Motto da riconoscere

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Motto da riconoscere

Messaggioda bonannidocre » mercoledì 22 gennaio 2020, 11:46

Buongiorno a tutti.
Qualcuno conosce il significato del motto Robur et VBL?
E' presente nel cartiglio dello stemma raffigurato sul soffitto del palazzo Cipolloni Cannella a L’Aquila.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10206754727823219&set=gm.2495378594008770&type=3&theater&ifg=1

Il palazzo venne edificato nel 1490 dalla famiglia Pica-Camponeschi. Nel 1508 gli eredi la cedettero e il palazzo cambiò più volte proprietario fino all'acquisto, nel 1634, da parte della famiglia Bonanni d'Ocre (https://it.wikipedia.org/wiki/Bonanni_(famiglia_abruzzese)). I Bonanni destinarono gli spazi del pian terreno al commercio, fatto inusuale per quanto riguarda i palazzi nobiliari aquilani. Il palazzo subì gravissimi danni dal terremoto del 1703 e dovette essere ricostruito a partire dal 1717. Nel XIX secolo i Bonanni vendettero l'edificio alla famiglia Cipolloni.

Lo stemma dei Bonanni pare non fu sempre quello del gatto dato che, su alcuni testi, è riportato che nel 1691 il duca siciliano Agesilao Bonanno scriveva ai Bonanni dell’Aquila riconoscendone la parentela e poco più di un secolo dopo il principe siciliano Giovanni Bonanno scriveva a Cesidio Bonanni d'Ocre donandogli un blasone effigiato su un suggello per riaffermare l'uniformità dei blasoni dei Bonanni di Sicilia e dell’Aquila. Quindi sembrerebbe che i Bonanni prima avessero uno stemma differente ed infatti, a conferma di quanto esposto, in via del Cardinale a L’Aquila vi è uno stemma erratico dei Bonanni che mostra una torre merlata sovrastata da un’aquila, la cui immagine è riportata anche su un libro dell’Antinori.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... =3&theater
Questa foto sembra combaciare con tale ricostruzione, dato che è raffigurata proprio una torre.
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda Tilius » mercoledì 22 gennaio 2020, 17:59

ROBUR ET [...]UBL[...], dove l'ultima parola é chiaramente incompleta, vedendosi chiaramente le tracce sul cartiglio delle restanti lettere mancanti (due o tre lettere alla fine, e probabilmente anche una a inizio parola).

PS: la "B" nell'ultima parola potrebbe - ma é poco probabile - anche essere una "E".
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda bonannidocre » giovedì 23 gennaio 2020, 10:55

Ho visto bene il cartiglio, la scritta recita esattamente
ROBUR ET VBL (dopo VBL si vedono delle possibili scritte successive, ma è rimasta solo la base con delle lineette o puntini).
Cercando su Internet ho visto che VB può significare Vir Bonus, quindi si avrebbe
Robur Vir Bonus, manca la L.
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda bardo » giovedì 23 gennaio 2020, 12:53

Come giustamente ha fatto notare Tilius, le lettere VBL fanno parte di una parola, le cui lettere iniziali e finali sono andate perdute. Inoltre, quella è una U, non una V.
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda bonannidocre » giovedì 23 gennaio 2020, 13:23

Ho cercato tutti i termini latini con all'interno UBL ed ho trovato:

Publica Publicans Publicanus Publicanus Publicatio Publicator Publicatrix Publicaturus Publicatus Publicatus Publice Publicianus Publicitus Publicius Publicius Publico Publicola Publicor Publicum Publicus Publicus Publilia Publilianum Publilianus Publilius Publilius Publipor Publius

Sublabens Sublabor

Quindi si dovrebbe avere ROBUR ET seguito da uno dei suddetti termini.
Avete idea di quale?
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda Nicarinus » venerdì 7 febbraio 2020, 22:19

Per il motto nel cartiglio propongo, ipotizzando alcune lettere integrative almeno in parte cancellatesi per deterioramento del dipinto: ROBVR ET VBERTAS, cioè 'fortezza e abbondanza'. Il vocabolo latino ubertas o uberitas (= abbondanza, ricchezza, fertilità, produttività, riferito non di rado alla produzione agricola) si ricollega bene alle due cornucopie (tali mi sembrano) poste in simmetria nello stemma a sormontare il fortilizio a cui si ricollega invece chiaramente il primo termine del motto. Già nell'antica Roma la cornucopia veniva associata al termine ubertas (o anche al termine abundantia), lo si vede ad esempio in monete romane d'età imperiale che presentano come simbolo di abbondanza o fertilità una figura femminile che regge una cornucopia, accompagnata dalla legenda monetale ubertas, oppure abundantia.
Qualche perplessità sull'interpretazione che propongo può derivare, secondo me, sia dal fatto che lo spazio abbondante tra l'et e l'inizio della parola successiva potrebbe far pensare effettivamente a una lettera iniziale cancellatasi, sia dal fatto che la parola ubertas è un po' lunga (ma nel cartiglio potrebbe anche essere stata abbreviata).
Non mi è del tutto chiaro che cosa rappresenti la figura in alto tra le due cornucopie (forse un drago alato entro un festone?).

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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda Tilius » venerdì 7 febbraio 2020, 22:34

Nicarinus ha scritto:
Non mi è del tutto chiaro che cosa rappresenti la figura in alto tra le due cornucopie (forse un drago alato entro un festone?).

Un drago alato che si mangia la coda.
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda Salvanèl » sabato 8 febbraio 2020, 9:21

Potrebbe essere il simbolo dell’Ordine ungherese del Drago: un drago alato d’oro con 4 zampe, allacciato in giro, la testa sormontata da una crocetta di 12 punte del medesimo
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda bonannidocre » sabato 8 febbraio 2020, 14:08

Dovrebbe essere un uroboro
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda Salvanèl » sabato 8 febbraio 2020, 18:40

L'uroboro è un serpente che ingoia la propria coda, non un drago.
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda bonannidocre » domenica 9 febbraio 2020, 13:38

Salvanèl ha scritto:L'uroboro è un serpente che ingoia la propria coda, non un drago.

L'uroboro o uroburo o uroboros o ouroboros, è un simbolo molto antico, presente in molti popoli e in diverse epoche. Rappresenta un serpente o un drago che si morde la coda, formando un cerchio senza inizio né fine.
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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda Nicarinus » martedì 18 febbraio 2020, 20:41

Grazie per i chiarimenti sull'uroboro.
Per il resto, credo che la mia ipotesi sull'interpretazione della terza parola del cartiglio come VBERTAS (forse abbreviata in VBERT.) sia plausibile. Tra l'altro la parte del cartiglio a destra nella foto è più sviluppata in lunghezza rispetto alla parte a sinistra.
Nella foto a colori del dipinto (affresco?) sul soffitto del palazzo vi è un altro particolare che secondo me incuriosisce: i 'pennoni' scuri che sovrastano le colonne della struttura architettonica aperta verso il cielo sono presenti solo nella metà di destra. Il dipinto non è mai stato completato, oppure vi è un altro motivo che mi sfugge?
Cordialmente,

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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda alfabravo » mercoledì 19 febbraio 2020, 19:17

Anch'io escluderei il drago e il relativo Ordine.
Mi pare solo un uroboro.

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Re: Motto da riconoscere

Messaggioda bonannidocre » venerdì 21 febbraio 2020, 15:20

Nicarinus ha scritto:Grazie per i chiarimenti sull'uroboro.
Per il resto, credo che la mia ipotesi sull'interpretazione della terza parola del cartiglio come VBERTAS (forse abbreviata in VBERT.) sia plausibile. Tra l'altro la parte del cartiglio a destra nella foto è più sviluppata in lunghezza rispetto alla parte a sinistra.
Nella foto a colori del dipinto (affresco?) sul soffitto del palazzo vi è un altro particolare che secondo me incuriosisce: i 'pennoni' scuri che sovrastano le colonne della struttura architettonica aperta verso il cielo sono presenti solo nella metà di destra. Il dipinto non è mai stato completato, oppure vi è un altro motivo che mi sfugge?
Cordialmente,

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Presumo rappresenti ciò che è stato recuperato dal restauro e che in origine fosse completo, ma è solo una mia supposizione
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