STEMMA FAMIGLIA BAGLIONE DA FRUGAROLO (AL)

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STEMMA FAMIGLIA BAGLIONE DA FRUGAROLO (AL)

Messaggioda vigi » lunedì 13 marzo 2017, 17:53

Buon giorno non riesco a trovare lo stemma dei BAGLIONE da Frugarolo che contarono un Vescovo di Alessandria [Agostino Baglione † (9 marzo 1569 - 20 giugno 1571)], il famoso letterato e il famoso capitano PAOLO BAGLIONE che partecipò all'asedio di Breda (1625). Ho trovato uno stemma sub vocem BALIONI sullo stemmario di Marco Cremosano (vol. II, p. 53) che differisce da tutti gli altri stemmi BAGLIONI, di solito recanti una fascia. Al ritorno da Breda fu fatto Governatore di Mortara. Se con questi indizi si riuscisse a risalire allo stemma di questa casata, vi ringrazio anticipatamente. Qui di seguito riporto una cronaca sul cognome BAGLIONE da Frugarolo (AL).
Arma: ? Famiglia che si diffuse a Frugarolo nel lontano Quattrocento. Annovera fra i suoi esponenti Manfredo, sommo letterato della seconda metà del XV sec., e Paolo Baglione generale in molte battaglie, compreso l’assedio di Breda che fu conquistata nel 1625 dall’esercito spagnolo, guidato da Ambrogio Spinola, nonché Agostino Baglione detto il Socio del Frugarolo (Renato Lanzavecchia, Storia della Diocesi di Alessandria, p. 88), che ottenne da Papa San Pio V l’abbazia di Barletta nelle Puglie nel 1568, e fu da questi fatto Vescovo di Alessandria il 9 marzo del 1569. Paolo Baglione naturale di Fregarolo [sic], Terra dell’Alessandrino, il Maggior Capitano, e più famoso guerriero, che vantassero quei tempi, norma, & esemplare non solo di tutta quella bellicosa nazione, ma della milizia tutta, essendo perciò per lo suo gran valore degno d’essere connunerato fra i Principi, ed altri personaggi del presente libro descritti, giunto dopo aver lungamente militato in servizio del Re cattolico, all’età di più di 70 anni, carico non meno di reputazione, e gloria che di giorni passò l’anno 1631 all’altra vita, in procinto che, doveva da detta Maestà esser honorato, e del titolo di conte, e del supremo posto di Mastro di Campo Generale, al quale poi subentrò il Marchese D. Sigismondo Sfondrato [Sfondrati]. Fu il Baglione di basso lignaggio, e passato di vent’anni à servire nelle guerre di Fiandra; il primo luogo, c’hebbe in Campagna, fu quello di semplice Soldato, e gradatamente ascendendo à cagione di quella fiamma, che via sempre più sentiva destarsi nel suo generoso cuore, fu dopo fatto Caporale Sargente, Alfiere, Capitano molti anni, illustrando in tal guisa se stesso, che la sua prosapia. Chi hà origine da bassi natali non pregiudica per questo alla virtù anzi è degno di lode maggiore. [...]. Viaggiò questo Guerriero da Fiandra in Italia, da cinque, in sei volte, seco sempre portando accompagnato [dal]l’applauso. Nello Stato di Milano fatto Sargente Maggiore dal Mastro di Campo Gambaloita, si segnalò in tutte l’Imprese del Piemonte, e Monferrato massime nel primo assedio di Vercelli, nel quale per la morte del suddetto Mastro di Campo, gli succedé nel terzo, e con questo mandato un’altra volta in Fiandra l’anno del 1620, è molto ben noto al Mondo, quanto bravamente operasse negli assedi di Berghesopzom, di Breda e [nella] difesa del paese di Vuahal, nel quale la terra di Beveren [è una cittadina belga, ora di circa 46.000 abitanti. Situata nella regione fiamminga, Beveren dista pochi chilometri da Anversa] per memoria di sì gran Capitano, che in quelle parti co’l sangue di tanti nemici haveva inaffiato si alte, e gloriose palme, gli alzò una Statua, acciòche per tutti i Secoli restasse perpetua ricordanza di tanto famoso Eroe. [...] Insomma fu tale la perizia, ed eccellenza militare di questo Italiano Guerriero, che si come da lui altri degni capi riconoscono in gran parte il loro profitto, & avanzamento nell’armi, così non potea il suo favore essere osservato, e notato, se non con grande pregiudizio d’ogni altro più celebrato campione di quei tempi (Principi del Mondo e segnalati Guerrieri, estinti dall’Anno 1630 sin’ all’anno 1652 – con molti altri avvenimenti così di guerra, come di altre materie nel medesimo tempo successi, descritti dall’Arciprete di Menaggio Paolo Bertarelli; appresso Lodovico Monza stampatore alla Piazza de’ Merc.(IS), Monza, Lodovico, 1653 - 467 pagine; pp. 22-24).
Agostino Baglione patrizio alessandrino, figlio del fisico Marco e di Maria Varzi, che viene da Agostino nominata nel suo testamento, fece parte del collegio dei medici di Alessandria. “Questo Baglioni, o Bajone, che passò ad esser vescovo di Alessandria, non agli 11 Maggio, né alli 21 di Giugno come si legge nell’Ughelli, ma alli 9 di Marzo del 1569 (Reg. Pii V, tomo LXXV, p. 142) sta alla testa de’ Medici del Santissimo Pio V. Il cardinale Gio. Paolo Chiesa, che lo propose in Concistoro, nel Preconio disse che avea allora circa 45 anni, che era di buona condizione, e fama, Dottor di Filosofia, e di Medicina da più anni, e di Teologia dal 1567. Nel 1568, alli 17 di Maggio, gli fu commendata la Badia di San Samuele di Barletta, la quale ritenne con indulto Apostolico col Vescovado” (Gaetano Marini, Degli Archiatri pontifici: Nel quale sono i supplimenti e le correzioni all’opera del Mandosio, Pagliarini, 1784, I, p. 441). L’Abazia di cui sopra è la premostratense di San Samuele (fondata nel 1147) a Barletta. Secondo una cronaca, fu fondata dallo stesso re Ruggiero II e venne rinnovata nel 1149. Essa divenne la più ricca ed importante tra le 65 presenti in Italia e appartenenti all’ordine fondato nel 1119 da San Norberto (Ceci R. & Mascolo R., Barletta, leggere la città, Edizioni Libreira Liverini, Barletta, 1986). Agostino fu definito dallo storico Guglielmo Schiavina vir bonus & doctus, prese possesso della diocesi e si comportò sempre con sollecitudine e con la coscienza dell’uomo onesto. Visitò le chiese della diocesi, ebbe cura del seminario e siccome l’imposta decretata dal suo predecessore sui beni del clero non bastava, egli creò una decima, che i beneficiati avrebbero dovuto pagare ogni anno. Essa durava ancora nel 1605. Il vescovo Baglione mori il 20 giugno 1571 e fu sepolto nella chiesa parrocchiale di santa Maria dell’Olmo in Alessandria in seguito demolita. Bibliografia: Girolamo Ghilini, Annali di Alessandria, Milano, Gioseffo Marelli, 1666. Giuseppe Antonio Chenna, Del vescovato, de’ vescovi e delle chiese della città e diocesi d’Alessandria, Alessandria, Ignazio Vimercate, 1785, pp. 286-289. Carlo Avalle, Storia di Alessandria dall’origine ai nostri giorni, volume IV, p. 125, Torino, Tipografia Falletti, 1855. La famiglia migrò con la morte di Marco Antonio nel 1737, ma in seguito l’amministrazione comunale dedicò a Manfredo una Via del paese.
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Re: STEMMA FAMIGLIA BAGLIONE DA FRUGAROLO (AL)

Messaggioda Romegas » lunedì 13 marzo 2017, 19:27

Ho trovato uno stemma di una famiglia alessandrina di nome Bagliani.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
Initium sapientiae timor Domini
(Sal. 111,10)
Socio A.I.O.C.
Socio I.A.G.I.
Romegas
 
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Re: STEMMA FAMIGLIA BAGLIONE DA FRUGAROLO (AL)

Messaggioda vigi » martedì 14 marzo 2017, 1:31

Grazie, ma quella è un'altra famiglia.
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