Sigillo ceralacca parroco sconosciuto

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Re: Sigillo ceralacca parroco sconosciuto

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 18 aprile 2020, 15:20

Partire da un dato stemma, di cui non si conosce la provenienza, per poter risalire al titolare cercando in stemmari e blasonari (cartacei oppure online) è impresa ardua.
Tanto più che qui parliamo di quello che verosimilmente è lo stemma di un prelato minore.
Raccolte di stemmi di cardinali e vescovi ne esistono diverse.
Per i cardinali in particolare possiamo risalire alla quasi totalità degli stemmi, dai primi usi araldici dei membri del Sacro Collegio fino a oggi, con sempre maggiore possibilità e sicurezza di ricerca e, infine, di attribuzione a mano a mano che ci si avvicina ai giorni nostri.
Stemmari vescovili a livello diocesano sono pure frequenti, non solo in pubblicazioni (non prodotte in riferimento a tutte le diocesi, e comunque più o meno complete, più o meno aggiornate), ma anche grazie alle più diverse raffigurazioni artistiche: solo per citare un esempio, in molti episcopi si ritrovano saloni spesso chiamati "dei vescovi", o "del trono", o "degli stemmi", dove sono esposte le effigi dei pastori succedutisi nella storia e/o le riproduzioni delle loro armi.
Invece solo raramente si trovano raccolte di prevosti o di canonici.
Per lo stemma proposto in questa discussione è - come ho già detto - ipotizzabile l'attribuzione a un canonico, comunque a un prelato non insignito di dignità episcopale o cardinalizia.
Considerata la composizione dello scudo, che sembra innalzare una pera, si potrebbe escludere la possibilità di uno stemma di ente ecclesiastico, quale un capitolo di qualche cattedrale: nella gran maggioranza dei casi (con dovute eccezioni) tali stemmi riproducono infatti figure sacre direttamente legate al titolo della cattedrale stessa.
Quindi la strada percorribile per l'identificazione di questo stemma sarebbe l'individuazione della sua zona di provenienza, per cercare di risalire a una famiglia che nella stessa località o quanto meno nell'area regionale potesse innalzare nel proprio stemma una pera. Spesso tale frutto si usa in armi parlanti, il che rende un po' più facile la ricerca. A quel punto risalire a un canonico (o arciprete o vicario o decano...) che provenisse da tale famiglia potrebbe essere cosa fattibile. Ma se non c'è un minimo di dato di partenza riguardo a una anche generica localizzazione della zona di origine del sigillo, siamo al livello della ricerca dell'ago nel pagliaio e anche con maggiori difficoltà.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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