Stemma dell'adottato?

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Stemma dell'adottato?

Messaggioda contegufo » lunedì 6 febbraio 2017, 15:12

Salve

Vorrei sapere da chi ne sa più di me quale siano le posizioni, in uno stemma congiunto, dei singoli stemmi dell'adottante e dell'adottato.

Grazie
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » mercoledì 29 marzo 2017, 9:19

Lo scudo è partito e a dx (sn. per chi guarda) sta l'adottante, mentre a sn. l'adottato. Ci possono però essere varianti con la prevalenza dell'una o dell'altra parte (addestrato o sinistrato) a seconda di criteri connessi alle disposizioni rogate nell'adozione.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda pierfe » mercoledì 29 marzo 2017, 10:20

Egon von Kaltenbach ha scritto:Lo scudo è partito e a dx (sn. per chi guarda) sta l'adottante, mentre a sn. l'adottato. Ci possono però essere varianti con la prevalenza dell'una o dell'altra parte (addestrato o sinistrato) a seconda di criteri connessi alle disposizioni rogate nell'adozione.


Chi lo dice?
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » mercoledì 29 marzo 2017, 20:32

Lo dicono le regole dell'araldica, nel senso che quello è il modo di rappresentare un'alleanza matrimoniale e pertanto anche tutte le possibili alleanze tra le quali l'istituto dell'adozione - lato sensu - può annoverarsi. Naturalmente tutto ciò ha senso se la cosa avviene stante un fons honorum, al presente, chez nous, l'adozione trasmette solo il nome e non può avere alcuna conseguenza né sugli eventuali titoli, né ovviamente sull'araldica.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda marcello semeraro » mercoledì 29 marzo 2017, 20:53

Egon von Kaltenbach ha scritto:Lo dicono le regole dell'araldica, nel senso che quello è il modo di rappresentare un'alleanza matrimoniale e pertanto anche tutte le possibili alleanze tra le quali l'istituto dell'adozione - lato sensu - può annoverarsi. Naturalmente tutto ciò ha senso se la cosa avviene stante un fons honorum, al presente, chez nous, l'adozione trasmette solo il nome e non può avere alcuna conseguenza né sugli eventuali titoli, né ovviamente sull'araldica.


Sarei curioso di conoscerne qualche esempio...
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » venerdì 31 marzo 2017, 12:10

Quella esposta è la teoria, quanto alla pratica sul momento non ho esempi, anche perché ho ben presenti alcune assai remote affiliazioni (pure lucchesi), però l'adottato oltre al titolo ebbe, in luogo del proprio, anche lo stemma e senza partiture di sorta. Insomma, tutto dipendeva dai patti e dagli atti di conseguenza rogati.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda marcello semeraro » venerdì 31 marzo 2017, 17:53

Dalla mia esperienza personale e dallo studio delle fonti, posso dire che l'adozione in araldica può essere espressa essenzialmente in due modi:

1) mediante una sostituzione: abbandonando la propria arma familiare per assumere quella dell'adottante;
2) mediante un ampliamento: associando la propria arma a quella dell'adottante per mezzo di una partizione (ad esempio l'inquartato, ma non solo).

Gli esempi sono tanti.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda Romegas » sabato 1 aprile 2017, 6:39

Molto spesso l'adottato prendeva il cognome dell'adottante e il suo stemma. Per citare un esempio, a Roma verso la metà del XIX secolo, un Negroni fu adottato dallo zio e prese il suo cognome, ovvero Caffarelli, per evitare l'estinzione di quel casato, con il beneplacito di Pio IX.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
Initium sapientiae timor Domini
(Sal. 111,10)
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Socio I.A.G.I.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda pierfe » sabato 1 aprile 2017, 15:49

Egon von Kaltenbach ha scritto:Lo dicono le regole dell'araldica, nel senso che quello è il modo di rappresentare un'alleanza matrimoniale e pertanto anche tutte le possibili alleanze tra le quali l'istituto dell'adozione - lato sensu - può annoverarsi. Naturalmente tutto ciò ha senso se la cosa avviene stante un fons honorum, al presente, chez nous, l'adozione trasmette solo il nome e non può avere alcuna conseguenza né sugli eventuali titoli, né ovviamente sull'araldica.


Quali regole dell'araldica? L'araldica ha regole ma possono variare, e variano particolarmente nelle particolarità come questa.
Prendendo come punto di partenza l'araldica del Regno d'Italia (le varie leggi nobiliari emesse durante il regno) NON esiste alcuna norma relativa agli stemmi degli adottati.
La surrogazione è una forma di adozione, ma venne abolita nel 1926 e la persona che era parente od affine prendeva lo stemma della famiglia che si estingueva.
Ma potrei citare esempi sul argomento che sono diversi gli uni dagli altri.

Oggi l'adozione trasmette il cognome e basta come era anche in passato, l'unica differenza è che equipara gli adottati ai figli, e non esiste alcun rapporto sugli ascendenti od eventuali discendenti dell'adottante.
Ma se pensiamo che l'adottante è il titolare del cognome che trasmette e lo stemma è la sua espressione grafica, oggi l'adottato è equiparato ai figli ed eredita TUTTO come se fosse un vero figlio, quindi anche l'espressione grafica del cognome che è lo stemma. Intendo ovviamente lo stemma araldico e non - se vi erano - i contrassegni indicativi della nobiltà perchè la Repubblica italiana non riconosce qualunque contenuto di carattere nobiliare.

Penso di aver espresso il mio pensiero.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » sabato 1 aprile 2017, 18:34

pierfe ha scritto:
Egon von Kaltenbach ha scritto:Lo dicono le regole dell'araldica, nel senso che quello è il modo di rappresentare un'alleanza matrimoniale e pertanto anche tutte le possibili alleanze tra le quali l'istituto dell'adozione - lato sensu - può annoverarsi. Naturalmente tutto ciò ha senso se la cosa avviene stante un fons honorum, al presente, chez nous, l'adozione trasmette solo il nome e non può avere alcuna conseguenza né sugli eventuali titoli, né ovviamente sull'araldica.


Quali regole dell'araldica? L'araldica ha regole ma possono variare, e variano particolarmente nelle particolarità come questa.
Prendendo come punto di partenza l'araldica del Regno d'Italia (le varie leggi nobiliari emesse durante il regno) NON esiste alcuna norma relativa agli stemmi degli adottati.
La surrogazione è una forma di adozione, ma venne abolita nel 1926 e la persona che era parente od affine prendeva lo stemma della famiglia che si estingueva.
Ma potrei citare esempi sul argomento che sono diversi gli uni dagli altri.

Oggi l'adozione trasmette il cognome e basta come era anche in passato, l'unica differenza è che equipara gli adottati ai figli, e non esiste alcun rapporto sugli ascendenti od eventuali discendenti dell'adottante.
Ma se pensiamo che l'adottante è il titolare del cognome che trasmette e lo stemma è la sua espressione grafica, oggi l'adottato è equiparato ai figli ed eredita TUTTO come se fosse un vero figlio, quindi anche l'espressione grafica del cognome che è lo stemma. Intendo ovviamente lo stemma araldico e non - se vi erano - i contrassegni indicativi della nobiltà perchè la Repubblica italiana non riconosce qualunque contenuto di carattere nobiliare.

Penso di aver espresso il mio pensiero.
Pier Felice degli Uberti


La nostra discussione è mera teoria essendo il tema privo di senso per l'attuale repubblica, restano quindi le private consuetudini di quello che sopravvive dell'antico sistema; pertanto un adottato porterà il cognome dell'adottante, ma non ne erediterà gli eventuali titoli nobiliari e tutto quanto è a essi connesso: ad es. lo stemma e sue possibili modifiche e/o aggiunte. Manca infatti un fons honorum che possa ratificare una volontà in tal senso da parte dell'adottante e di questa sua condizione, nell'uso sociale, verrà tenuto conto nella misura in cui l'ambiente di riferimento abbia una precisa contezza di questo oggi non consueto argomento. Dico ciò perché so quanta ignoranza ci sia anche tra persone che dovrebbero avere ben chiare certe semplicissime nozioni di diritto nobiliare.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda pierfe » sabato 1 aprile 2017, 22:48

Egon von Kaltenbach ha scritto:
pierfe ha scritto:
Egon von Kaltenbach ha scritto:Lo dicono le regole dell'araldica, nel senso che quello è il modo di rappresentare un'alleanza matrimoniale e pertanto anche tutte le possibili alleanze tra le quali l'istituto dell'adozione - lato sensu - può annoverarsi. Naturalmente tutto ciò ha senso se la cosa avviene stante un fons honorum, al presente, chez nous, l'adozione trasmette solo il nome e non può avere alcuna conseguenza né sugli eventuali titoli, né ovviamente sull'araldica.


Quali regole dell'araldica? L'araldica ha regole ma possono variare, e variano particolarmente nelle particolarità come questa.
Prendendo come punto di partenza l'araldica del Regno d'Italia (le varie leggi nobiliari emesse durante il regno) NON esiste alcuna norma relativa agli stemmi degli adottati.
La surrogazione è una forma di adozione, ma venne abolita nel 1926 e la persona che era parente od affine prendeva lo stemma della famiglia che si estingueva.
Ma potrei citare esempi sul argomento che sono diversi gli uni dagli altri.

Oggi l'adozione trasmette il cognome e basta come era anche in passato, l'unica differenza è che equipara gli adottati ai figli, e non esiste alcun rapporto sugli ascendenti od eventuali discendenti dell'adottante.
Ma se pensiamo che l'adottante è il titolare del cognome che trasmette e lo stemma è la sua espressione grafica, oggi l'adottato è equiparato ai figli ed eredita TUTTO come se fosse un vero figlio, quindi anche l'espressione grafica del cognome che è lo stemma. Intendo ovviamente lo stemma araldico e non - se vi erano - i contrassegni indicativi della nobiltà perchè la Repubblica italiana non riconosce qualunque contenuto di carattere nobiliare.

Penso di aver espresso il mio pensiero.
Pier Felice degli Uberti


La nostra discussione è mera teoria essendo il tema privo di senso per l'attuale repubblica, restano quindi le private consuetudini di quello che sopravvive dell'antico sistema; pertanto un adottato porterà il cognome dell'adottante, ma non ne erediterà gli eventuali titoli nobiliari e tutto quanto è a essi connesso: ad es. lo stemma e sue possibili modifiche e/o aggiunte. Manca infatti un fons honorum che possa ratificare una volontà in tal senso da parte dell'adottante e di questa sua condizione, nell'uso sociale, verrà tenuto conto nella misura in cui l'ambiente di riferimento abbia una precisa contezza di questo oggi non consueto argomento. Dico ciò perché so quanta ignoranza ci sia anche tra persone che dovrebbero avere ben chiare certe semplicissime nozioni di diritto nobiliare.


Intervengo ancora: in un certo senso può essere teoria, ma solo fino ad un certo punto.
Noi se parliamo di araldica nella Repubblica italiana dobbiamo smettere di parlare di titoli nobiliari perchè non essendo riconosciuti è come se non esistessero, e sono passati ben 70 anni che vige questa realtà.
Oggi ripeto gli adottati hanno gli stessi diritti dei figli, quindi quando si assume un cognome si assume anche il diritto alla sua rappresentazione grafica ovvero lo stemma.
In Italia potrebbero essere concessi ancora gli stemmi di distinta civiltà che non sono nobiliari, ma non c'è la volontà di applicare la legge, ma se fosse applicata questa legge, per ottenere un riconoscimento ci vogliono 100 anni di pubblico uso.
Una fons honorum la troviamo presso gli altri araldi di Stato del mondo e per noi italiani oggi l'unico che registra uno stemma è il Bureau of Heraldry del Sudafrica (Paese del Commonwealth) e quindi lo stemma ottenuto ha il pieno valore giuridico ed araldico.
Ultima cosa gli stemmi non sono mai stati solo nobiliari, lo stemma lo può avere chiunque, ma rispettando la legge.
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Re: Stemma dell'adottato?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » domenica 2 aprile 2017, 16:58

In effetti è la volontà che manca perché esistono repubbliche, come quella finlandese, che la nobiltà la tutelano, e quindi in Italia, anche limitandosi al solo stemma familiare, si potrebbe fare qualcosa, ma il clima presente in tutti gli ambienti politici è lontanissimo dal proporsi la conservazione di queste tradizioni. Per non parlare della Chiesa dove ciò che riesce a sussistervi è, con palesi insofferenze, di malavoglia sopportato. Naturalmente le due situazioni (nobiltà e stemma) non sono nettamente separabili perché lo stemma può essere cimato da corona e qui la difficoltà ritorna. Essa può essere superata togliendola, ma abusi e fantasie senza una precisa e preposta autorità non sarebbero controllabili. Del resto, anche in epoca monarchica, queste scorrettezze abbondavano e la loro repressione, per quanto mi risulta, era relativa. Intendo dire che l'intervento si verificava solo se l'abuso si configurava in un contesto di truffa, millantato credito, eredità o conflitto patrimoniale.
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