Curiosità di araldica malatestiana

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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda Tilius » venerdì 9 giugno 2017, 12:20

bardo ha scritto:Immaginavo si trattasse di quello stemma. Ne accenna brevemente l'arch. Musmeci a p. 101 del volume Una dimora patrizia del XVI secolo a Rimini: Palazzo Maschi-Marcheselli-Lettimi (Cesena 1997). Mi pare che esso ricordi, per quanto riguarda la composizione, lo stemma malatestiano che sovrasta l'ingresso di Castel Sismondo, a Rimini, anche se tuttavia risulta evidente una esecuzione più grossolana. Sarebbe interessante poter visionare un'immagine di questo stemma. :)

Non ho capito se lo stemma romano é un pezzo erratico originale d'epoca (XV o inizio XVI) o se é una pastiche tarda ispirata all'esemplare di Castel Sismondo.
Per quanto riguarda l'esecuzione più grossolana, non la definirei necessariamente tale: se l'elmo é indubbiamente più semplice e liscio nell'esemplare romano, di converso il "panneggio" (lambrecchini) é più definito e financo più elegante (anche se più manierato). In generale tutto lo stemma romano appare più rigido, meno morbido e sciolto di quello - elegantissimo - riminese, pur restando un pezzo pregevolissimo.
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda Romegas » venerdì 9 giugno 2017, 22:39

Benissimo il discorso artistico ed estetico, ma la domanda rimane sempre in piedi.
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda Tilius » sabato 10 giugno 2017, 20:08

Da quello che si vede nell'immagine, non sembra neanche una croce patriarcale/lorenese propriamente tale (giacché il bracco inferiore pare essere unilaterale).
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda Romegas » sabato 10 giugno 2017, 21:43

Esatto, e questa è un'altra stranezza.
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda bardo » lunedì 12 giugno 2017, 10:34

Una considerazione ed un'ipotesi.

Intanto mi autocito, perché oggi sono pigro. :D

L'ultimo rappresentante della famiglia Malatesta, del ramo dei conti di Sogliano, morì la notte del 15 gennaio 1957 a Roma, città in cui la famiglia si era trasferita nel 1760 da San Leo, dove il conte Ludovico Malatesta svolgeva la mansione di Commissario. La famiglia viveva in ristrettezze economiche, tanto che nel 1786 il conte Felice Antonio (1744-1795), figlio di Ludovico, fece causa alla Reverenda Camera Apostolica per riottenere gli aviti feudi romagnoli. Non li riottenne, ma nel 1791 gli venne offerto - ed egli accettò - un assegno annuo di 144 scudi, saliti poi a 300 e rivalutati nel tempo, fino all'epoca del conte Giovanni Stanislao, ultimo della sua schiatta. Riposano tutti al Verano, sotto una piramide su cui si legge semplicemente De Malatestis.

I titoli che erano propri di questa branca della famiglia Malatesta avevano diversa origine: Sogliano (insieme a Strigara, San Martino, Ciola, Tornano, Serra, Fogliano) era un bene allodiale; San Giovanni in Galilea e Montecodruzzo erano dapprima vicariati apostolici, poi vennero trasformate in contee. Malviano e Metrano pervennero ai Malatesta in seguito al matrimonio di Francesco Saverio Malatesta (1805-1882) con Maddalena Ripanti di Iesi (1808-1874). Dai due nacque Francesco Maria (1826-1884), da cui Sigismondo (1855-1913), da cui Novello (1890-1926) e Giovanni Stanislao (1899-1957).


Francesco Maria Malatesta Ripanti (1826-1884) sposò, nel 1854, la contessa polacca Dorotea Jabłonowski (1824-1900). La famiglia Jabłonowski apparteneva all'herb Prus III, il cui stemma è il seguente:

Immagine

Ora, se pure fosse questa la spiegazione di quella particolare croce (e di quella parte leggermente incurvata e annerita che si diparte dalla sua base), non so per quale motivo lo stemma Jabłonowski sia stato inserito così malamente a fianco di quello Malatesta. Ma questa è, come ho premesso, un'ipotesi come un'altra.

un saluto ;)
Luca
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda Tilius » lunedì 12 giugno 2017, 12:01

La somiglianza é effettivamente troppa per essere una coincidenza,

Se ne deve dedure che lo stemma romano é un manufatto ottocentesco?
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda Romegas » lunedì 12 giugno 2017, 12:21

Bene bardo, però come stemma di alleanza matrimoniale è alquanto originale. Comunque penso che tale stemma sia di riporto, ovvero non originario di quel luogo dove ora si trova.
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda bardo » martedì 13 giugno 2017, 18:01

Tilius ha scritto:Se ne deve dedure che lo stemma romano é un manufatto ottocentesco?


Romegas ha scritto:Bene bardo, però come stemma di alleanza matrimoniale è alquanto originale. Comunque penso che tale stemma sia di riporto, ovvero non originario di quel luogo dove ora si trova.


Potrebbe in effetti essere ottocentesco, e provenire dal palazzo abitato dalla famiglia fino al 1929, l'allora palazzo Malatesta, già Fani, attuale palazzo Pecci Blunt, in piazza d'Aracoeli.
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda Tilius » mercoledì 14 giugno 2017, 9:52

bardo ha scritto:Potrebbe in effetti essere ottocentesco, e provenire dal palazzo abitato dalla famiglia fino al 1929, l'allora palazzo Malatesta, già Fani, attuale palazzo Pecci Blunt, in piazza d'Aracoeli.

La famiglia viveva in ristrettezze economiche

Palazzo all'Aracoeli, sepolcro al Verano... ristrettezze, invero. [sweatdrop.gif]
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Re: Curiosità di araldica malatestiana

Messaggioda bardo » mercoledì 14 giugno 2017, 19:17

Beh, sicuramente lo erano alla fine del XVIII secolo e vi ripiombarono dopo la morte di Novello Malatesta (+1926), che aveva sperperato la quasi totalità del patrimonio familiare, tanto da indurre il fratello Giovanni Stanislao a vendere addirittura il palazzo di famiglia per ripiegare su un più modesto appartamento.
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