Blasone di stemmi paesaggistici

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Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Nunkij » mercoledì 24 marzo 2021, 19:06

Salve a tutti,
dal momento che l'araldica civica italiana ha nella sua tradizione tanti stemmi paesagistici mi chiedevo come mai non ci fossero delle regole specifiche per blasonare alcune situazioni abbastanza comuni.
Per esempio come si dovrebbero blasonare queste situazioni:

una campagna in primo piano con un albero sostenuto da questa, un mare in secondo piano e il cielo sullo sfondo

oppure

una campagna in primo piano con un animale sostenuto, le montagne in secondo piano e ma solo da un lato e il cielo e le nuvole sullo sfondo


In situazioni simili non vedo né partizioni né pezze quindi come si dovrebbe blasonare? Nella pratica gli stemmi di questo tipo sono sempre descritti senza un preciso linguaggio quindi non mi aiuta trovarne anche sui siti ufficiali delle istituzioni che li hanno adottati.

Grazie a chi mi risponderà.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda mcs » giovedì 25 marzo 2021, 22:55

Gentile Nunkij,

sicuramente lei si è informato e considerando che come lei ben dice l'araldica civica italiana ha nella sua tradizione tanti stemmi paesaggistici la inviterei a prendere in esame degli esempi reali che ha già valutato e che ci potrebbe sottoporre.

In alternativa, potremmo analizzare qualche stemma tratto direttamente dal sito dell'Ufficio del cerimoniale di Stato
http://presidenza.governo.it/onorificen ... omuni.html

Che ne dice?

P.S. ricordiamoci che in araldica parlare di CAMPAGNA significa parlare di una Pezza orizzontale che si distende lungo la parte inferiore del campo per l’altezza di un terzo: prende il nome dal fatto che spesso negli stemmi rappresenta la base di appoggio di diverse figure... ecc. (dal Diz. Araldico IAGI del Prof. Carlo Tibaldeschi)
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Nunkij » venerdì 26 marzo 2021, 5:37

In realtà il tutto è partito dall'osservazione dello stemma del Veneto.


https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... Veneto.png


Mi rendo conto che sia un'araldica un po' particolare questa ma vorrei comunque capire come blasonare questi elementi in prospettiva molto diffusi in tanti stemmi locali.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda mcs » venerdì 26 marzo 2021, 8:10

Benissimo, ora la sua domanda è più chiara e in ogni caso, occorre prendere in esame lo stemma ufficiale che possiamo vedere direttamente sul portale della Regione Veneto
https://www.regione.veneto.it/web/guest ... one+veneto

Araldicamente parlando, gli stemmi ridisegnati possono avere delle differenze sostanziali, proprio come nel caso dello stemma presente al link da lei postato dove ad es. le ali del Leone di San Marco sono d'argento, il Leone stesso non è d'oro, il mare è diventato un campo di un blu scurissimo (quasi nero) e altro ancora.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » venerdì 26 marzo 2021, 11:54

Mi permetto inserirmi.. Lo stemmma - se così possiamo chiamarlo - della regione del Veneto è tartto da un dipinto di Jacobello del Fiore che figura esposto in palazo ducale di Venezia, con una veduta paesaggistica alle spalle e quindi, per nulla, uno stemma, secondo i canoni araldici. Sempre per le insegne della regione del Veneto, ancora nell'anni 2002, avevo indirizzato una nota ai Presidenti della giunta, del Consiglio regionale e delle varie commussioni, che, di seguito,riporto. A distanza di dicianove anni, attendo ancora riscontro:
"Avendo il Consiglio regionale del Veneto in esame, per l’approvazione, il nuovo Statuto, lo scrivente si permette di segnalare che con nota del 13 aprile 1995, prot. reg.le n. 20643, e comunicazioni successive indirizzate sempre al sig. Presidente della Giunta Regionale del Veneto, Venezia, aveva chiesto, per gli emblemi assunti dalla Regione con L. R. 20 maggio 1975, n. 56, per oggetto “Gonfalone e stemma della regione”, perché:

– nella predetta Legge regionale 20 maggio 1975, n. 56, 1) il titolo della legge parla di “Gonfalone e stemma della regione” e non invece di “Stemma, Gonfalone, bandiera e sigillo della regione”, visto che all’art 1 della citata legge si recita che i simboli ufficiali della Regione del Veneto sono a) lo stemma; b) il gonfalone; c) il sigillo, dimenticando, comunque e stranamente, la bandiera, citata, però, al successivo art. 3, in considerazione del fatto che parlando di emblemi araldici, si cita sempre per primo lo stemma, che verrà poi caricato nei vessilli e si elencano poi gli altri emblemi;

– negli articoli 2, 3 e 4 descrivendo lo stemma, il gonfalone, la bandiera ed il sigillo della regione, viene omessa la “blasonatura” ossia la descrizione araldica dei predetti emblemi, dando così l’impressione che esista quasi il timore di descrivere correttamente, secondo il “Vocabolario Araldico Ufficiale”, i simboli riconoscitivi della nostra Comunità regionale;

– nell’art. 2 non è stata adottata la forma di scudo “appuntata”; 2)

– nell’art. 2 manca qualsiasi indicazione degli smalti araldici dello scudo, non comprendendosi, così, i vari colori che compongono l’emblema;

– nell’art. 3, parlando del gonfalone, l’unico smalto citato è il “rosso pompeiano”, quando, invece, secondo la scienza araldica si deve parlare solo di “rosso”;

– sempre nell’art. 3, per la bandiera si descrive che “è costituita dagli stessi elementi di cui al comma precedente con lo stemma ruotato di 90 gradi”, quando, invece, lo stemma non figura presente, non risultando caricato lo scudo con i previsti smalti e figure araldiche;

– sempre per la bandiera, si usa la terminologia: “con uno stemma ruotato di 90 gradi”, quando, invece, secondo la disciplina araldica, “lo stemma va solo caricato nel drappo”.

– all’art. 7 si recita che: “La raffigurazione del sigillo della Regione deve essere stampata su tutta la carta da lettere destinata alla corrispondenza esterna compresa quella destinata al funzionamento dei gruppi consiliari. Parimenti il sigillo della regione deve apparire sul frontespizio del “Bollettino Ufficiale della Regione” e su ogni tabella indicante gli uffici della Regione.”, quando, invece, nella carta da lettere della Regione destinata alla corrispondenza esterna compresa quella destinata al funzionamento dei gruppi consiliari e nelle tabelle indicanti gli uffici della Regione, appare invece lo stemma previsto nell’art. 2;

– lo stemma ed il sigillo quando vengono rappresentati in bianco e nero non portano i prescritti segni tradizionali indicanti gli smalti;

– lo stemma regionale non figura timbrato da una corona, come, invece, a titolo d’esempio, ha fatto la Regione Valle d’Aosta. 3)
– non si è previsto, infine, il riconoscimento dei nostri emblemi regionali, al pari di altri regioni, con Decreto Presidente della Repubblica.

Preme a tal punto evidenziare che con l’art. 52 della L. R. 22 febbraio 1999 per oggetto: Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 1999), si è sostituito l’art. 2 della Legge regionale 20 maggio 1975, n. 56 per oggetto: “Gonfalone e stemma della regione”, con il seguente: “Lo stemma della Regione, di cui al bozzetto allegato A) che forma parte integrante della presente legge, è costituito dalla rappresentazione del territorio regionale con il mare, la pianura e i monti. In primo piano è raffigurato il leone di S. Marco”, omettendo così nel nuovo articolo la dicitura: “nel cielo è apposta lungo una stessa linea l’iscrizione: Regione del Veneto”.
La proposta di sostituzione era stata formulata dal Gruppo Consiliare Regionale della Lega Nord che aveva contattato, al riguardo, lo scrivente, senza, peraltro, poi citare la mia nota indirizzata sempre alla Regione in cui evidenziavo l’assurdità della iscrizione “Regione del Veneto” caricata nel campo dello scudo e nel drappo della bandiera.
Caduto nel vuoto, almeno per il momento, l’auspicio dell’insigne araldista Giacomo Bascapè che nel 1983, nella sua monumentale opera Insegne e simboli, araldica pubblica e privata medioevale e moderna, edita dal Ministero dei Beni Culturali, affermava: “E speriamo che le regioni, quando adotteranno gonfaloni e stemmi, non si rivolgano a disegnatori inesperti d’araldica (…) ma si comportino come il Piemonte che ha assunto uno scudo storicamente ed araldicamente perfetto”

Arrigo Pecchioli, nella prefazione alla ristampa anastatica del Vocabolario Araldico Ufficiale del sen. Antonio Manno, commissario del re presso la Consulta Araldica e stampato a Roma nel 1907, parlando degli stemmi assunti dalle Regioni italiane, testualmente asseriva che, tranne poche eccezioni, “sono araldicamente degli scarabocchi indecifrabili e indescrivibili”. Per lo stemma della Regione del Veneto, in particolare, scriveva, “del quale non si capisce, però, la scritta su un’arme tanto famosa e celebre”.

Preme, infine, allo scrivente evidenziare che, per incarico delle rispettive amministrazioni, ha curato l’istruttoria storico-araldica per il riconoscimento, con Decreto Presidente della Repubblica, degli emblemi di diversi Enti territoriali e morali, tra i quali la Provincia ed il Comune di Venezia.

Sempre lo scrivente ha curato, altresì, l’ideazione, la blasonatura e l’esegesi di numerosi stemmi ecclesiastici, come quello dell’Em.mo signor Cardinale Giovanni Cheli, Città del Vaticano, dell’Ecc.mo mons. Dino De Antoni, arcivescovo metropolita di Gorizia e dell’Ecc.mo mons. Angelo Scola, patriarca di Venezia.

Cercare il proprio stemma, quindi, quello vero, da poter innalzare come vessillo, con il quale segnare le proprie carte è in qualche modo cercare se stessi, la propria immagine, la propria identità.
E la nostra Regione ha il diritto e il dovere di avere dei simboli rispettosi del proprio patrimonio storico-araldico, in presenza di un arme, tra le più famose e celebri.
Ringraziando per l’attenzione che verrà riservata alle presenti note, in attesa di cortese riscontro".

Informo infine, che per incarico ufficiale delle rispettive amministrazioni, lo scrivente ha curato le insegne araldiche della cttà e della pronincia di Venezia, sino all'emanazione dei rsipettivi DD.PP. RR. concessivi .
Ma queste sono altre storie...
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Nunkij » sabato 27 marzo 2021, 0:30

mcs ha scritto:Benissimo, ora la sua domanda è più chiara e in ogni caso, occorre prendere in esame lo stemma ufficiale che possiamo vedere direttamente sul portale della Regione Veneto
https://www.regione.veneto.it/web/guest ... one+veneto

Araldicamente parlando, gli stemmi ridisegnati possono avere delle differenze sostanziali, proprio come nel caso dello stemma presente al link da lei postato dove ad es. le ali del Leone di San Marco sono d'argento, il Leone stesso non è d'oro, il mare è diventato un campo di un blu scurissimo (quasi nero) e altro ancora.



Sì ma in questi casi come ci si comporta? Non si blasona perché non è troppo aderente alle regole araldiche oppure c'è un modo per farlo?
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda mcs » sabato 27 marzo 2021, 10:17

Direi che la risposta del nostro carissimo Giorgio Aldrighetti è piuttosto chiara:

Giorgio Aldrighetti ha scritto:Mi permetto inserirmi.. Lo stemma - se così possiamo chiamarlo - della regione del Veneto è tratto da un dipinto di Jacobello del Fiore che figura esposto in palazzo ducale di Venezia, con una veduta paesaggistica alle spalle e quindi, per nulla, uno stemma, secondo i canoni araldici.


Molto semplicemente, non si blasona ciò che blasone non è.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda mcs » sabato 27 marzo 2021, 10:36

Come detto in precedenza, sono molti i casi di stemmi civici blasonabili e blasonati...

mcs ha scritto:In alternativa, potremmo analizzare qualche stemma tratto direttamente dal sito dell'Ufficio del cerimoniale di Stato
http://presidenza.governo.it/onorificen ... omuni.html


...le "regole" seguite per la loro composizione e realizzazione sono sempre quelle araldiche: campo o partizione/i, pezza/e, figura/e e posizione/i con relativi smalti e colori.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » sabato 27 marzo 2021, 10:46

Perfettamente da condividere quanto scrive mcs...
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Nunkij » lunedì 29 marzo 2021, 2:13

Ma al netto del caso specifico, è possibile blasonare una situazione prospettica come quella? Cioè tutti gli stemmi dell'araldica civica che hanno questa caratteristica non li blasoniamo? :)
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda mcs » lunedì 29 marzo 2021, 10:50

Stemmi di araldica Civica con paesaggi ve ne sono diversi che hanno ricevuto la concessione e quindi, hanno il blasone.
Stemmi senza concessione potrebbero essere blasonabili se comunque sono realizzati secondo le "regole araldiche".
Stemmi che non rispondono alle "regole araldiche" non sono blasonabili perché non sono stemmi.

In ogni caso, se ha in mente uno stemma ben preciso che vorrebbe blasonare, ci sottoponga direttamente l'esempio in questione: parlare per ipotesi, crea facilmente confusione.

Infine aggiungo che è improprio parlare di prospettiva in araldica, perché è un'arte bidimensionale.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Nunkij » lunedì 29 marzo 2021, 16:26

Infatti è proprio quello il problema. Immaginiamo uno stemma di fantasia allora, basato su quello del veneto. C'è una campagna, un animale, sullo sfondo c'è un po' di mare e il cielo che riempie il campo dello scudo. Indipendentemente dalla concessione, questo stemma può essere blasonato?

Di cielo, al leone di rosso, fermo sulla campagna d'oro, "con il mare d'azzurro sullo sfondo"? Ha senso un blasone simile?
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda pierluigic » lunedì 29 marzo 2021, 19:43

.

Quando intervengo su un argomento araldico mi muovo in un campo poco conosciuto e rischio di dire castronerie.

Ieri sera mi e' capitato di trovare con Bing l'immagine di un orcio del 1630 circa con uno stemma matrimoniale posto in vendita dalla casa d'aste Pandolfini
Tale orcio era databile prevalentemente per la presenza di quello stemma
Il che mi ha fatto pensare pensieri gia' avuti
Il simbolo araldico ha una sua validita' di documento. Utile a stabilire corrette cronologie storico familiari

Quest'aspetto ha grosse difficolta' a ritrovarsi nell'epoca moderna dove gli oggetti sono molto molto piu' anonimi
( Un logo penso che nella produzione di serie non valga a far uscire un oggetto dall'anonimato )
E dove lo stemma , ( per me ) nella vita quotidiana assume spesso un associazione a un odore di stantio , a un passatismo demode'
Insomma ad una forma quasi solo nostalgica ( e talvolta patetica ) nell'uso quotidiano

Se l'araldica ( a me ) da questa sensazione di avvizzimento e di inadeguatezza al tempo moderno non cosi la sua radice psicologica

cioe' nel bisogno di distinguersi dell'uomo di autoaffermare la propria individualita' oppure la propria appartenenza ad un gruppo ristretto

Ho visto l'uso degli ex libris , Ho visto oggi forse subentrare i tatuaggi . Forse espressioni di quel medesimo bisogno

Allora mi domando se l'araldica non ha ancora un suo ruolo ?
Se non occorra modificare la visione araldica adattandola ai tempi moderni , forse mettendone in discussione anche le regole , forse adeguandola ai mezzi grafici moderni
In definitiva talvolta oggi le immagini superano le parole
.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Nunkij » martedì 30 marzo 2021, 21:31

Questo è un tema interessante che sarebbe molto bello dibattere sia tra appassionati, sia tra semplici interessati che vivono l'araldica di riflesso. Ne noto la grande soggettività, per me l'araldica è tutt'altro qualcosa che trasmette avvizzimento o nostalgia ma eleganza e desiderio di raccontare la propria storia e il proprio passato. Questo è uno dei motivi per cui sono un fervente fautore degli stemmi ex novo, che considero il modo migliore di tenere viva una scienza che è un po' ristagnante attualmente. Un po' come una lingua viva che si arricchisce di prestiti e foresterismi contanimandosi, magari, ma riuscendo ad evolversi e adattarsi ai tempi.

Anche il logo, che probabilmente è il nipotino più diretto dello stemma, ha una forte valenza storica; magari non precisa come quella del suo antenato ma ancora molto importante. Tante aziende modernizzano i loro simboli col passare del tempo adattandoli a gusti e mode (anzi forse questa cosa non è diffusa proprio per i marchi che si fregiano di uno stemma, come se per loro "bastasse così"). Parlo per esperienza diretta, durante le vacanze di Natale io e mio fratello riuscimmo a datare tre vecchie bottiglie di vino basandoci proprio sul logo della cantina che era cambiato nei vari decenni del 1900.
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Re: Blasone di stemmi paesaggistici

Messaggioda Nunkij » martedì 30 marzo 2021, 21:35

E dove lo stemma , ( per me ) nella vita quotidiana assume spesso un associazione a un odore di stantio , a un passatismo demode'
Insomma ad una forma quasi solo nostalgica ( e talvolta patetica ) nell'uso quotidiano


Per farle notare quanto è soggettivo questo aspetto le dico che ho preso a "firmare" col mio stemma personale ogni mia publicazione (fosse anche di poche pagine) proprio perché per me uno stemma è un'altra rappresentazione di me, come una foto, una firma o qualsiasi cosa mi riguarda.
Confesso che sarei molto felice di vivere in un mondo dove sui campanelli, sulle cassette delle lettere, sugli ingressi delle case ci fosse lo stemma dei proprietari (accanto al cognome dove serve quest'ultimo, ovviamente) e nelle mail, nei biglietti da visita, e perché no, nelle immagini personali di social network (magari in un angolino) ci fosse lo stemma della persona in questione. Anche se non fossero stemmi antichi ma personali.
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