Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 28 ottobre 2015, 19:04

Grazie mille, blasoni impeccabili, come sempre.

Tilius ha scritto:Interessante notare che la Fama, che diffonde con la " tromba" la fama dell'" eroe", non brandisce il consueto " alloro" per incoronare l'" eroe" di turno, bensì porta stretto a se il " libro della Storia" in cui iscrivere gli stessi " eroi".

Qual è l'esatta differenza tra le due raffigurazioni della Fama (con corona e libro)? Hanno significati differenti? E' più usata una o l'altra?
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » giovedì 29 ottobre 2015, 10:15

marcello semeraro ha scritto:E' possibile avere un'immagine più grande dello stemma Giustiniani? E' indispensabile ai fini della blasonatura.

Lo stemma Giustiniani (e solo quello dei tre) é stato intenzionalmente abraso, soprattutto nella parte dell'aquila.
Probabilmente un atto compiuto da qualcuno che ha scambiato l'aquila bicipte dei Giustiniani per un emblema imperiale e/o austriaco.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » giovedì 29 ottobre 2015, 10:25

T.G.Cravarezza ha scritto:Grazie mille, blasoni impeccabili, come sempre.

Tilius NON ha scritto:Interessante notare che la Fama, che diffonde con la " tromba" la fama dell'" eroe", non brandisce il consueto " alloro" per incoronare l'" eroe" di turno, bensì porta stretto a se il " libro della Storia" in cui iscrivere gli stessi " eroi".

Qual è l'esatta differenza tra le due raffigurazioni della Fama (con corona e libro)? Hanno significati differenti? E' più usata una o l'altra?

Caro Tomaso, la citazione che fai qui sopra a mio nome... non mi appartiene. ;)

L'iconografia classica della fama prevede la fronda/serto d'alloro, che anzi a rigore dovrebbe essere d'ulivo.

Nell'Iconologia di Cesare Ripa
FAMA
DONNA, vestita d'un velo sottile succinto a traverso, raccolto a mezza gamba, che mostri correre leggiermente, avrà due grandi Ali, sarà tutta pennata, e per tutto vi sarannotanti occhi quante penne, e trà questi vi saranno molte bocche, e orecchie, nella destra mano terrà una Tromba; così la descrisse Virgilio, e per più chiarezza scriveremo le sue parole medesime, tradotte in lingua nostra così:
La Fama è un mal di cui non più veloce
È nessun'altro, e di volubilezza
Sol vive, e caminando acquista forze,
Picciola al timor primo, e poi s'inalza
Fino alle stelle, e entra nella terra,
E trà i nuvoli ancora estende il capo.
Et poco poi soggiunge:
Et veloce di piedi, eleggier d'ale
Un monstro horrendo, e grande, al quale quante
sono nel corpo piume, son tant'occhi,
Disotto vigilanti, e tante lingue,
(Maraviglia da dire), e tante bocche
Suonan in lei, e tante orecchie inalza,

FAMA BUONA
DONNA, con una Tromba nella mano dritta, e nella sinistra con un ramo d'Uliva, avrà l'ali bianche. La Tromba significa il grido universale sparso per gli orecchi de gli uomini. Il ramo d'Uliva mostra la bontà della fama, e la sincerità dell'uomo famoso per opere illustri, pigliandosi sempre, e l'Ulivo, e il frutto suo in buona parte: però nella sacra Scrittura si dice dell'olio parlandosi di Cristo S. N. in figura, Oleum effusum nomen tuum; e dell'Uliva


In realtà le descrizioni del Ripa (spesso inutilmente macchinose e sovraccariche di dettagli) sono quasi sempre (e soprattutto nel caso della Fama) semplificate/unificate in una iconografia consolidata che prevede una donna alata con tromba e serto.

Più raro il tipo che prevede l'inclusione di un libro (teso appunto a sottolineare la persistenza nella memoria scritta di chi ha meritato la Fama, oppure anche la Fama guadagnata attraverso lo studio e le lettere).
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » giovedì 29 ottobre 2015, 10:28

Ricevo e volentieri pubblico.

avendo avuta conferma che il cannone è del 1594 (senza ombra di dubbio, essendoci sopra quella data, come affermato da Tomaso)... quali erano i rappresentanti delle 3 famiglie con quell'iniziali di nomi che erano attivi politicamente ed amministrativamente a Venezia? E che, quindi, potrebbero aver svolto la Magistratura dei "Provveditori alle Artiglierie" nel 1594?

I possibili "indiziati" sono:

A... Giustiniani = ALVISE GIUSTINIAN / GIUSTINIANI (*08.04.1522 +13.08.1601)
o Alvise Giustiniani (* 25.01.1543 +1598)
o Antonio (*1555 +1601)
o Alvise (*22.06.1567 +1628)
http://www.giustiniani.info/giustinian.pdf

L... Donà = LEONARDO DONATO / DONA' (*Venezia 12.02.1536 +Venezia 16.07.1612)
http://www.treccani.it/enciclopedia/leo ... rafico%29/
https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Don%C3%A0

L... Michiel = LUCA MICHIEL (*>1525 +>1580)
http://www.academia.edu/6680949/Le_nitr ... pp._95-113
http://fedora.ve.ismar.cnr.it/fedora/ge ... /getViewer
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » giovedì 29 ottobre 2015, 10:30

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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 29 ottobre 2015, 15:44

Grazie per tutte le informazioni che risolvono i dubbi.
Rimane solo da identificare il Giustiniani esatto.

Tilius ha scritto:Ricevo e volentieri pubblico.
I possibili "indiziati" sono:
A... Giustiniani = ALVISE GIUSTINIAN / GIUSTINIANI (*08.04.1522 +13.08.1601)
o Alvise Giustiniani (* 25.01.1543 +1598)
o Antonio (*1555 +1601)
o Alvise (*22.06.1567 +1628)
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » giovedì 29 ottobre 2015, 23:40

Ottimo [thumbup.gif]
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Romegas » giovedì 29 ottobre 2015, 23:47

Il progetto prosegue alla grande.
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Sol per difesa io pungo
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 30 ottobre 2015, 12:27

Pur non abbandonando la ricerca del "giusto Giustiniani", vi propongo un nuovo pezzo.

Note d'archivio.
Pezzo del Granducato di Toscana, denominato "Atrox", fuso dai figli di Andrea Moreni nel 1750.
"FRANCISCUS.ROM.IMP.REX.GERM.ET.HIER.DUX.LOT.ET.BAR.MAG.DUX.ETRURIAE.MDCCL"
Gettatore: "FILII.ANDREA.MORENI.FECERUNT.FLORENTINAE".

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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » venerdì 30 ottobre 2015, 14:28

Troppo facile.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » venerdì 30 ottobre 2015, 16:46

Ricevo e volentieri pubblico:

Sul fonditore c'è scritto:


Nel secolo XVII nacque in Castelvecchio (n.d.r.: di Pescia)Andrea di Giuliano Moreni, fonditore di campane, che poi iniziò in Firenze la fonderia di cannoni, mortai ed altre armi per le milizie granducali toscane, divenuta in seguito famosa. Di lui Antonio Paoli, di Stiappa, scrisse assai rozzamente una vita, che si conserva manoscritta nella Biblioteca Moreniana di Firenze, composta, così il Paoli si esprime, a gloria dei suoi figli e di Castelvecchio sua patria.

fonte: Guido Biagi, “In val di Nievole”, R. Bemporad & Figlio, 1901, pag. 223, https://books.google.it/books?hl=it&id=dxhDAQAAMAAJ&dq=


suo figlio si chiamava Giovan Domenico Moreni, sua la campana grande del Duomo di Prato.


interessante conoscere questo episodio che lo riguarda:


Il citato rapporto del 1735 da invece un totale di 946 pezzi, di cui 240 cannoni, 81 quarti di cannone, 52 colubrine e quarte colubrine, 193 sagri, 14 falconi, 102 falconetti, 56 smerigli, 142 petrieri e 66 mortai, ripartiti tra 18 fortezze e rocche (San Giovanni, Belvedere, Pisa, Livorno, Portoferraio, Grosseto, Radicofani, Siena, Sorano, Pitigliano, Cortona, Montepulciano, Pietrasanta, San Sepolcro, Terra del Sole, Arezzo, San Martino, Pistoja, Montecarlo). I costi di fusione dei cannoni variavano da 600 a 1 .500 scudi a seconda del calibro, quelli dei mortai erano inferiori (200-300 scudi). Nel 1738 l'artiglieria contava 34 teste impiegate alle Isole e Torri del Litorale. Nelle fortezze erano invece impiegati i bombardieri, classificati fra le milizie (“truppe di bande”).

Nel periodo lorenese l’amministrazione dell’artiglieria e delle fortezze fu attribuita ad una Direzione generale con a capo il colonnello inglese Edward Warren, che fra il 1739 e il 1749 rilevò le piante di 15 fortezze di prima classe, 11 di seconda e 28 torri e castelli delle Isole e del Litorale armati con spingarde e cannoni da ¾ a 20 libbre. (*)

Il 29 gennaio 1748 il gran consiglio di Reggenza approvò il piano di Warren per formare un Battaglione su 3 compagnie di 100 artiglieri dislocate a Firenze, Livorno e Portoferraio più, ad Arezzo, i di una quarta compagnia, con un bilancio di 10.000 fiorini (76.000 lire).

Quasi un terzo della somma era destinato al personale e due terzi al materiale e ai lavori, finanziati da uno speciale assegno imperiale. Per limitare la spesa, nel 1754 l'imperatore ridusse le compagnie a 2 con 175 artiglieri e vietò la fusione di nuove artiglierie dato che il materiale contava 733 cannoni, 52 colubrine, 55 petrieri e 125 cannoni nuovi cal. Norimberga. Ma secondo Warren ne occorrevano ancora 15 da 4 libbre e 24 da 1 e nel 1756 chiese di fondere 30 nuovi mortai moderni utilizzando colubrine e cannoni da 60 esistenti a San Giovanni Battista. Il consiglio dette parere negativo, sostenendo che l’unico intento di Warren era di favorire il primo fonditore Giovanni Domenico Moreni (discendente di Andrea, fonditore sotto i Medici) rimasto disoccupato e costretto a licenziare gli operai. Warren chiese di conferirgli almeno il grado di tenente, e quello di sottotenente a suo nipote Alessandro Tognozzi, abile operaio. Il Consiglio non concesse i gradi, ma accordò comunque un aumento di stipendio di 4 scudi al mese. Inoltre, incurante delle proteste e preghiere del colonnello, il Consiglio ordinò di cancellare l'arme della famiglia Warren posta ad ornamento di 30 cannoni da 24.

Fonte: Virgilio Ilari, Ciro Paoletti, “Bella Italia militar: eserciti e marine nell'Italia pre-napoleonica, 1748-1792, Ufficio storico, Stato maggiore dell'esercito, Roma 2000, pag. 357, https://books.google.it/books?id=aHNoAAAAMAAJ&q=

(* n.d.r.) Raccolta di piante delle principali città e fortezze del Gran Ducato di Toscana levate d’ordine di Sua Maestà Imperiale sotto la direzione del S.re Odoardo Warren, colonnello del Battaglione d’Artiglieria e direttor generale delle fortificazioni di Toscana nel MDCCXLIX. L’Atlante manoscritto è in ASF, Segreteria di Gabinetto, f. 695. È stato pubblicato in facsimile, in bianco e nero: Odoardo Warren, Raccolta di piante delle principali città e fortezze del Granducato di Toscana, Firenze, Spes, 1979.


Francesco Stefano di Lorena (Nancy, 8 dicembre1708 – Innsbruck, 18 agosto1765) fu Sacro Romano Imperatore col nome di Francesco I dal 1745 alla morte. Già duca di Lorena dal 1728 al 1737 col nome di Francesco III (*), rinunciò al titolo cedendo la Lorena alla Francia e acquistando in cambio la corona del granducato di Toscana.

(*) Quando divenne granduca di Toscana continuò ad utilizzare il nome di Francesco III secondo la numerazione lorenese, piuttosto che il più logico "Francesco II" in continuità con la numerazione dei granduchi medicei, tra i quali vi era stato un solo Francesco (Francesco I de' Medici). Il caso è simile a quello di Vittorio Emanuele II di Savoia, che preferì continuare ad utilizzare il numerale della successione sabauda piuttosto che assumere il titolo di "Vittorio Emanuele I d'Italia".



L’arma del Granducato di Toscana sotto il dominio degli Asburgo–Lorena comprende numerosi "quarti" di pretensione e di alleanza.



(in questa immagine manca sullo scudetto il Toscana-Medici!)

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... 38.svg.png



I quarti di pretensione, appartengono all’arma originaria della casa ducale di Lorena, che se ne fregiava in quanto tale dinastia rivendicava il possesso di questi stati, sono:

· - Napoli (Angiò);

· - Gerusalemme;

· - Aragona;

· - Gueldria (Gueldria + Jülich);



Napoli-Angiò + Gerusalemme + Aragona + Gueldria/Jülich

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... ou.svg.png

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... em.svg.png

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... ragona.png

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... ms.svg.png



Gran parte di queste pretese derivavano dal matrimonio di Isabella di Lorena con Renato I d’Angiò "il buono" Re di Napoli (*1409 +1480).

Sopra il tutto, a fianco dell’arma originaria di Lorena, è il quarto dei Medici, cui i Lorena successero nel dominio della Toscana:



Lorena + Toscana-Medici

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... ne.svg.png

http://www.prestigiarooms.it/app/0/2/im ... stemma.png



Lo scudo è partito di tre e spaccato di uno ed i quarti sono nominati da destra a sinistra e dall’alto in basso:

· nel 1° d’argento a quattro fasce di rosso (Regno di Ungheria – Árpád);

· nel 2° d’azzurro, seminato di gigli d’oro, al lambello di tre pendenti di rosso (Regno di Napoli – Angiò-Valois);

· nel 3° d’argento alla croce potenziata d’oro, accantonata da quattro crocette dello stesso (Regno di Gerusalemme);

· nel 4° d’oro a quattro pali di rosso (Regno d’Aragona);

· nel 5° d’azzurro seminato di gigli d'oro alla bordura di rosso (Regno di Napoli – Valois);

· nel 6° d’azzurro al leone rivolto e coronato d’oro (Ducato di Gueldria) – (lingua ed unghie???);

· nel 7° d’oro al leone di nero coronato del campo (Ducato di Jülich) – (lingua ed unghie???);

· nell’8° d’azzurro seminato di crocette d’oro, a due barbi addossati dello stesso (Ducato di Bar).



Ungheria-Árpád + Bar + Napoli-Angiò-Valois

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... ry.svg.png

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... ms.svg.png

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... _Anjou.png



Sopra il tutto partito:

· nel 1° di oro alla banda di rosso, caricata di tre alterioni d’argento posti nel senso della stessa (Ducato di Lorena);

· nel 2° d’oro a cinque palle di rosso poste in cinta, sormontate da una più grande di azzurro caricata di tre gigli d’oro (Granducato di Toscana – Medici). La palla azzurra con i gigli d’oro fu concessa a Pietro de’ Medici da Luigi XI Re di Francia nel 1465 e da allora fu sempre portata in aggiunta all’arma originaria di famiglia.

Allo scudo sono accollate le insegne dell’ordine del Toson d’Oro e dell’Ordine di S. Stefano di Toscana, l’antico e benemerito Ordine Militare istituito nel 1561 da Cosimo I con lo stesso scopo di assicurare la sicurezza della navigazione nel Tirreno e di combattere contro Turchi e pirati barbareschi.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » venerdì 30 ottobre 2015, 20:54

Alla esaustiva spiegazione fornitaci da nostro anonimo, aggiungo il blasone completo, con qualche precisazione in più. Vale sempre la regola che blasono ciò che vedo.

Immagine

"Partito di tre e troncato di uno: a) fasciato di otto pezzi di [rosso] e di [argento] (Ungheria antica); b)
di [azzurro], seminato di gigli di [oro], al lambello di tre pendendi di [rosso] (Angiò-Napoli); c) di [argento], alla croce potenziata di [oro], accantonata da quattro crocette [dello stesso] (Gerusalemme); d) di [oro], a quattro pali di [rosso] [Aragona]; e) seminato di gigli di [oro], alla bordura di [rosso] (Valois-Angiò); f) di [azzurro], al leone rivolto e coronato di [oro], armato e lampassato di [rosso] (Gheldria); g) di [oro], al leone di [nero], armato e lampassato di [rosso] (Jülich); h) di [azzurro], seminato di crocette ricrocettate e fitte di [oro], a due barbi addossati in palo [dello stesso] (Bar). Sul tutto partito: nel 1° di [oro], alla banda di [rosso], caricata di tre alerioni di [argento], posti nel verso della pezza; nel 2° di [oro], a sei palle poste in cinta, quella in capo di [azzurro], caricata di tre gigli di [oro], 2,1, le altre di [rosso] (Medici-Granducato di Toscana)".

Ornamenti esterni: una corona reale; un aquila bicipite, afferrante con la zampa destra una spada, con la sinistra uno scettro, sormontata dalla corona del Sacro Romano Impero; un trofeo d'armi (vessilli, trombe, cannoni, tamburi); i collari dell' Ordine di Santo Stefano papa e martire e del Toson d'Oro; il motto "Et adhuc spes durat avorum" (trad. la speranza dei nostri avi dura ancora).
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » domenica 1 novembre 2015, 10:49

Ricevo e volentieri pubblico:
nell'ultima foto ci sono 2 simboli di Lorena:

1) la croce a doppia traversa (o di Lorena antica), ossia una croce scorciata che presenta due traverse orizzontali di uguale lunghezza.
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... _kruis.jpg
Immagine
La croce a doppia traversa, chiamata croce d'Angiò poi di Lorena, figura nello stemma dei duchi d'Angiò divenuti duchi di Lorena dal 1431 (Renato I *1409 +1480).
Appare, però, anche sui vessilli angioini-lorena a partire dal duca Antonio di Lorena (*1489 +1544), su un suo stendardo verde con una doppia croce d'oro: il verde "fiammingo" per onorare la stirpe della madre (Filippa di Gheldria), colore associato ai Fiamminghi fin dalla 3° Crociata, quando Filippo I Conte di Fiandra (*1143 +1191) ebbe come identificativo una Croce Verde, nell'Assise di Gisors (13.01.1188), dall'Arcivescovo Latino di Tiro Ioscio (*<1172 +1206) e dalle indicazioni del defunto, pochi giorni prima, Papa Gregorio VIII (*1100 +1187).
Deve la sua forma alla croce cristiana; sulla piccola traversa superiore è rappresentato il "titulus crucis", cioè l'iscrizione che Ponzio Pilato avrebbe fatto porre sulla croce di Gesù: "Gesù Nazareno, re dei Giudei", abbreviata in "INRI" (dal latino Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum). Essa rappresenta un reliquiario contenente un frammento della vera croce, venerata dai Duchi d'Angiò, a partire da Luigi I (*1339 +1384) che lo fece ricamare sul suo vessillo. Questo reliquiario, conservato a Baugé, aveva una doppia traversa.
Dalla versione originale a traverse uguali si passò a quella con la traversa superiore più piccola della seconda e con l'allungamento dell'asta verticale.

2) l' alerione, ossia una piccola aquila posta di fronte, con la testa di profilo, il volo spiegato,privo di rostro ed artigli.
https://it.wikipedia.org/wiki/Alerione# ... no_024.png
Immagine
Si ritiene che la Lorena abbia adottato questo uccello perché il termine francese "Alérion" è l'anagramma di "Loreina", vecchia ortografia per designare la Lorena.
Fu, in origine, un "privilegio" (piccola aquila non "armata", ossia vassalla dell'aquila "armata" imperiale) concesso dall'Imperatore Federico I Barbarossa di Hohenstaufen (*1122 +1190) ai Duchi di Lorena di Casa Alsaziana, nettamente visibile, sia come vessillo che come stemma, nel sigillo del Duca di Lorena Federico I (*1143 +1206):

Frederick I, Duke of Lorraine.png
Immagine
Esiste anche una leggenda, riportata dall'umanista Symphorien Champier ( *1471 +1538), medico lionese ed intimo amico del Duca di Lorena Antonio (*1489 +1544): essi rappresenterebbero 3 aquilotti che furono trafitti da una sola freccia scagliata da Goffredo di Buglione, Re di Gerusalemme, (*1060 +1100) durante la presa di Gerusalemme (il 15.07.1099). La leggenda riprende l'oro di Gerusalemme e il simbolismo della banda rossa (la freccia insanguinata) che coglie i tre alerioni. Simbolismo che vuole avvicinare la Casa di Lorena-Vaudemont ad un'improbbabile vicinanzxa storico-genealogica e quindi araldica.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 2 novembre 2015, 11:34

marcello semeraro ha scritto:Alla esaustiva spiegazione fornitaci da nostro anonimo, aggiungo il blasone completo, con qualche precisazione in più. Vale sempre la regola che blasono ciò che vedo.

Immagine

"Partito di tre e troncato di uno: a) fasciato di otto pezzi di [rosso] e di [argento] (Ungheria antica); b)
di [azzurro], seminato di gigli di [oro], al lambello di tre pendendi di [rosso] (Angiò-Napoli); c) di [argento], alla croce potenziata di [oro], accantonata da quattro crocette [dello stesso] (Gerusalemme); d) di [oro], a quattro pali di [rosso] [Aragona]; e) seminato di gigli di [oro], alla bordura di [rosso] (Valois-Angiò); f) di [azzurro], al leone rivolto e coronato di [oro], armato e lampassato di [rosso] (Gheldria); g) di [oro], al leone di [nero], armato e lampassato di [rosso] (Jülich); h) di [azzurro], seminato di crocette ricrocettate e fitte di [oro], a due barbi addossati in palo [dello stesso] (Bar). Sul tutto partito: nel 1° di [oro], alla banda di [rosso], caricata di tre alerioni di [argento], posti nel verso della pezza; nel 2° di [oro], a sei palle poste in cinta, quella in capo di [azzurro], caricata di tre gigli di [oro], 2,1, le altre di [rosso] (Medici-Granducato di Toscana)".

Ornamenti esterni: una corona reale; un aquila bicipite, afferrante con la zampa destra una spada, con la sinistra uno scettro, sormontata dalla corona del Sacro Romano Impero; un trofeo d'armi (vessilli, trombe, cannoni, tamburi); i collari dell' Ordine di Santo Stefano papa e martire e del Toson d'Oro; il motto "Et adhuc spes durat avorum" (trad. la speranza dei nostri avi dura ancora).


Grande e perfetto blasone. Grazie.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 2 novembre 2015, 11:35

Tilius ha scritto:Ricevo e volentieri pubblico:
nell'ultima foto ci sono 2 simboli di Lorena:


Grazie al nostro misterioso lettore per le utilissime informazioni che completano e concludono il quadro di questo pezzo.
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