L'elmo di Roberto da Sanseverino

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L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Salvanèl » lunedì 28 dicembre 2015, 23:53

Del capitano di ventura milanese Roberto da Sanseverino d’Aragona (1417-1487) si è già trattato diffusamente in
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=19785&p=220659&hilit=sanseverino#p220659
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=1&t=15745&hilit=sanseverino

Nel cenotafio del Duomo di Trento, fattogli costruire nel 1493 dal vincitore l’imperatore Massimiliano I, Roberto è raffigurato in piedi, coperto dall’armatura, mentre stringe l’asta spezzata della bandiera capovolta di Venezia. Oltre al particolare infamante della “bandiera nel sacco”, il vinto capitano è raffigurato senza il bastone del comando, senza speroni, senza elmo, senza guanti (nell’iconografia funeraria di un centinaio di capitani dei secoli XV-XVI che ho confrontato, il defunto ha l’armatura completa e porta il bastone nella classica posa appoggiato sull’anca). A perfezionare la damnatio memoriae, il suo nome e quello dei Veneziani, che compaiono nell’epigrafe che corre nella cornice, vengono a cadere proprio sotto i suoi piedi. Il compito essenziale del monumento al Sanseverino non era quello di tramandare la memoria del defunto ma, paradossalmente, degli avversari che lo avevano vinto e ucciso.
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L’armatura del Sanseverino, opera dei famosi armaioli milanesi Missaglia, finì nelle collezioni imperiali ed è oggi esposta nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. Sembra l’armatura di un ragazzo: Roberto era alto poco più di un metro e mezzo. Quello che stona è l’elmo, una barbuta veneziana dichiaratamente posticcia.
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Dov’è finito l’elmo originale del Sanseverino? Qualche autore lo dichiara disperso ancora nel 1487.
In questi giorni, riscontrando Augustissimorum … imagines di Jacob Schrenck von Nötzing, stampato ad Innsbruck nel 1601, che comprende ritratti di imperatori, duchi, nobili e condottieri, ho ritrovato il nostro capitano di ventura raffigurato senza tracce di infamia.
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Ai suoi piedi, in posizione adeguata, una celata con una strana decorazione.
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Setacciando internet, con un po’ di fortuna ho ritrovato quest’elmo nello stesso museo di Vienna che conserva l’armatura.
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Non vi sembra che la decorazione richiami proprio lo stemma del Sanseverino? Con gli smalti rosso e argento e le stelle?
Pastoureau e Neubecker citano elmi armeggiati ma non ne ho mai incontrati prima di questo.
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda dpascale » martedì 29 dicembre 2015, 0:13

Che magnifico ritrovamento! E il catalogo del Kunsthistorisches Museum cosa dice di quell'elmo armeggiato (che direi si possa senza troppi dubbi attribuire all'armatura del Sanseverino)?

D.
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Tilius » martedì 29 dicembre 2015, 3:00

La somiglianza con la celata dell'incisione del 1601 é impressionante.

Cosa dire degli elmi degli altri personaggi illustrati nel teso?
Essi corrispondono puntualmente alla armature note?
L'affidabilità documentaria del contorno potrebbe corroborare fortemente l'affidabilità puntuale specifica.

PS: sorprende un po' lo stato perfetto della vernice dell'elmo (alquanto sospetto dopo 550 anni... ma non sarebbe il primo caso di conservazione pazzesca, quasi ucronica, all'interno delle raccolte imperiali...)


PPS: e, a rigore, a ben guardare, nell'incisione, il losangato contiene losanghe, non stelle. Potrebbe essere una licenza incisoria... ma anche no.
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Tilius » martedì 29 dicembre 2015, 3:04

Ganzfigur in Rüstung mit Schwert. Kupferstich von Dominicus Custos n. Giovanni Battista Fontana aus: Jacob Schrenck von Notzing, Der aller Durchleuchtigisten und Grossmächtigen Kayser... 1603. 43 x 29 cm.

http://www.kiefer.de/auktion_artikel_de ... ion=76#top

http://www.christies.com/lotfinder/book ... tails.aspx

SCHRENCK VON NOTZING, Jacob (1539-1614). Der Aller Durchleuchtigsten und Grossmächtigen Kayser... Köningen und Ertzhertzogen... Fürststen warhafftige Bildnussen. und kurtze Beschreibungen Translated from Latin by Johann Engelbert Noyse von Campenhouten. Innsbruck: Daniel Baur, [1603].

Lot Description

SCHRENCK VON NOTZING, Jacob (1539-1614). Der Aller Durchleuchtigsten und Grossmächtigen Kayser... Köningen und Ertzhertzogen... Fürststen warhafftige Bildnussen. und kurtze Beschreibungen Translated from Latin by Johann Engelbert Noyse von Campenhouten. Innsbruck: Daniel Baur, [1603].

Broadsheets. Title with woodcut archducal arms with griffin supporters surrounded by a fine woodcut border showing trophies of war, repeated on every page of text, engraved frontispiece and 125 full-page engravings of military leaders by Dominic Custodis after designs by G. B. Fontana. (Tiny wormhole affecting a few letters and puncturing image at end, slight foxing in a few margins, plate 65 of "Maximilian Ertzherzog zu Osterreich" pasted in.) Old vellum (some restoration). Provenance: W. S. Roemersthal (inscription on front free endpaper dated 1606); Candid von Engelshofen (1803-66) Austrian historian (with his library stamp "v. Engelshofen" and shelfmark on title-page); Franz von Thun-Hohenstein Tetschen (bookplate); acquired from Maggs Bros., 1986.

FIRST EDITION in German. This work is recognized as containing the finest ancient illustrations of armor in existence. The beautifully engraved plates by Dominic Custodis (1560-1612) depict the remarkable collection of armor, belonging to important military leaders, collected by the Archduke Ferdinand of Tyrol at Castle Ambrass near Innsbruck. The collection was transferred to Vienna in 1796 and placed in the Belvedere in 1806. Today the collection is part of the Museum of Art History in Vienna, which exhibits parts of the collection again at Castle Ambrass. The 126 full-length figures of emperors, kings, nobles and generals are presented in their full armor, standing in alcoves and framed by ornamental columns. Depicted are: the Emperors Frederick III, Maximilian I & II, Charles V, Ferdinand I; Kings Charles IX & François I of France; the Turkish rulers Soliman and Mehmet; Dukes Giovanni & Cosmo de Medici, the Elector John Frederick of Saxony, and many others. The present copy includes 126 plates in excellent impressions. One woodcut is attributed to Georg Pencz. Brunet 5:224; Cockle 928; Colas 2691; Fairfax Murray German 396 (describes Latin 1601 edition with identical plates); Graesse VI:317; Lipperheide 499.


Certamente l'incisione testimonia l'allestimento collezionistico allo Schloss Anras (é quindi una "fotografia" di prima mano... anche la disposizione in nicchie arcuate coronate da architrave é testimoniata dalle fonti), così come lo volle Ferdinando II d'Austria-Tirolo.
Resta da capire se la celata (ammesso che sia effettivamente la stessa, cosa possibile e anzi probabile data la rarità della tipologia) fosse già allora un completamento posticcio (certo più degno della volgare barbuta da truppa che si vede oggi) o fosse proprio l'elmo originale.
Le stelle nello stemma Sanseverino ci sono, così come l'argento e il rosso. Bastano come elementi?
Notizie su un eventuale cimiero dello stemma?

Un discorso a parte sulla damnatio memoriae: certo il sepolcro pagato da Masimiliano non é adulatorio. Alcuni dettagli come la lancia spezzata e lo stendardo marciano a terra sono patenti segni di sconfitta. Al limite anche la rappresentazione del guerriero a capo scoperto la si può vedere come resa e sottomissione.
Però penso che il discorso finisca qui.
Non ritengo credibile eventuali intenzionali manipolazioni dello stemma a scopo denigratorio. Tuttalpiù la collocazione bassa dello stemma medesimo.
E l'assenza dell'elmo potrebbe indicare che venne perduto in quei fatali, caotici momenti fra la piana di Calliano e la riva melmosa dell'Adige...
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Tilius » martedì 29 dicembre 2015, 4:18

En passant, una assenza di elmo certo non denigratoria.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... saggio.jpg

PS: più osservo elmo & incisione, caro Luciano, più mi convinco che tu abbia fatto un centro clamoroso... [thumb_yello.gif]
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Tilius » martedì 29 dicembre 2015, 4:47

L'elmo in questione viene dato per germanico (Ulm)...

https://www.flickr.com/photos/roelipilami/2043225661
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Tilius » martedì 29 dicembre 2015, 12:14

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Eine diesem Helm ähnliche Schaller findet sich auf der aquarellierten Zeichnung Albrecht Dürers von 1498 in der graphischen Sammlung der Albertina in Wien, mit der Darstellung eines deutschen Reisigen. Die Schaller A 3 gehörte offenbar einem Reiter der Stadt Ulm wie dies die zweifache Orts bezeichnung "Ulm" auf der Fütterung nahelegt. Ulm war Mitglied des Schwäbischen Bundes, welcher al Verbündeter Maximilians I. 1499 am Schweizer Krieg teilnahm. In der Ambraser Helden-rüstkammer war die Schaller unzugehörig beim helmlosen Beuteharnisch des Roberto da Sanseverino.


Sembra che nella didascalia del museo si ipotizzi neanche tanto velatamente che quello che si poteva vedere allo Schloss Ambras fosse un accoppiamento spurio fra elmo e armatura-priva-di-elmo... [confused.gif], confermando comunque l'identificazione di questa celata con quella attestata nell'allestimento originale tardo cinquecentesco della Armeria degli Eroi.

Nell'illustrazione presente nel Armamentarium Ambrasianum Heroicum, meno ampollosa ma forse più fedele, il losangato contiene stelline, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, l'identificazione del pezzo.
Che però, a detta dei curatori del KHM, pare dovere essere ritenuto non pertinente, una mera integrazione per esigenze museali, ancorché d'epoca.
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Désolée.
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda MAX08 » martedì 29 dicembre 2015, 13:04

Complimenti vivissimi. Bellissima scoperta!
quod homines de Cenedese, Belluno, et Feltre erant liberi homines et nobiles (a.D. 1179) - Massimo Della Giustina

http://www.ascenedese.it
https://independent.academia.edu/massimodellagiustina
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Luigi Guttri » mercoledì 30 dicembre 2015, 0:47

Salvanèl ha scritto:Setacciando internet, con un po’ di fortuna ho ritrovato quest’elmo nello stesso museo di Vienna che conserva l’armatura.
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Tilius ha scritto:PS: sorprende un po' lo stato perfetto della vernice dell'elmo (alquanto sospetto dopo 550 anni... ma non sarebbe il primo caso di conservazione pazzesca, quasi ucronica, all'interno delle raccolte imperiali...)


in effetti c'è stato un PESANTE "restauro" sul colore... e si notano nettamente sull'elmo (sellet) "restaurato" le parti sverniciate ricolorate:
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l'assonanza tra questo elmo e l'armatura di Sanseverino fu menzionata da tale Ivo Malz di Hanau (Germania) già il 12 Ottobre 2007 in questa discussione nel Forum myArmoury.com (https://myarmoury.com/talk/viewtopic.ph ... 0&start=20)
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Salvanèl » sabato 2 gennaio 2016, 18:21

Non mi sono ancora ripreso dallo scoramento.
Certamente il setaccio che uso per internet ha maglie molto più larghe dei vagli di Tilius e Guttri e l'entusiasmo non ha voluto ascoltare la prudenza.
Come sei arrivato Maurizio al catalogo del Museo? Avevo provato anch'io.
E Guttri che ha trovato la foto dell'elmo prima del pesante restauro?!
In Germania e in Austria non adottano le regole di restauro che usiamo in Italia, reintegrano quasi sempre. Avete mai visto stemmi su palazzi e monumenti ridipinti di fresco con colori squillanti e spesso poco araldici?
Che il Sanseverino indossasse una celata è storicamente accertato da documenti contemporanei.
«fo ferito prima el signor Roberto apresso l’occhio de una punta de spada, poi de uno schiopeto nel brazo poi de un altro schiopeto in la gamba apresso el zenocchio poi de un’altra punta de spada dentro la mano drita et ultimo da una lanza restata ne la golla che li passoe il golzarin et lo butò morto da cavallo».
Il golzarin dovrebbe corrispondere al barbotto, la difesa metallica che riparava collo e mento di chi portava la celata. Non si sa se fosse una celata alla veneziana, alla tedesca o a ventaglia.
Certamente gli antichi curatori delle collezioni imperiali del castello di Ambras avevano pensato allo stemma del Sanseverino se avevano posto ai piedi della sua armatura la celata decorata di rosso e d'argento.
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » domenica 17 giugno 2018, 19:42

Per una foto del 1862 dell'armatura di Roberto Sanseverino ancora completa del suo elmo: https://www.alinari.it/it/dettaglio/AVQ ... earchPos=1
Allegati
AVQ-A-003864-00251.jpg
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Elmar Lang » domenica 1 luglio 2018, 22:42

Sono spiacente di essermi lasciato sfuggire questa interessante discussione.
È fuor di dubbio che quella celata alla tedesca, o "Schaller", poco abbia a che fare con un'armatura milanese, del tipo caratteristico della bottega dei Missaglia e loro colleghi. Così come quella peraltro bella, posta ora a completamento, che ci sta come i classici "cavoli a merenda".
La tipologia di elmo caratteristica di queste armature è l'elmo chiuso, con visiera (o ventaglia) a piccolo becco e, dietro il collo, la rondella su breve perno. In alternativa, la celata alla veneta.
Eloquenti esempi di come siano composte queste splendide armature, li possiamo vedere al museo diocesano di Mantova, con gli arnesi provenienti dal santuario della Madonna delle Grazie a Curtatone, oppure nell'Armeria dei conti Trapp conservata a Castel Coira presso Sluderno (BZ).
A presto,
E. L.
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » lunedì 2 luglio 2018, 22:04

Si certo, per "suo elmo" volevo intendere quello illustrato nell' "Armamentarium Ambrasianum Heroicum" e probabilmente mantenuto nell'allestimento museale fino ai primi decenni del 900.
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Re: L'elmo di Roberto da Sanseverino

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 2 luglio 2018, 22:11

Mi scuso se il mio intervento sia stato in qualche punto, oscuro.
La "Schaller" con decoro policromo, non è coerente con un'armatura di tipo milanese.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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