questo, a ragion veduta non le nascondo che se il compianto maestro fra' Maurizio da Torino fosse stato freddo ed asettico nell'insegnarmi la passione per l'araldica (prima ancora che la tecnica), oggi questo vecchio frate non starebbe certo qui a tediare tutti voi...

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Messaggioda Landenulfo da Sarno » sabato 4 settembre 2004, 19:12

Toccato! :oops:

Ma, sull'istituzione dell'insegnamento?
Chissà!? Chissà!? Chi potrebbe aiutarci in merito?

In fede,
a.f.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 4 settembre 2004, 19:27

Landenulfo da Sarno ha scritto:...(omissis)...Ma, sull'istituzione dell'insegnamento? Chissà!? Chissà!? Chi potrebbe aiutarci in merito?


1° problema: dove? Trovare un'Istituzione universitaria sufficientemente "illuminata" da volere codesta nuova facoltà, ormai, non dovrebbe più essere un ostacolo, come invece poteva esserlo anni or sono; però...

2° problema: come? Non tanto per i lacciuoli burocratici da sciogliere, quanto per gli equilibri (e gli squilibri) economici da aggirare, mantenere, salvaguardare...

Bene :roll: vale
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Messaggioda Landenulfo da Sarno » lunedì 6 settembre 2004, 19:54

Salve, sono di nuovo io,
siamo incorsi in una incomprensione, temo.
Certamente non mi sarò spiegato bene.
Avevo già affermato in precedenza, infatti,
la inopportunità di una facoltà di araldica
oggi, con la sensibilità che c'è in giro...

Ciò però non dovrebbe incidere più di tanto
sulla istituzione di UN SOLO INSEGNAMENTO in
materia, ossia un solo corso di araldica
(ovvero un solo esame, un solo docente per
università), da affiancare agli altri al=
l'interno di uno specifico percorso didattico,
sia esso di lettere e fil. o delle nuove lauree
triennali ad indirizzo umanistico.

Chiedevo questo perchè ho avuto la (s)fortuna di
essere stato negli anni scorsi tra i rappresentanti
degli studenti del mio ateneo per quel che riguarda
la didattica. Potrei quindi consigliare i prossimi
studenti su cosa fare per introdurre quest'insegnamento.
Ecco tutto.

In fede,
a.f.
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