Stemma Aragona -Sicilia

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Stemma Aragona -Sicilia

Messaggioda Sanseverino » sabato 9 novembre 2019, 13:05

Sto facendo ricerche sullo stemma degli Aragona-Sicilia, vedo che di quello inquartato in “decusse”: nel primo e nel quarto d’Aragona; nel secondo e nel terzo di Svevia-Sicilia, ne esiste uno con aquile contrapposte e uno con aquile rivolte a destra. Sapreste dirmi la differenza cronologica? Possibilmente con documentazione iconografica.
Grazie
Sanseverino
 
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Re: Stemma Aragona -Sicilia

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 16 novembre 2019, 3:02

Sappiamo che nel 1262, con il matrimonio di Pietro III d’Aragona (1239-1285) e Costanza II di Sicilia (1249-1302), figlia del re di Sicilia, Manfredi di Hohenstaufen (figlio illegittimo dell'imperatore Federico II di Svevia), l’insegna sveva, d’argento, all’aquila col volo abbassato di nero, coronata dello stesso, viene accostata a quella d’Aragona, d’oro, a quattro pali di rosso. Il loro figlio maschio terzogenito, Federico III, Re di Sicilia dal 1296, certamente utilizzò lo stemma inquartato in decusse, che già aveva usato prima di lui il secondogenito, Giacomo II, suo predecessore sul trono di Sicilia (se non inquartato in decusse comunque con l'accostamento delle due originarie armi di Svevia e Aragona). E così anche Guglielmo d'Aragona, sestogenito di Federico III e Costanza, che fu Duca di Atene e Principe di Taranto, fece uso di un simile stemma.
Nella Basilica di Santa Maria a Randazzo troviamo una testimonianza araldica dello stemma utilizzato da Federico III: sulla misura campione in pietra (un blocco di arenaria) di un "tumulo", per il grano. Anche se lo scudo araldico coronato è molto abraso e non è sicuro che le due aquile siano entrambe orientate a destra piuttosto che affrontate. Mentre nella stessa chiesa, sulla misura campione per i liquidi (corrispondente a una "quartara"), si trova lo stemma reale ma con le aquile entrambe rivolte, cioè orientate a sinistra:
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Questo è il monumento sepolcrale di Guglielmo, custodito nella Basilica Cattedrale di Palermo:
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Le aquile sono entrambe orientate a destra. E così per lo stemma che si trova sul sarcofago - che spicca, tra altre sepolture di reali aragonesi, nella Cappella della Vergine nella Cattedrale di Catania - di Costanza d'Aragona, figlia del Re d'Aragona Pietro IV, la quale fu Regina consorte di Trinacria dal 1361 al 1363.

Non ho certezze al riguardo, ma l'istinto mi porta a pensare che per tutto il tempo dell'indipendenza del Regno di Sicilia le aquile - salvo rare eccezioni - fossero entrambe in posizione ordinaria. Se infatti andiamo a Siracusa, nella chiesa di Santa Lucia extra moenia, sulle splendide capriate del soffitto ligneo medievale, possiamo ammirare rappresentati uno vicino l'altro lo stemma di Martino il Giovane Re di Sicilia e Martino il Vecchio Re d'Aragona che solo alla morte del primo (1309) diventerà a sua volta anche Re di Sicilia, chiudendo la linea di successione per mancanza di eredi (gli succederà Ferdinando I, che userà lo stemma partito di Aragona e di Aragona-Sicilia). Le aquile sono ancora una volta entrambe orientate verso destra.
Ciò anche negli stemmi composti con l'arma di Aragona-Sicilia, come si vede nello stemma sul frammento della lastra marmorea del sarcofago di Eleonora d'Angiò (+1341) che fu moglie di Federico III, proveniente dalla chiesa di San Francesco a Catania (ora nel museo di Castello Ursino della stessa Città):
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Penso che solo dal tardo XV secolo comincerà a diffondersi la raffigurazione delle aquile per cortesia, cioè secondo l'uso di porre figure in un dato quarto in modo che siano rivolte rispetto a quelle del suo simmetrico, un uso che entrerà genericamente in vigore proprio in quel periodo e che comunque avrà valore di gusto stilistico.
Le aquile sono così raffigurate nello stemma di Ferdinando II (Re di Sicilia dal 1468 al 1516) che si trova sotto il portico della Biblioteca comunale di Piazza Armerina.
E tuttavia anche nei periodi successivi non mancheranno occasionalmente soluzioni diverse, come nel caso di questa scultura dello stemma di Filippo II (1598), dove le aquile sono addirittura contrapposte in modo da guardare entrambe nel senso contrario al centro dello scudo:
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ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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