Araldica civica in Italia

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Araldica civica in Italia

Messaggioda Nunkij » lunedì 1 febbraio 2021, 18:51

Salve a tutti,
vorrei un chiarimento riguardo all'araldica civica in Italia.
In pratica ciò che ho sempre saputo è che in italia non sono le città ad avere uno stemma ma i comuni. Ciò significa che se un comune è composto da una città e da altri centri considerati come frazioni o località, questi non ricevono uno stemma.

Tuttavia ho la certezza che almeno due frazioni (probabilmente tre ma della terza non ho una fonte sicura) della provincia di Lecce hanno uno stemma.
Da cosa può derivare? Può essere semplicemente che fossero centri comunali in passato e ora accorpati oppure c'è qualcosa che mi sfugge?

Grazie a chi mi risponderà.
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda egometta » lunedì 1 febbraio 2021, 20:56

Città è ormai un titolo onorifico, corrispondente al 'cavaliere' delle persone fisiche, per i Comuni più significativi sotto qualche profilo (storico, demografico, economico ecc.). Alcune 'città' sono in realtà Comuni sparsi (intorno a Padova, che è capoluogo ma solo Comune, ci sono almeno 3 'città' sparse e un altro paio più 'unitarie') e se sono frutto di accorpamento di antichi Comuni autonomi può essere che qualcuna delle attuali frazioni abbia conservato il vecchio stemma comunale, magari anche col capo del fascio...
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Nunkij » lunedì 1 febbraio 2021, 21:09

Quindi l'unico modo per cui una frazione sia dotata di stemma è che fosse un antico comune?
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 5 febbraio 2021, 13:38

In tempi recenti non sono rari i casi di accorpamento di comuni, con la necessaria conseguente creazione di un nuovo stemma comunale. Ad esempio a suo tempo abbiamo parlato del caso del nuovo comune marchigiano di Terre Roveresche nato dall'unione di quattro preesistenti comuni: viewtopic.php?f=1&t=21919&hilit=terre+roveresche . In casi del genere i preesistenti comuni cessano di esistere e i loro nomi continuano ad esistere come municipalità, il che almeno in teoria dovrebbe comportare la cessazione dell'uso ufficiale dei preesistenti stemmi comunali, dei quali però rimarrà la memoria storica.
Ciò non toglie che dei municipi possano dotarsi di uno stemma ex novo. In fondo era così anche in passato per diversi tipi di divisioni urbanistiche: per le contrade di Siena, per i rioni di Roma... Se capisco bene era su questa linea la domanda di partenza. L'odierno ordinamento della Repubblica Italiana non riconosce però valore a emblemi araldici di tali circoscrizioni.
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Nunkij » venerdì 5 febbraio 2021, 16:57

Sì, il senso era questo. Mi stavo chiedendo se ci fossero altri modi per far sì che una circoscrizione più piccola di un comune abbia uno stemma senza essere stato un comune a sua volta. Nel Salento, so di certo che esistono tre casi (due dei quali descritti sul sito ufficiale del comune). Purtroppo non avendo trovato una fonte attendibile che attestava che ci sia stato un accorpamento mi è sorto un dubbio. :)
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 5 febbraio 2021, 19:25

Va anche riconosciuto che alcuni comuni utilizzano abitualmente stemmi circa i quali non risulta nessun decreto di concessione... Questo complica talora le indagini e le conclusioni nel settore.
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » venerdì 5 febbraio 2021, 19:50

Condivido quanto scrive l'amico don Antonio Pompili. Nella mia provincia di Venezia, ad esempio, i comuni di Dolo e di Cavarzere - che hanno anche il titolo di città, se non erro - non hanno lo stemma decretato con il DPR. e così in tante altre parti d'Italia...
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Nunkij » venerdì 5 febbraio 2021, 21:14

Sì che ci sia una totale confusione nella materia l'ho notato fin da subito. L'araldica civica italiana è davvero una brutta bestia!
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda mcs » sabato 6 febbraio 2021, 12:26

Pienamente allineata con quanto scritto in precedenza dagli amici e colleghi don Antonio e Giorgio, aggiungo che se facessimo una statistica tra gli Emblemi di Comuni e Città con concessione e quelli senza, temo che resteremmo sorpresi dal numero di quanti sono ad oggi utilizzati privi di riconoscimenti dello Stato italiano: ve ne sono molti totalmente privi, molti con Regio Decreto, molti che hanno riconosciuto il solo Stemma, ma non il Gonfalone... lasciando perdere i riconoscimenti di bandiere e sigilli.
In ogni caso, se interessati ad accertarsi della presenza o meno di una particolare concessione, ci si può rivolgere all'Ufficio del cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri http://presidenza.governo.it/onorificen ... ldica.html
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda egometta » sabato 6 febbraio 2021, 16:46

Antonio Pompili ha scritto:i preesistenti comuni cessano di esistere e i loro nomi continuano ad esistere come municipalità, il che almeno in teoria dovrebbe comportare la cessazione dell'uso ufficiale dei preesistenti stemmi comunali, dei quali però rimarrà la memoria storica.
Ciò non toglie che dei municipi possano dotarsi di uno stemma ex novo. In fondo era così anche in passato per diversi tipi di divisioni urbanistiche: per le contrade di Siena, per i rioni di Roma... L'odierno ordinamento della Repubblica Italiana non riconosce però valore a emblemi araldici di tali circoscrizioni.

A parte lo strabismo romanocentrico o comunque cittadino (nel senso di abitante di grande agglomerato urban-metropolitano) di chiamare municipalità e poi circoscrizioni quelle che nel 90% dei casi sono in realtà semplici frazioni (o in montagna contrade) di Comuni sparsi (in una delle quali, non necessariamente quella che dà il nome al Comune, ha sede il municipio), stiamo dicendo la stessa cosa con accenti diversi.
Molti non hanno riconoscimento ufficiale, vero e aggiungerei anche per fortuna: proprio per questo sono più autentici e significativi, senza essere passati per le paludi ministeriali.
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 8 febbraio 2021, 16:07

egometta ha scritto:A parte lo strabismo romanocentrico o comunque cittadino (nel senso di abitante di grande agglomerato urban-metropolitano) di chiamare municipalità e poi circoscrizioni quelle che nel 90% dei casi sono in realtà semplici frazioni (o in montagna contrade) di Comuni sparsi (in una delle quali, non necessariamente quella che dà il nome al Comune, ha sede il municipio), stiamo dicendo la stessa cosa con accenti diversi.

Più che strabismo forse si tratta dello stesso sguardo gettato in momenti diversi su due cose diverse. Il termine municipio (che anticamente indicava la città che si reggeva con leggi proprie e i cui abitanti godevano della cittadinanza romana) può indicare l'amministrazione comunale e/o la sede della stessa. Se non sbaglio fu durante l'epoca fascista che, per il gusto del ritorno ai termini latini, fu ripreso il termine municipio o municipalità in riferimento al comune (di nota origine medievale quanto all'uso riferito al governo cittadino). Ma non si può oggi considerare sinonimo di comune nel nostro Paese, dal momento che il cosiddetto "testo unico per gli enti locali" (decreto legislativo dell'agosto 2000) definisce municipio l'ente rappresentativo delle comunità d'origine all'interno dei comuni soppressi. Invece a Roma Capitale e nelle altri grandi Città italine il termine municipio è utilizzato per indicare le circoscrizioni di decentramento dotate di organi elettivi (i consigli circoscrizionali) . Io ad esempio vivo (e scrivo in questo momento) nel Municipio VII. Diverso poi è il discorso per le Regioni a statuto speciale.
Forse ancora una volta parliamo di stessa cosa con accenti diversi? non so. Ma spero che quanti leggono possano trovare utilità in queste precisazioni, anche per i discorsi sull'araldica civica qui affrontati.

Molti non hanno riconoscimento ufficiale, vero e aggiungerei anche per fortuna: proprio per questo sono più autentici e significativi, senza essere passati per le paludi ministeriali.

Sono d'accordissimo sul fatto che anche stemmi privi di riconoscimento ufficiale possano essere autentici e significativi a livello di stile araldico. Ma penso anche che uno stemma civico che non abbia riconoscimento statale, potendolo ricevere, più che una fortuna sia un'occasione mancata. Uno stemma civico senza riconoscimento non ha tutela giuridica, di fatto non esiste come stemma.
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda Nunkij » mercoledì 10 febbraio 2021, 4:18

Molti non hanno riconoscimento ufficiale, vero e aggiungerei anche per fortuna: proprio per questo sono più autentici e significativi, senza essere passati per le paludi ministeriali.


Mi permetto di dissentire per il semplice motivo che, occupandomi spesso di araldica civica, trovo stemmi che di araldico non hanno niente. Prospettive, sfumature, composizioni che sono più vicine al quadro che allo stemma araldico si trovano ovunque nei nostri comuni. Non so se questi stemmi siano così perché privi di autorizzazzione o se certe composizioni siano state autorizzate da qualcuno che non si è preoccupato troppo di studiare le regole base ma trovo che siano una sorta di aberrazione dell'araldica, oltre a creare tantissimi problemi ai neofiti che magari trovando comodo partire dall'araldica civica, per la comodità di reperire materiale, sono destinati a perdersi nel ginepraio stilistico degli stemmi realizzati da qualche artista locale del tutto digiuno di competenze su ciò che stava facendo.

Un probabile esempio di questa tesi è il topic che ho aperto qualche mese fa sullo stemma di Gagliano del Capo (Le).

In ogni caso grazie a chiunque abbia dato il suo contributo, sto facendo luce sulla questione.
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Re: Araldica civica in Italia

Messaggioda egometta » mercoledì 10 febbraio 2021, 21:00

In realtà le unioni forzate di Comuni (nel Regno 'Università') sono iniziate in epoca napoleonica (e solo proseguite in epoca fascista e poi a varie riprese in anni più recenti), dando origine per l'essenziale a gran parte degli attuali Comuni, sparsi e non sparsi, le cui componenti solo localmente (Roma, Venezia, forse altri posti che non conosco) o burocraticamente si chiamano municipalità, ma altrove località, frazioni, borgate, colonnelli, rioni, quartieri-terzieri-sestieri (nelle città in senso reale), ecc. mentre nell'uso reale Municipio è sostanzialmente l'edificio sede del Comune (e negli ex-Comuni di alcuni servizi decentrati in quella località/frazione/...) e municipalità è la rappresentanza/delegazione comunale di epoca giacobina e poi austriaca e sabauda e ora per estensione la Giunta. Il mondo è più vario di come vogliono immaginarlo i redattori dei testi di legge, e com'è noto, Sabbatum propter hominem factum est, et non homo propter sabbatum (Mc 2:27).
Quanto alla significatività degli stemmi anche non ufficiali, stavamo parlando di quelli storici, spesso basati su quelli delle famiglie eminenti del luogo, e non certamente di quelli 'cartolina' o 'collage' nati dalle più recenti iniziative fusorie, ma anche qui Sabbatum propter hominem....
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