S. Giorgio e il drago

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S. Giorgio e il drago

Messaggioda Messanensis » venerdì 6 giugno 2003, 13:31

Cerco di approfittare anch'io dell'estrema competenza di Fra' Eusanio da Ocre, chiedendogli un parere su di una questione che mi interessa particolarmente perchè riguarda lo stemma della mia famiglia.

Di certo conoscerete tutti la leggenda di San Giorgio che uccide il drago: un drago terrorizzava gli abitanti di una cittadina imprecisata ed il popolo era costretto ogni mese ad offririgli in pasto una fanciulla, fin quando non arrivò il turno della figlia del Re. A salvarla giunse però un cavaliere cristiano di nome Giorgio, il quale galoppando sul suo cavallo affrontò il drago, lo atterrò con la lancia e gli tagliò la testa con un colpo di spada. La simbologia cristiana è evidente: il drago rappresenta le forze demoniache (secondo una chiara derivazione biblica), la figlia del Re simboleggia la Chiesa, mentre S. Giorgio incarna i panni del perfetto cavaliere cristiano.

Ora, lo stemma della mia famiglia si arma: "d'azzurro al destrocherio armato d'argento impugnante in sbarra una lancia in atto di colpire un dragone con la testa rivoltata posto nel 3° cantone, accompagnato nel 1° cantone da una cometa di otto raggi ed al 4° da una croce di Malta, il tutto dello stesso".
Esso fu creato tra la fine del '400 ed i primi del '500 da un mio diretto ascendente per distinguersi dal fratello primogenito, il quale continuò a possedere l'arma originaria ed il titolo baronale.

Mi pare evidente che lo stemma sopra descritto presenti la stessa simbologia della leggenda di S. Giorgio, a cui di certo si ispira: anche qui infatti il cavaliere armato di lancia che combatte il drago allude alla lotta contro i nemici della Chiesa, che nel periodo di creazione dello stemma erano soprattutto i Mori.
Ciò che mi domando è quale sia il vero significato della presenza della croce di Malta: può essere legata ad una comunanza di ideali tra il cavaliere a cui si riferisce lo stemma ed i cavalieri di Malta? Oppure è possibile che in famiglia ci fosse stato proprio un cavaliere appartenente a quest'ordine? Oppure non ha nessun significato particolare?
Ringrazio anticipatamente chiunque possa darmi una mano.
Cordialmente,
Rosario
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 6 giugno 2003, 18:54

Sono lieto :P di poter ragionare con lei, egregio collega, su questo tema. Mi chiarisca, gentilmente, alcune cose:

a) lo stemma del ramo primogenito aveva qualcosa in comune con questo?
b) se sì, cosa?
c) il destrocherio è reciso, o esce da una qualche parte dello scudo?
d) mi conferma che il drago è nel cantone destro della punta?
e) e la croce (ovviamente patente e biforcata) nel sinistro?
f) e la cometa in quello destro del capo?
g) in che direzione ondeggia la cometa?
h) tutte le figure sono d'argento?
i) risultano connessioni fra la famiglia e l'Ordine melitense?
j) se sì, quali e da quando?

Mi scusi la prolissità, ma reputo siano informazioni utili per continuare il ragionamento.

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Messaggioda Messanensis » venerdì 6 giugno 2003, 22:40

Sono contento del Suo cortese interessamento e la ringrazio. :P
Passo a rispondere ai suoi quesiti:

a-b) Lo stemma del ramo primogenito apparentemente non ha nulla a che vedere con quest'altro poichè erano raffigurate tre colonne in palo sormontate da tre stelle (smalti sconosciuti). Però anch'esso potrebbe avere una connessione con un Santo: S. Basilio Magno, il cui simbolo era una colonna fiammeggiante. Che ne pensa? E' un passaggio troppo forzato?
c) il destrocherio, figura usatissima in Sicilia, esce dalla parte sinistra dello scudo.
d-e) nei vari nobiliari lo stemma si trova blasonato così. In realtà però in tutte le rappresentazioni che ho le due figure non si trovano confinate negli angusti spazi dei cantoni, ma spesso occupano un intero quarto.
g) nelle più antiche raffigurazioni è ondeggiante in sbarra, in quelle più recenti in banda.
h) sì
i) connessioni sicure no. Soltanto una leggendaria ed improbabile origine della famiglia dall'isola di Rodi. La leggenda ritengo sia nata per due motivi: un'errata trascrizione di un documento da cui risultava che un ramo della famiglia si trovava in Rodi al tempo della caduta dell'isola in mano ai Saraceni (ma si trattava della famiglia Bardi e non della famiglia Basili); per la presenza della croce biforcata nello stemma.
j) In effetti c'è anche un tale Pietro Basili (omonimo del primo antenato al quale risalgo) di Parma, il quale fu cavaliere con la carica di Commendatore di Modena nel 1347. Ma è possibile che non appartenesse alla stessa famiglia.

Spero di inserire presto una foto dello stemma (nell'avatar come vede è brisato).
A presto,
Rosario
Ultima modifica di Messanensis il mercoledì 30 maggio 2007, 9:17, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda santo » sabato 7 giugno 2003, 15:32

non vorrei sembrare un rompiscatole ma non mi risulta alcuna famiglia con tale arma in sicilia...


Santo de Santo
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santo
 

Messaggioda Messanensis » sabato 7 giugno 2003, 19:00

santo ha scritto:non vorrei sembrare un rompiscatole ma non mi risulta alcuna famiglia con tale arma in sicilia...


Santo de Santo
da Palermo


Rompiscatole? E perchè mai?
Visto che è di Palermo la invito a farsi un giro a Santa Lucia del Mela oppure a consultare qualche nobiliario-blasonario come quello del Crollalanza, del Galluppi, dello Spreti o di Mango di Casalgerardo...
Cordialmente,
Rosario
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 7 giugno 2003, 22:26

Immagini e commento da parte del Sig. Basile:

"Questa raffigurazione risale invece al 1905 circa: qui la cometa ha perso due raggi ed è diventata ondeggiante in banda, la croce adesso sta nel suo cantone, mentre tutto lo spazio rimanente nella punta dello scudo lo ha occupato il drago..."
Immagine


"Innanzitutto mi scuso per la cattiva qualità dell'immagine, ma la foto non era un granchè. Questa rappresentazione risale al 1774 circa e si trova su di un palazzo. E' un pò rovinata: la coda della cometa ondeggiante in fascia è caduta, così come il braccio destro della croce...".

Immagine
Ultima modifica di T.G.Cravarezza il lunedì 9 giugno 2003, 0:33, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 10 giugno 2003, 23:06

Egregio collega,
circa le motivazioni simboliche dello stemma vorrei sottolineare che probabilmente sono legate alla leggenda di San Giorgio, in quanto la ricca iconografia del Santo avrebbe permesso alla fantasia creatrice di andare ben al di là dell'anonima riproduzione di un Suo eventuale braccio: mancando però altre positività al riguardo, mi fermo a questo pensiero.

Le due riproduzioni dell'arma sembrano peraltro incentrarsi entrambe sull'asse della sbarra occupata dalla lancia: è un caso, o è la prassi per questo stemma? Tutto è armonicamente disposto attorno ad essa. Due cose sorprendono:
- la predominanza del detto asse (di solito, veniva preferito quello della banda);
- la posizione della croce patente biforcata nell'ultimo cantone, sottomessa a tutte le altre figure, persino alla cometa.
Purtroppo, non abbiamo elementi positivi per ragionare bene su tutto ciò: possiamo solo dire che, con molta probabilità, la croce non è pertinente all'Ordine di Malta (se lo fosse stata, avrebbe avuto una posizione ben più eminente, e molto probabilmente un proprio sfondo rosso). Forse essa deriva dalla modifica di un'altra figura, che in origine magari accompagnava il drago solo per evidenziarne la valenza negativa...

Possiamo "consolarci" con il blasone dell'arma, che basandosi sull'esemplare di inizio XX secolo può essere:

"d'azzurro, al destrocherio armato, uscente dal cantone destro del capo, in atto di opprimere con una lancia in sbarra un drago, posto in quello destro della punta, la testa rivoltata, accompagnato nel cantone destro del capo da una cometa di sei raggi ondeggiante in banda, ed in quello sinistro della punta da una croce greca patente e biforcata, il tutto d'argento".

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Messaggioda Messanensis » sabato 14 giugno 2003, 15:24

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Egregio collega,
circa le motivazioni simboliche dello stemma vorrei sottolineare che probabilmente sono legate alla leggenda di San Giorgio, in quanto la ricca iconografia del Santo avrebbe permesso alla fantasia creatrice di andare ben al di là dell'anonima riproduzione di un Suo eventuale braccio: mancando però altre positività al riguardo, mi fermo a questo pensiero.


Egregio collega,
ho dimenticato di dire una cosa importante: il padre di chi adottò per la prima volta questo stemma era un regio milite: un'ipotesi potrebbe essere che l'ideale del perfetto cavaliere cristiano a cui sembrerebbe rimandare lo stemma possa essere conseguenza del titolo cavalleresco paterno.
Quanto all'inserimento del solo braccio destro, bisogna tener conto che, oltre ad essere una figura diffusissima in Sicilia, in questo caso il destrocherio permetteva di avere più spazio nello scudo per inserire altri elementi (la croce e la cometa). Posso fare un raffronto con l'unico stemma similare che conosco, quello della famiglia Trovato di Messina che è: di rosso, al S. Giorgio a cavallo atterrante e combattente un drago, il tutto d'oro. Qui è presente il cavaliere in maniera intera, con tutto il cavallo, ma non ci sono altre figure oltre al drago...

Le due riproduzioni dell'arma sembrano peraltro incentrarsi entrambe sull'asse della sbarra occupata dalla lancia: è un caso, o è la prassi per questo stemma? Tutto è armonicamente disposto attorno ad essa. Due cose sorprendono:
- la predominanza del detto asse (di solito, veniva preferito quello della banda);


La predominanza di detto asse in questo stemma non è un caso, ma una costante.

- la posizione della croce patente biforcata nell'ultimo cantone, sottomessa a tutte le altre figure, persino alla cometa.
Purtroppo, non abbiamo elementi positivi per ragionare bene su tutto ciò: possiamo solo dire che, con molta probabilità, la croce non è pertinente all'Ordine di Malta (se lo fosse stata, avrebbe avuto una posizione ben più eminente, e molto probabilmente un proprio sfondo rosso). Forse essa deriva dalla modifica di un'altra figura, che in origine magari accompagnava il drago solo per evidenziarne la valenza negativa...


Che la croce derivi dalla modifica di un'altra figura lo escludo totalmente:
in un ritratto del 1705 è presente questo stemma con una brisura, appartenente ad un ramo che si distaccò in epoca antica, poco dopo la creazione dello stemma di cui stiamo discutendo: lo stemma è identico, compresa la croce (segno che non è una figura modificatasi col tempo) e la brisura è costituita dal canton franco di rosso, che copre la cometa.

Quanto alla correlazione con l'Ordine di Malta, concordo sul fatto che allo stato attuale sia da escludere, soprattutto perchè non ci sono elementi sicuri che possano dimostrare il contrario.
La posizione sottomessa della croce è inusuale, ma è anche vero che volendo mantenere questa impostazione incentrata sulla sbarra e volendo inserire sia la cometa sia la croce, ciò era inevitabile, visto che non sarebbe stato logico mettere la cometa nella punta.

Cordialmente,
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 16 giugno 2003, 15:12

Caro collega,
condivido in pieno i suoi ragionamenti e le sue ipotesi, corroborate dai forzatamente scarsi dati di fatto che, dopo tanti secoli, sono ancora a nostra disposizione. :P
Prendo anche atto, come primaria ipotesi dell'iconografia "armata" adottata per lo stemma, del possibile omaggio alla condizione cavalleresca del padre del primo titolare; non posso però non ribadire che, se davvero si è inteso omaggiare anche San Giorgio, se ne è purtroppo scelta una forma incentrata sulla lotta al male sui generis, rinunciando ad attingere alla ricchissima iconografia del Santo (della quale la lotta a cavallo col drago è solo l'episodio più noto ed esteticamente abusato).

Restiamo comunque in attesa di eventuali, nuovi approfondimenti storici...

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