Il giglio araldico

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda sebpasq » mercoledì 16 luglio 2003, 10:10

Altro utile link per comprendere il significato della parola badge.
http://www002.upp.so-net.ne.jp/saitou/parker/jpglossb.htm
sebpasq
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 luglio 2003, 17:52

Gentile Sig. Sebastiano,
la ringrazio per aver trovato conferma nel testo d'accompagnamento che quelle figure sono relative a badge: se fossero state usate negli stemmi, gli araldi inglesi avrebbero dato un serio scrollone alla propria fama, ed a tutti i secoli delle loro tradizioni. Circa il fatto che piacciano o meno, ha ragione lei, è solo questione di gusti...

Un commento più scientifico vorrei farlo in merito al fatto che "...la combinazione della zoologia, la botanica e la storia naturale in futuro avranno un importante scopo nelle progettazioni araldiche.
Che altro tipo di figure partorirà la fantasia inglese non ne ho idea, ma credo che fino a quando ci saranno combinazioni di figure chiare e conosciute e comunque descrivibili, non ci sarà nulla di male nel creare nuove forme araldiche. Non mi sembra nulla di trascendentale, come ho già detto ho visto molto di peggio.
Dopotutto l'araldica si deve evolvere e credo che ogni paese sia libero di dar vita ad evoluzioni originali e che comunque traggono linfa dalla tradizione dell'araldica locale...."
.

É vero che, fin quando l'araldica sarà una scienza viva, potrà (non dovrà) trovare sempre nuove figure simboliche per gli stemmi che andrà creando, ma è ancor più vero che le "evoluzioni originali" non possono prescindere dal DNA della nazione che le crea e ciò, a mio parere, non deve essere la scusante per inserire in uno stemma :evil: qualunque assurdità :evil: ci passi per la testa... Ricordiamoci che siamo circondati da un universo di forme e figure che ancora attendono da secoli (se non di più) di entrare in uno stemma...

Mi spiego con un esempio vicinissimo a noi: in Abruzzo, la Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli adotta da qualche mese uno stemma nuovo di zecca, nel quale troneggia per la prima volta nella sua millenaria storia il "Guerriero di Capestrano", imponente e celeberrimo manufatto litico di epoca preromana ritrovato nell'omonima località in provincia de L'Aquila, oggi vanto del Museo Archeologico di Chieti. Senza lambiccamenti di cervello, ecco che un'icona (e che icona!) dell'arte locale è assurta a livello di simbolo araldico, senza traumi per nessuno (e sarei molto curioso di conoscere come gli araldi inglesi valuterebbero questo stemma...).

Unicuique suum, dicevano i nostri antichi; non si cava sangue da una rapa, dicevano i nostri padri; il mito di :twisted: Frankenstein :twisted: è duro a morire, dico io.

Sono il primo a dire che quel che conta non è il mio parere, ma piuttosto che l'araldica continui a vivere. Ma se deve vivere a scapito del buon gusto e trascurando le tradizioni locali e antiche, che vive a fare?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 luglio 2003, 18:34

Egregi colleghi,
lo stemma della Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli è stato concesso con D.P.R. 22.1.2001, ed è visibile (benché piccolo) nel sito

http://www.uncem.abruzzo.it/cm/cimperatore-navelli

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Messaggioda sebpasq » giovedì 17 luglio 2003, 16:16

Egr. Fra Eusanio
anch'io come lei sono d'accordo sul fatto che l'araldica debba evolversi ma nello stesso tempo debba conservare le regole che l'hanno creata, così come sono d'accordo sul fatto che gli stemmi civici/territoriali debbano in qualche modo raffigurare simboli che abbiano un significato per il luogo stesso; e sono sicuro che questa consuetudine non scemerà mai nenanche in futuro.
Piuttosto il problema di una fantasia sfrenata ed irrazionale si potrebbe rilevare negli stemmi di famiglia, quelli industriali, sportivi, etc. in cui la simbologia può assumere codici diversi; pensiamo alle società segrete, alle sette, o a tutti coloro che usano una simbologia a noi sconosciuta: lì si che sarebbero cavoli. Come interpretare per esempio un asino con zampa d'elefante? O una sigaretta a forma d'ombrello? (scusate la fantasia forzatamente "deviata"). O altri simboli che non sappiamo proprio decrivere?
Voglio precisare che sebbene io sia per una sana e sensata commistione tra tradizione e fantasia/innovazione, bisogna purtroppo rilevare che l'araldica non è solo una scienza dettata da regole precise (che poi da un paese all'altro cambiano) ma è anche un'arte e come lei sa l'arte non ha regole. Per cui l'unico problema del domani è se l'arte prenderà il sopravvento sulla scienza.
Per questo istituzioni come lo IAGI e la SGASD sono importanti, così com'è importante che la gente si avvicini all'araldica e viceversa, perchè purtroppo come in molte discipline, la maggior parte della gente è totalmente ignorante ed è facile poi vedere stemmi che non significano nulla.
Controllare la fantasia dei privati che s'inventano uno stemma bizzarro e poi lo registrano in un Ufficio Araldico straniero mi sembra difficile, ma almeno che gli enti italiani inizino a sapere che per creare o modificare uno stemma, un gonfalone o un sigillo bisogna rivolgersi a professionisti del settore o semplicemente allo IAGI. Non credo che tutti gli enti si affidino all'Ufficio Araldico Italiano per farsi creare lo stemma.

Ripeto che in materia sono un assoluto profano e che non faccio parte di comitati scientifici, ma comunque questa è la mia opinione.

Saluti
sebpasq
 
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