Aldobrandeschi

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Aldobrandeschi

Messaggioda Cawdor » sabato 22 febbraio 2014, 11:50

quanti e quali stemmi fanno riferimento al casato Aldobrandeschi, e quando sono stati addotati?
leone rampante rivolto o foto specchiata?
qual è l'ordine cronologico nella variazione dello stemma?
partito aquila e leone è lo stemma antico o moderno o son due famiglie che si sono unite, quali?

p.s.
http://books.google.it/books?id=ya9AAAA ... &q&f=false
http://www.consultacultura.org/santa_fi ... deschi.pdf
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 24 febbraio 2014, 13:03

Interessante la questione!
Dello stemma Aldobrandeschi in precedenti discussioni si è parlato, ma mi sembra mai sotto questo profilo.
Converrà per sicurezza che tu stesso dia uno sguardo attraverso lo strumento 'cerca'.

Qui mi permetto di offrire una descrizione più corretta dello stemma diremmo più complesso:
D'oro, al leone di rosso, avente a ridosso una mezz'aquila dello stesso (col capo dell'Impero).
Blasone simile a questo è formulato dal Crollalanza, nel suo Dizionario Storico-blasonico, nel quale non sono riportate armi alternative.

Aggiungo, nella speranza possa essere di utile indirizzo per una prima ricerca, che Michel Popoff, nella sua ottima raccolta di blasoni posti sotto il titolo di Toscane (hors Florence) - Rèpertoires d'héraldique italienne (Paris, le Léopard d'or, 2009, p. 117), riporta quanto affermato in un manoscritto italiano del 1399, custodito presso la Bibliothèque nationale de France: d'argent au lion de gueules.
Ora, se non diamo troppa importanza alla discordanza di smalti (che è la prima a saltar fuori nel passaggio da una testimonianza araldica all'altra), in questa antica attestazione appare la versione più semplice con il solo leone. Ma siamo comunque molto dopo l'attestazione dello stemma, inframmezzante due scudi innalzanti l'arma Savelli, con il leone-mezz'aquila presente sotto il gisant di Onorio IV (datato al 1288), presente in Santa Maria in Aracoeli, cui si è fatto riferimento in qualche passata discussione.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Cawdor » lunedì 24 febbraio 2014, 17:48

in iagiforum
Storia dei Rossi e degli Aldobrandeschi
viewtopic.php?f=7&t=15553&p=180626&hilit=Aldobrandeschi#p180626
Raniero detto Neri Vassallo degli Aldobrandeschi di Siena.
viewtopic.php?f=1&t=11018&hilit=Aldobrandeschi
poi citazioni vari con Aldobrandeschi
ma nessun stemma

http://koinoo.wordpress.com/2013/06/15/ ... artinelli/

http://www.rm.unina.it/index.php?mod=none_Ricerca
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Guiniano866 » venerdì 27 marzo 2015, 14:19

Buongiorno a tutti voi di questo magnificente forum, quest'argomento mi interessa molto e vorrei mettere sul braciere anche le piccole cose che via via sono riuscito a trovare, visto che i dubbi sull'arme iniziale di questa famiglia comitale ha in fin dei conti plurime possibilità di ascrizione di attributi. L'immagine precedentemente illustrata a schizzo in bianco e nero, presa a riferimento dal sito "Koinoo" del mio conoscente Andrea Martinelli [sempre un plauso alla sua opera divulgativa scusate] è in realtà parziale in quanto è un disegno che appare in una pubblicazione fatta dall'Archeoclub di Roccastrada [che non appena ritrovo potrò connotare con maggiore precisione] per il Comune stesso, in cui appare nella prima pagina l'arme aldobrandesco con leone e aquila accostati, ma senza il capo imperiale, mentre a fine articolo vengono riproposti disassemblati i due animali araldici, da quì la pubblicazione singola dello stemma del leone fatta nel sito di cui sopra. Ma in realtà da più parti si crede, anche fin dall'ottocento come dirò tra poco, scusate la lunga serie di parole, si dice, a torto o ragione ancora non viene diradato il fumus, che l'aquila sia stata addossata in seguito, la maggior parte di costoro dicono che sia dovuto al palatinato 'conquistato' per fedeltà a fine XII° secolo, altri, sparuti, per celebrare l'avvenuta prima grande divisione avvenuta ad inizio 1200, tra le contee di Sovana/Pitigliano e S.Fiora/Roccastrada. Sta di fatto che lo stemma della città di Sovana, come dai marmi della Cappella dei Principi a Firenze, è proprio un leone rampante, d'argento al campo doro, ma un leone rampante, come si vede pure alternato allo stemma Orsini in un pozzo di Sovana o Pitigliano, adesso non ricordo bene. Anche l'arme PRESUNTO di di Papa Gregorio VII Aldobrandeschi, [al secolo Ildebrando di Bonizone da Soana, che per tale discendenza alcuni ritengono pure presunta l'ascendenza diretta alla comitale :) ] è un leone rampante d'argento su campo azzurro portante una croce d'oro.

Immagine
http://www.scalarchives.com/scalapic/280598/c/0046884c.jpg

Immagine
http://static.tuttogratis.it/attualita/fotogallery/628X0/82159/gregorio-vii.jpg

L'arme che viene indicato inizialmente nella pagina inserito nel monumento sepolcrale di Giovanna Aldobrandeschi nei Savelli, di cui esistono rarissime foto, la maggior parte di piccolo formato e in bianco e nero se non d'epoca, è quello che ha poi trovato maggior seguito successivamente, forsanche perché uno dei pochi esempi di maggiore ufficialità ed importanza. Infatti nel palazzo Aldobrandeschi orma palazzo [ex?] Provincia di Grosseto, sempre Andrea Martinelli fotografa gli affreschi a soffitto di una stanza dei piani superiori, credo, e lì si intravede a malapena lo stesso stemma del monumento di Giovanna Aldobrandeschi:


https://koinoo.files.wordpress.com/2013/03/palazzo-aldobrand-k.jpg

Però questo monumento grossetano è stato architettato e creato su iniziativa popolare nel 1898 e finito nel 1902/03 su disegno di Porciatti e Salvadori, andando ad intervenire sull'antico, e molto rovinato, palazzo pretorio sede del podestà, di appartamenti e pure di negozi a piano terra, usando però a pieno quella tendenza ottocentesca del neogotico, come si apprende pure dai giornali locali:

« dal lato decorativo verrà restituito a Grosseto il migliore dei suoi monumenti civili, ripristinando con l'elegantissimo stile gotico senese della facciata e dei fianchi uno di quegli edifici che l'ignoranza degli uomini e la barbarie dei tempi deturparono. »


Per cui essendo un rifacimento in stile, certo va a prendere qualcosa di sicuro da rappresentare e cosa non era migliore del monumento di Giovanna..
Ma cercando ancora si trova tra gli articoli che parlano degli "GLI STEMMI DEL COMUNE DI SCANSANO NEGLI ATTI PUBBLICI", si trovano scritte le seguenti parole:

"Nel 1886, essendo in uso un arme adottata verso il 1860 e non ritenuta il vero stemma di Scansano, l’Amministrazione Comunale sentì la necessità di dotarsi di un timbro che richiamasse , appunto, l’antica arme comunale e così interessò l’Archivio di Stato di Siena per ottenere la documentazione.
Il direttore di quell’ente, il 24 settembre 1886, fece pervenire al Comune il disegno di un sigillo posto su qualche documento raffigurante un’arme con S. Giovanni Battista in campo oro portante, oltre alla croce, uno scudo con impresso un giglio. Il Direttore dell’Archivio fece anche notare che l’Aurieri, studioso di araldica, aveva anche individuato due “angelletti” al posto del giglio. (Fig. n. 1)

Stante tale incertezza l’Amministrazione Comunale rinviò, al momento, ogni decisione che riprese comunque nel 1896 e sempre dall’Archivio di Stato di Siena pervenne una dichiarazione in bollo datata 14 luglio 1896 contenente il disegno di un nuovo stemma risultante impresso in una lettera scritta dal Sindaco e Priori di Scansano alla Repubblica di Siena il 14 giugno 1524.
Il sigillo in questione recava la legenda “S. Comuno di Scansano” e rappresentava S. Giovanni Battista con croce e scudo sul quale risultava impressa l’Arme dei Conti Aldobrandeschi; il tutto in campo d’argento mentre veniva precisato che i colori erano conformi ai vecchi schemi di Scansano rappresentanti S. Giovanni Battista. (Fig. n. 2).

L’argomento fu portato più volte in discussione al Consiglio Comunale al fine di adottare tale stemma come quello originario del Comune. Il Consiglio, pur riconoscendo che quello allora in uso (1887) non era il vero e originario stemma del Comune, con varie argomentazioni ne rimanda l’adozione."


Per l'appunto lo stemma secondo, che non appena lo avrò caricato in qualche servizio di condivisione metterò pure quì, in cui viene riportato lo stemma aldobrandesco è certo ancora una volta quello similare allo stemma inserito nel monumento sepolcrale di Giovanna Aldobrandeschi in Savelli, ossia al leone rampane e l'aquila addossata di rosso in campo d'oro [giallo nelle tempere variamente usate, ma credo si voglia rappresentare lo smalto, ma non sono esperto in questo :/ ] e ancora una volta, SENZA IL CAPO ALL'AQUILA IMPERIALE. Per questo alcuni pensano, probabilmente, che l'assunzione al palatinato sia stata celebrata araldicamente in questo modo, anche perché le due contee successive al 1207, non ho elementi per dire che si possano ascrivere l'una al leone, ossia Sovana e Pitigliano, e all'Aquila, S.Fiora e Roccastrada Campagnatico. DI fatto sta che una parte era più filo-guelfa e l'altra filo-ghibellina, con alterne vicende pure in questo. Il fatto poi che gli Orsini in varie opere scultoree ascrivibili al periodo di loro competenza inquartino il loro stemma familiare con il leone rampante, come nella fortezza ursinea di Sorano:


http://3.bp.blogspot.com/-ZNfgy4O-TTA/U_2BcqEXgtI/AAAAAAAA2eg/x6YacCcDHII/s1600/DSC_0707%2B(Copia).JPG

Oppure ammezzato come nel pozzo di Palazzo Orsini a Pitigliano:


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a1/Fortezza_di_pitigliano,_pozzo_con_stemma_orsini.JPG

E quindi il fatto che venga proposto negli stemmi familiari e che avvenga in due città diverse, della stessa contea, potrebbe togliere l'ipotesi che il leone solo sia unicamente l'immagine araldica della città di Sorano, per di più in un periodo al massimo contemporaneo se non successivo alla composizione sepolcrale dell'Aracoeli. Per esempio ancora nell'ottocento sopravviveva in alcuni letterati, non so a quale titolo, l'idea dell'aggiunta dell'aquila per sopraggiunta onoreficienza imperiale, come dice per esempio un libro di quel periodo, "Notizie degli Aldobrandeschi" [1842, presso Onorato Porri, Siena, pag. 54]:

"L'arme degli Aldobrandeschi era un Leone, a cui fu aggiunta più tardi una mezz' Aquila, forse quando furono assunti alla dignità di conti palatini."




Curioso è il fatto che, se lo ritrovo nel mio archivio, ho trovato uno stemma aldobrandesco che rispetta la descrizione del Crollalanza, col capo imperiale, gli smalti usuali, ma il leone e l'aquila sono si addossati, ma divisi in due campi dello stesso smalto da una linea verticale.

Scusate il dilungamento, ma mi piacerebbe condividere questa esperienza con chi ne sa di più di me di sicuro. Grazie per adesso dell'accoglienza!
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Guiniano866 » sabato 28 marzo 2015, 0:05

Ecco l'immagine di figura 2 citato nei documenti pubblici di Scansano, dove si vede a destra S. Giovanni col la croce d'oro a destra e lo scudo con lo stemma degli Aldobrandeschi a sinistra, tutto su sfondo d'argento.

Immagine
https://imagizer.imageshack.us/v2/562x400q90/673/Z9LvSP.jpg
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Guiniano866 » domenica 29 marzo 2015, 1:56

Ecco infine, come promesso, trovato pure questa riproduzione sul sito http://www.leonemarinato.it/famiglie.php?c=A&pg=3, che riproduce lo stemma aldobrandesco addossando l'aquila al leone, al rosso entrambi, ma tenendoli in due campi separati tramite una divisione vertivcale dello scudo ma mantenendo lo stesso smalto oro per tutti i campi anche per il capo con l'aquila nera imperiale. Ancora non ho trovato le fonti di questo sito, però, potendo essere essa una interpretazione della descrizione del Crollalanza, certo è singolare:

Immagine
http://www.leonemarinato.it/images/scudi/NNSPRE_479.gif

Con questo saluto rinnovando i complimenti per questo fantastico lavoro che portate avanti. Buona vita.
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Romegas » domenica 29 marzo 2015, 8:53

La fonte di leonemarinato in genere è lo Spreti.
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Guiniano866 » domenica 12 aprile 2015, 10:26

Grazie Romegas, ho appena realizzato [bangin.gif] rileggendo la sua risposta e associandola al nome specifico del file, che porta le lettere SPRE_ ... Grazie comunque della precisazione. :).
Con questa vorrei porre una domanda ulteriore a chi potrà rispondere, se lo vorrà: è possibile tradurre una consorteria familiare attraverso l'araldica, associando simbologie araldiche appartenenti ad entrambe le parti, senza produrre inquartamenti ma solo associazioni simboliche, anche senza vincoli prodotti tramite matrimonio tra discendenti importanti, oppure il matrimonio era una condizione necessaria affinché ciò avvenisse. Ossia stringendo, la consorteria agli albori dell'araldica come poteva essere tradotta simbolicamente, se veniva fatto, anche tramite fusione di simboli d'appartenenza. Scusate, la domanda, ma non ho mai approfondito oltre, nelle mie ricerche, e quindi la mia domanda potrebbe risultare inutile, ma ormai l'ho posta. Grazie mille. Se poi sono off-topic ditemelo pure, no problem, nonostante sia intesa a vedere qualcosa di ciò proprio nello stemma aldobrandesco. [sorry.gif] .
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Romegas » domenica 12 aprile 2015, 11:14

Un esempio classico di associazione di stemmi al di fuori delle alleanze matrimoniali si trova nella araldica ecclesiastica, ovvero molti cardinali in passato aggiungevano al loro stemma quello del pontefice che li aveva nominati. Oppure gli stemmi di ordini religiosi posti spesso nel capo di quelli degli appartenenti a tali ordini.
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Guiniano866 » domenica 12 aprile 2015, 16:08

Certamente Romegas, adesso non ci pensavo e non lo metto assolutamente in dubbio, ma intendevo parlare in ambienti non ecclesiastici, ossia, estraendo totalmente l'intento primario, intendevo capire quanto fosse verosimile l'ipotesi dell'aggiunta dell'aquila allo stemma aldobrandesco in seguito al palatinato di Ildebrandino VII, pure vessillifero per mano pisana, e quanto questa, seppur decisamente opinabile nella seconda variante qui a seguire, ipotesi si sia tradotta in una aggiunta al pari del leone araldico al posto del capo dell'impero, oppure, di contro, se questa aggiunta sia avvenuta in tempi antecedenti l'applicazione sistematica dell'araldica alle famiglie nobili, nobilitando una consorteria avvenuta in tali tempi maggiormente remoti, come evidenzia pure lo stemma dello Spreti, col capo dell'Impero al suo posto e la netta separazione tramite linea mediana, seppur nella continuità degli smalti, tra i due animali araldici. Altrimenti lo Spreti da cosa ha dedotto quella composizione araldica, visto che fin dal monumento dell'Aracoeli si tramandavano i due animali fusi a costo della metà, oltre che dalla descrizione del coevo Crollalanza, che però non menziona nessuna suddivisione dello scudo e mantenendo la continuità di smalto tra i due animali araldici e nel fondo, tenendo al suo posto il capo dell'Impero. Mi scuso ancora per il profluvio di parole, ma mi piacerebbe avere delle opinioni da persone ben maggiormente esperte in questo campo.
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Re: Aldobrandeschi

Messaggioda Cawdor » giovedì 24 agosto 2017, 12:59

Cortometraggio realizzato in collaborazione tra Comune di Manciano e Liceo e I.T.I., che narra la storia di Margherita della casata degli Aldobrandeschi

Margherita Aldobrandeschi: Una Donna di Maremma
https://www.facebook.com/Margherita-Ald ... 363535831/
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