SCUDO LUNATO, AQUILA E... ORSO

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SCUDO LUNATO, AQUILA E... ORSO

Messaggioda mcs » lunedì 4 gennaio 2021, 23:52

Gentilissimi tutti,

vorrei iniziare questo 2021 condividendo immagini di manufatti araldici che sono sempre stati alla vista di tutti, ma che difficilmente qualcuno può aver realmente visto: si tratta di bassorilievi in terracotta che si presenti nella facciata di palazzo Laderchi, situato nel pieno centro della città di Faenza e del quale sono da poco stati ultimati i restauri degli esterni:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... derchi.jpg

La costruzione dell’attuale palazzo iniziò intorno al 1780 per volere del conte Lodovico (1751-1822) di Giacomo Laderchi e su progetto dell’architetto bolognese Francesco Tadolini: il nuovo edificio inglobava edifici preesistenti e in seguito alla demolizione dell’antica Chiesa di San Biagio avvenuta nel 1784, ne ricostruiva l’angolo verso la piazza (ex Via degli Angioli e Via di Porta Ravegnana, ora Via XX Settembre e Corso Garibaldi)
Suddetti bassorilievi si trovano fra i modiglioni del sottogronda della facciata che dà su Via XX Settembre: nella pagina di ART BONUS che riguardava il progetto dei restauri, si possono vedere abbastanza bene 2 delle 3 formelle in terracotta disposte alternativamente che "giustificano" il titolo di questo post

https://artbonus.gov.it/117-21-palazzo-laderchi.html


Quella che si intravede solamente, è la formella che vorrei sottoporre maggiormente alla vostra attenzione e ve ne posto l’immagine…
Allegati
formelle.jpg
formelle.jpg (35.82 KiB) Osservato 325 volte
Orso.jpg
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Re: SCUDO LUNATO, AQUILA E... ORSO

Messaggioda mcs » martedì 5 gennaio 2021, 0:09

In attesa di tempi in cui ritrovare biblioteche ed archivi aperti per approfondire le ricerche rispetto all'orso in questione, ho trovato tra i miei testi questi blasoni relativi alla famiglia LADERCHI:

LADERCHI
Arma: inquartato: nel 1° e 4° di rosso allo scaglione gemellato di verde, orlato d’argento e rovesciato: nel 2° e 3° d’argento all’aquila di nero coronata d’oro.
MOTTO: Virtus indomita colitur
DIMOTRA: Torino.
Capostipite di questa antica famiglia è un tal Erro da Malpiglio, Console di Bologna nel 1173, che fu creato feudatario del Castello di Laderchio in valle Senio presso Riolo, da cui il nome di Laderchi. Fino dal sec. XII questa famiglia è considerata fra le notabili di Faenza, e parecchi dei suoi membri ebbero le maggiori cariche cittadine. Dal secolo XV in poi sedettero nel Consiglio degli Anziani, e dalla metà del secolo XVI alla Rivoluzione Francese, la carica di Capo Priore fu considerata come ereditaria nella famiglia. Nel 1591 Giovanni Battista, insigne legista, fu segretario di Alfonso II Duca di Ferrara, e poi Ministro di Cesare I Estense, e fu insignito della Contea di Montalto e del feudo di Albinea nel Reggiano. Nel fortunoso periodo del risorgimento d’Italia, i Laderchi si distinsero sempre per alto patriottismo ed alcuni di essi persero libertà ed averi e soffersero carcere ed esilio.
La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. E nell’El. Uff. Nob. Ital. Coi titoli di Conte (m.) ed è rappresentata da: Giovanni Battista nato il 27 giugno 1879 del fu tenente generale Lodovico.
(Spreti)

LADERCHI di Faenza - Proveniente dalla nobile famiglia bolognese dei Malpigli, acquistò il cognome di Laderchi da Laderchio, luogo situato nel distretto di Imola, di cui tenne un tempo la signoria. Giambattista Laderchi, insigne legista e segretario di Alfonso II Duca di Ferrara, ebbe per sé e suoi discendenti il titolo di Conte di Montalto, e la famiglia fu ascritta la Libro d’Oro della città di Faenza. Jacopo sacerdote dell’Oratorio, autore di pregiate opere, tra le quali merita singolar menzione la Continuazione degli Annali del Card. Baronio e del Rainaldi. ARMA: D’oro, al capriolo rovesciato di verde, bordato d’argento.
LADERCHI di Ferrara – Un ramo della precedente trapiantata in Ferrara al principio del secolo XIX ed a cui appartenne il conte Camillo celebre avvocato e professore nella pubblica università della sua patria. – ARMA: Uguale alla precedente.
(Crollalanza)

LADERCHI – D’oro allo scaglione di verde, bordato d’argento. Cimiero: un cinghiale con un ramo d’alloro. Motto: VIRTUS INDOMITA COLITUR.
Oriundi da Faenza, si stabilirono a Ferrara del XIX secolo.
Nel 1583 Giambattista Laderchi, da Imola, divenne segretario di Stato del duca Alfonso II. Fu celebre giurisconsulto e morì a Modena nel 1610. La sua salma venne trasportata a Ferrara e fu sepolta nella chiesa del Gesù. Ebbe il titolo di conte di Montalto e la signoria di Albinea dal duca di Modena. Il ramo ferrarese proveniente da Faenza, ha per stipite Giacomo, sotto-prefetto napoleonico, il quale ebbe Camillo, Carlo, Fabio, Filippo e Giovanni Battista. Il primo fu distinto giurisconsulto, professore dell’Università ed autore di pregevoli lavori storici e letterari. Fu compreso fra i nobili ferraresi nel 1841. Fabio fu medico e scrittore nel 1855. Dal conte Giovanni Battista nacque il vivente colonnello conte Lodovico Laderchi.
Rina del conte Filippo sposò il colonnello Ruggieri, da cui il vivente colonnello conte Paolo Ruggieri-Laderchi.
LADERCHI – Inquartato: nel 1° e 4° di oro, all’aquila di nero coronata d’oro; nel 2° e 3° di rosso allo scaglione rovesciato di verde, bordato d’argento. Cimiero: un cinghiale con ramo d’alloro. Motto: VIRTUS INDOMITA COLITUR.
(Pasini-Frassoni)

Ho trovato anche le immagini di alcune miniature dello stemma, ma nulla che comprenda l'orso e sono giunta a ipotizzare che il cinghiale con ramo d'alloro del cimiero citato nel Pasini-Frassoni, altro non sia che il nostro orso... a questo punto, cerco ulteriori riscontri che mi confermino o smentiscano tale ipotesi.
Qualcuno di voi riesce ad essermi d'aiuto?
GRAZIE in anticipo.
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Re: SCUDO LUNATO, AQUILA E... ORSO

Messaggioda marcello semeraro » martedì 5 gennaio 2021, 10:30

Gentile Maria Cristina, nella raccolta di ex libris del Gelli, a pag. 215, viene citato un Achille Laderchi che aveva come cimiero un "orso uscente e portante sulla spalla un ramo di alloro intrecciato con un nastro". Mi sembra un ottimo punto di partenza, anche perché l'autore riporta un esemplare della fine del Settecento. Ecco il testo: https://archive.org/details/3500ietremi ... 4/mode/2up
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Re: SCUDO LUNATO, AQUILA E... ORSO

Messaggioda mcs » martedì 5 gennaio 2021, 10:56

Ottimo suggerimento marcello semeraro... davvero ottimo!
In attesa di poter consultare le carte d'archivio, è già un valido riscontro: c'è anche un orso (anzi due) con un ramo in spalla nelle ringhiere del balcone e sicuramente ce n'erano altri che sono andati perduti nel tempo dove ora restano le fessure delle attaccaglie.
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Re: SCUDO LUNATO, AQUILA E... ORSO

Messaggioda marcello semeraro » martedì 5 gennaio 2021, 13:44

mcs ha scritto:c'è anche un orso (anzi due) con un ramo in spalla nelle ringhiere del balcone e sicuramente ce n'erano altri che sono andati perduti nel tempo dove ora restano le fessure delle attaccaglie.


Bene. Ho dimenticato di aggiungere il motto/divisa, ma tanto è indicato nell'opera che ho citato.
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Re: SCUDO LUNATO, AQUILA E... ORSO

Messaggioda mcs » martedì 5 gennaio 2021, 14:09

Si, sempre il motto familiare VICTOR INDOMITA COLITUR
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