Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Romegas » lunedì 9 novembre 2015, 18:36

E noi aspettiamo altri cannoni da studiare.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Andrew Martin Garvey » lunedì 9 novembre 2015, 20:52

Già ...... da studiare per collaborare con Tomaso e anche per imparare.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » lunedì 9 novembre 2015, 21:14

Propongo la seguente blasonatura, sempre considerando che vado a descrivere ciò che vedo

Inquartato: Il primo gran quarto controinquartato: a) di [argento], alla croce potenziata di [oro], accantonata da quattro crocette [dello stesso] (Gerusalemme); b) fasciato di [argento] e di [azzurro] di otto pezzi, al leone di [rosso], lampassato [e coronato] di [oro], attraversante (Lusignano); c) di [oro], al leone di [rosso], armato [e coronato] di [argento] (Armenia); d) di [argento], al leone di [rosso], armato [e coronato] di [oro, con la coda forcuta e passata in doppia croce di Sant'Andrea] (Lussemburgo). Il secondo gran quarto partito: nel 1° di rosso, al cavallo inalberato e rivolto d' argento (Westfalia); nel 2° burellato di nero e d'oro di dieci pezzi, al crancelino di [verde], attraversante e posto in banda centrata (Sassonia); innestato in punta di [argento], a tre puntali di spada male ordinati di [rosso] (Angria). Il terzo gran quarto partito: nel 1° d'argento, seminato di plinti di nero, al leone [del secondo], armato e lampassato di [rosso] (Chiablese); nel 2° di nero, al leone d'argento, armato e lampassato di [rosso] (Aosta). Il quarto gran quarto partito: nel 1° cinque punti d'oro, equipollenti a quattro d'azzurro (Genevese); nel 2° d'argento, al capo di rosso (Monferrato). Sul tutto di [argento], all'aquila col volo abbassato di [nero] (Svevia-Sicilia), caricata nel cuore di uno scudetto di rosso, alla croce d'argento (Savoia moderna).

N.B. L'associazione dei quattro quarti del primo gran quarto prende il nome di Cipro.

Fra gli ornamenti esterni, troviamo una corona reale di Savoia, il collare dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata, un trofeo d'armi su cui sono posti un'aquila e un leone.

Annibale Maffei

Di [azzurro], troncato da un filetto, di sopra al cervo saliente e nascente, di sotto a tre bande, il tutto di [oro] (Maffei).


Ornamenti esterni: una corona marchinale, un trofeo d'armi.
Ultima modifica di marcello semeraro il martedì 10 novembre 2015, 10:17, modificato 2 volte in totale.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Luigi Guttri » martedì 10 novembre 2015, 1:09

marcello semeraro ha scritto:Resta l'aquila nera in campo d'argento probabilmente per significare la pretensione al trono siciliano.

Su questo sono d'accordo!

marcello semeraro ha scritto:La blasonatura proposta, comunque sia, non mi pare del tutto corrispondente allo stemma in esame.

Ci sono delle discrasie, è vero!

Prendiamo ad esempio lo stemma del Regno della Cilicia Armena (detto anche Regno della Armenia Minore, Regno della Piccola Armenia...).

Qui sopra è stato riportato questo stemma: Immagine, dove gli artigli, la lingua e la corona sono "d'argento".

Ma gli attributi del Leone della Cilicia Armena erano d'argento oppure d'azzurro?

Cominciamo col dire che il leone apparve negli stemmi del Regno della Cilicia Armena per concessione di Enrico VI di Hohenstaufen (*Nimega ??.11.1165 +Messina 28.09.1197) Imperatore del Sacro Romano Impero (15.04.1191-28.09.1197), mentre che lo stesso leone divenne coronato per concessione di Konrad I von Wittelsbach (*1125 +Riedfeld 27.10.1200) Arcivescovo di Magonza (??.05.1161-??.??.1163 & ??.12.1165-01.08.1177 & ??.11.1183-27.10.1200; fonte: http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bwittersb.html) nella Chiesa dell'Aghia Sophia a Tarso il 06.01.1199, quando incoronò Leone II Rupenide (*1150 +03.05.1219), già VIII Principe delle Montagne (??.??.1185-06.01.1199), Re della Cilicia Armena (06.01.1199-02.05.1219), come vassallo del Sacro Romano Impero, su mandato di Ottone IV di Brunswick (*Argentan ??.??.1175 +Harzburg 19.05.1218) Imperatore del Sacro Romano Impero (09.06.1198-??.07.1215) e con l'autorizzazione di Innocenzo III (*Anagni 22.02.1161 +Perugia 16.07.1216) CLXXVII Papa (08.01.1198-16.07.1216).
https://books.google.it/books?id=N2L6eCj9jgIC&pg=PA22

"S.A.R. de Savoye porte escartelé. Au 1. contrescartelé. 1. de Hierusalem... 2. de Lusignan... 3. d'or au lion de gueules, armé ed couronné d'or, lampassé d'azur qui est d'Armenié. 4.... Le tout ensemble pour le Royaume de Chypre..."
https://books.google.it/books?id=vxH4Wt ... g=RA1-PA62

Carlotta si recò in Roma, ed a' 25 febbraio 1485, nella chiesa di S. Pietro fece cessione de' suoi diritti, sopra i regni di Cipro, Gerusalemme, e Armenia, a Carlo I duca di Savoia e suoi successori. Da quel tempo in poi i duchi di Savoia, s'intitolarono re di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia, e posero nel 1° quarto delle loro armi gli stemmi di quei 3 regni. Lo scudo sovrano della casa di Savoia è inquartato, e ciascun quarto è partito come segue. Il 1° quarto è contrinquartato: 1 dello stemma di Gerusalemme, d'argento, con croce potenziata d'oro, accompagnata da 4 crocette simili; 2 di Lusignano, fasciato d'argento e di azzurro di 8 pezze, con un leone rosso armato, lampassato, e coronato d'oro, attraversante sopra il tutto; 3 d'Armenia, d'oro con leone rosso armato e coronato d'argento, lampassato d'azzurro; di Luxemburgo, d'argento con leone rosso, colla coda annodata, forcata e passata in croce di S. Andrea; il tuto pel regno di Cipro. ...
https://books.google.it/books?id=PoVHAQ ... pg=RA1-PA5

Qui di seguito (http://seiran1972.blogspot.it/2014/08/l ... gno-di.htm) una interessante carrellata di monete ed inocografie dello Stemma della Cilicia Armena... E qui ci troviamo un altro "problema".
In realtà, almeno all'inizio, il Leone della Cilicia Armena non è rampante, bensì sembrerebbe un leopardo e portante una croce astile... croce astile poi trasformata in spada e poi in crocetta...

Ma le "problematiche" riguardano anche gli altri 2 stemmi: dei Lusignano e di Cipro... che saranno oggetto di mie altre 2 riflessioni.

Come dice il Sig. Marcello Semeraro è vero che il complesso del 1° quarto rappresenta Cipro... ma è vero anche che la pretensione dei Savoia non si limitava al solo Regno di Cipro, ma anche al Regno di Gerusalemme ed a quello di Cilicia Armena, spesso travisato in semplice Armenia.
I quattro stemmi, quindi, non andrebbero letti "aggregati", ma ognuno per se, ognuno per quel che rappresenta, con posto d'onore, ovviamente, a Gerusalemme e poi alla Casata dei Lusignano da cui deriverebbero le pretensioni dei 2 Regni di Cipro e di Cilicia Armena.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 10 novembre 2015, 14:54

Anche un cannone che a prima vista sembrava banale, ecco che si scopre invece di interesse.
Ringrazio tutti per i continui ed interessantissimi contributi.
Riguardo lo stemma "di Sicilia", propenderei anche io per l'ipotesi della pretensione del Re Vittorio Amedeo II per tale isola e quindi un modo "araldico" per far comprendere come serbasse in qualche modo qualche speranza verso quel regno, anche se ormai, in quella data, fosse impensabile poter tornare indietro.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 12 novembre 2015, 23:39

Nuovo pezzo quadruplo

Note d'archivio.
Sono quattro cannoni del XVIII secolo del Regno di Napoli.
I secondi due meglio definiti.
Negli stemmi ci sono piccole differenze.
I primi due hanno il Costantiniano, i secondi due il san Gennaro.

1) La Fama, 1737
fusione di Giovanni Francesco Castronovo
Cartiglio: "servatur imperium"
Svolazzo sotto le armi: CAROL.DE.GRAT.VTR.SIC.REX.HISP.INE. (io leggo "INF." ma il testo d'archivio mi riporta "INE").
Fusione: FRAN.CASTRONOVO. ME . FECIT. R. F. PANORMI. ANNO 1737
Maniglioni a delfino
Immagine
Immagine

2 ) El Tirador, 1741
fusione di Giovanni Francesco Castronovo
Cartiglio: "servatur imperium"
Svolazzo sotto le armi: CAROL.DE.GRAT.VTR.SIC.REX.HISP.INF.
Fusione: FRANS.US CASTRONOVO R.F (non si legge bene. Sul precedente cannone era scritto: PANORMI) 1741
Su un testo che tratta del cannone in questione ho trovato scritto: "E' una delle prime raffigurazioni del "recente" (1738), per l'epoca, ordine di san Gennaro". Sarò orbo, ma non vedo il san Gennaro, e voi?
Maniglioni a forma di delfino
Immagine
Immagine

3) La Pantera, 1745
fusione di Gerolamo Castronovo
Cartiglio: "servatur imperium"
Fusione: D.HIE US CASTRONOVO R.(non si legge bene: ma presumo sia identico al prossimo cannone: S.F.R.) F.T. NEAPOLI 1745
Qui, al posto del Costantiniano, è invece sì presente il san Gennaro.
Maniglioni a forma di drago
Immagine
Immagine

4) IL DEDALO, 1756
fusione di Gerolamo Castronovo
Cartiglio: "servatur imperium"
Fusione: D.HIE US CASTRONOVO R.S.F.R.F.T. NEAPOLI 1756
Maniglioni a drago
Immagine
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Romegas » giovedì 12 novembre 2015, 23:48

Bisogna dire che sono presenti anche l'Ordine del Toson d'Oro e quello dello Spirito Santo.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » venerdì 13 novembre 2015, 10:10

Si tratta dello stemma di Carlo di Borbone, re di Napoli e di Sicilia dal 1734 al 1759, divenuto poi Carlo III di Spagna. Confermo quanto detto da Cravarezza e da Piero: il primo ha il Santo Spirito, il Toson d'Oro e il Costantiniano; il secondo idem e, sebbene sia successivo alla creazione (1738) dell'Insigne e reale ordine di San Gennaro, non ne reca l'insegna; il terzo e il quarto, successivi al 1738, hanno il Santo Spirito, il Toson d'Oro e, giustamente, il San Gennaro.

Il complesso stemma di Carlo di Borbone nasce dall'aggregazione di cinque insegne autonomamente preesistenti che si sono venute aggregando insieme in conseguenza una serie di eventi storici e sulla base di precise motivazioni giuridiche, vale a dire: l'arma del ducato di Parma e Piacenza (fianco destro), trasmessa a Carlo quale erede del prozio Antonio, ultimo duca della dinastia farnesiana; l'arma di Spagna, ereditata dal padre Filippo V (la maggior parte della sezione centrale); l'arma propria del Regno di Napoli, situata nella punta dello scudo (l'Angiò-Napoli associato alla pretensione gerosolimitana); l'arma del Granducato di Toscana (fianco sinistro), entrata nel suo scudo in quanto dichiarato erede di Gian Gastone, ultimo dei Medici; l'arma gentilizia dei Borbone-Napoli (Borbone-Angiò), posta in uno scudetto sul tutto.
Nonostante i mutamenti provocati dal Trattato di Vienna (1738), che pose fine alla guerra di successione polacca, le insegne ducali di Parma e Piacenza e quelle di Toscana rimasero come pretensioni nello stemma di Carlo e in quello dei suoi successori.

Nell'arma in esame è presente il nucleo originario di quello che poi sarebbe diventato, dopo il 1816, il celebre stemma del Regno delle Due Sicilie.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda de la cerda » venerdì 13 novembre 2015, 20:31

Buona sera.

Con molto ritardo mi rallegro vivamente con Tomaso Cravarezza per la splendida iniziativa relativa al Museo di Artiglieria. Sono sicuro che ne verrà fuori un'opera molto interessante.

Desidero aggiungere qualche piccola informazione a proposito delle Grandi Arme di Vittorio Amedeo II e di Carlo Emanuele III raffigurate sulla bandiera colonnella del reggimento Guardie.

In occasione dell'imbarco per Palermo nel 1713, al reggimento vengono consegnate una nuova colonnella e tre ordinanze. Non sono disponibili informazioni sulla foggia della colonnella, ma è probabile che recasse le Grandi Arme di Sicilia.

Sembra quasi certo che la colonnella delle Guardie non sia cambiata quando Vittorio Amedeo II nel 1720 diventa re di Sardegna. Solo nel 1734, quindi già sotto il regno di Carlo Emanuele III, il reggimento riceve una nuova colonnella, azzurra e con le Grandi Arme di Sardegna.

Detto questo, si deve però osservare che in ben tre degli album "ufficiali" di bandiere sabaude conservate all'Archivio di Stato di Torino e alla Biblioteca Reale e cioè:

Livre Desquis des Drapaux (sic) de tous les Regiments d'Infanterie au service de S.M. Charles Emanuel II (sic) Roy de Sardaigne
Par le Tapissier Nicolas Lauro
(circa 1734-1736)


Livre des Drapeaux d'Infanterie au service de S.M. Charles Emanuel, Roi de Sardaigne
1744

(album disegnato da Giuseppe Ozeletti)

Livre de de l'uniforme de Troupes regleès de S.M. avec les Drapeaux, Etendards ou Guidons de chaque Corps
1747
(di autore ignoto)

compare ancora l'aquila su fondo argento (Sicilia) anzichè su fondo oro (Savoia Antica).

Immagine

Cordiali saluti,

[euro.gif]

PS Forse un po' impudentemente, colgo l'occasione per segnalare che da qualche mese sto lavorando a uno studio (anche questo) di tema araldico - militare e cioè gli stemmi e i nomi dei numerosissimi ufficiali svizzeri che militarono nei vari reparti al servizio sabaudo. Per il momento il lavoro è in corso e i risultati vengono man mano riportati nel sito dedicato alle Bandiere e Uniformi sabaude alla pagina http://www.bandieresabaude.it/Bandieres2.html
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Romegas » domenica 22 novembre 2015, 22:42

Ma i cannoni sono terminati?
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Luigi Guttri » lunedì 23 novembre 2015, 1:46

Eppure su quei cannoni borbonici, nello specifico, ci sarebbe tanto da notare sugli stemmi:

Sulla FAMA:
1) Farnese / Asburgo / Borgogna (Farnese prende 1/2 invece di 1/3 e di conseguenza gli altri 2 sono molto più piccoli di 1/3, ed il Borgogna superiore sfora dalla sua sede)
2) Leon (i leoni non sono coronati e quello inferiore è rivoltato)
3) Aragona / Sicilia (dovrebbero essere ambedue 1/2 ed avere ambedue 4 pali di rosso e visibili "5" d'oro - ma è il fondo!...)
4) Portogallo (i 5 quinas sono posti a X ossia a Croce di Sant'Andrea invece che a + ossia a Croce Greca, e con 1 solo bisanto l'uno)
5) Fiandra (il leone è rivoltato e coronato... e non dovrebbe)
6) Brabante (il leone è coronato... e non dovrebbe)
6) Angiò Napoli (manca il lambello a 5 gocce)
7) Gerusalemme (la croce è patente invece che potenziata)

Sul TIRADOR:
1) Farnese / Asburgo / Borgogna (Farnese prende 2/3 invece di 1/3 e di conseguenza gli altri 2 sono molto più piccoli di 1/3)
2) Leon (i leoni non sono coronati e quello inferiore è rivoltato)
3) Aragona / Sicilia (dovrebbero essere ambedue 1/2 ed avere ambedue 4 pali di rosso e visibili "5" d'oro - ma è il fondo!...)
4) Portogallo (i 5 quinas sono posti a X ossia a Croce di Sant'Andrea invece che a + ossia a Croce Greca, e con 1 solo bisanto l'uno)
5) Fiandra (il leone è rivoltato e coronato... e non dovrebbe)
6) Tirolo (l'aquila è rivoltata... e non dovrebbe)
7) Angiò Napoli (manca il lambello a 5 gocce)
8) Gerusalemme (la croce è patente invece che potenziata)

Sulla PANTERA:
1) Farnese / Asburgo / Borgogna (Farnese prende 1/2 invece di 1/3 e di conseguenza gli altri 2 sono molto più piccoli di 1/3; poi nell'interzato in palo inferiore manca Asburgo colmato con il proseguo del Farnese superiore)
2) Aragona / Sicilia (dovrebbero essere ambedue 1/2 ed avere ambedue 4 pali di rosso e visibili "5" d'oro - ma è il fondo!...)
3) Portogallo (i 5 quinas sono posti a X ossia a Croce di Sant'Andrea invece che a + ossia a Croce Greca, ma sono rappresentati come dei crescenti)
4) Fiandre (il leone è coronato... e non dovrebbe)
5) Brabante (il leone è coronato... e non dovrebbe)

Sul DEDALO:
1) Farnese / Asburgo / Borgogna (Farnese prende 1/2 invece di 1/3 e di conseguenza gli altri 2 sono molto più piccoli di 1/3; poi nell'interzato in palo inferiore manca Asburgo colmato con il proseguo del Farnese superiore)
2) Aragona / Sicilia (dovrebbero essere ambedue 1/2 ed avere ambedue 4 pali di rosso e visibili "5" d'oro - ma è il fondo!...)
3) Portogallo (i 5 quinas sono posti a X ossia a Croce di Sant'Andrea invece che a + ossia a Croce Greca, ma sono rappresentati come dei dadi, ci sono anche i punti dei dadi: 1, 3 (o è un 2?), 4, 5 e 6)
4) Fiandre (il leone è coronato... e non dovrebbe)
5) Brabante (il leone è coronato... e non dovrebbe)
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » lunedì 23 novembre 2015, 2:03

Se non ci sono altri interventi, si può procedere con la blasonatura.

Qualcuno vuole cimentarsi? Dai, non è così difficile.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 23 novembre 2015, 10:42

L'unico problema è appunto cercare di indicare per ognuno le differenze presenti nei pezzi rispetto agli originali a cui siamo abituati.
Abbiamo un riferimento "ufficiale" dell'epoca da cui prendere spunto?
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » martedì 24 novembre 2015, 10:04

C'è da dire che l'arma di Carlo di Borbone non ebbe una configurazione stabile, ma fu sottoposta ad un certo numero varianti e semplificazioni, spesso dettate dalla disponibilità di spazi troppo ridotti per poter contenere tutti i quarti dello stemma più complesso. Alcune di queste varianti sono documentate anche dal Borgia nel suo Lo stemma del Regno delle Due Sicilie, Firenze 2001.

Anche se non dispongo di fonti dirette con lo stemma ufficiale, mi sento di poter dire che i quattro stemmi che stiamo analizzando rientrano fra le rappresentazioni complesse più frequenti dello stemma di Carlo re di Napoli.

Il grande araldista spagnolo Faustino Menéndez Pidal de Navascués, nel suo El escudo de España, a pag. 245 così descrive lo stemma del re di Napoli: "a la diestra, las correspondientes al Ducado de Parma, en las que se suprime el ombrellino papal por haber cesado en este cargo (queda un terciado de Farnesio, Austria y Borgoña cortado de otro terciado Austria, Borgoña y Farnesio; sobre el todo Portugal), a la siniestra las armas de los Médici, y por bajo de las armas de Felipe V añade un partido Anjou-Nápoles y Jerusalén". Tale descrizione corrisponde esattamente agli stemmi in esame.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » martedì 24 novembre 2015, 12:20

Già. Se c'é uno stemma diventato proverbiale nella aleatorietà delle sue varianti e delle sue versioni é proprio quello delle Due Sicilie (Napoli & Sicilia ante 1815) da Carlo di Borbone in avanti.
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