Stemma Roberto Sanseverino

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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Tilius » lunedì 19 maggio 2014, 7:36

bardo ha scritto:La spiegazione è avvincente, ma mi lascia un po' perplesso.. [hmm.gif]

Purtrtroppo, caro bardo, questa smania di alcuni studiosi nel voler ritrovare puntualissimi riferimenti biografici (presenti, passati e financo futuri rispetto alla data dell'opera in questione) in ogni dettaglio, araldico e non, é oltrequalmodo tipica.
Patologicamente tipica.
al posto della fenice (!) a cui un poeta di corte aveva paragonato Bianca, e di cui non restano che le ali, c'è un foro nero, come una serratura funebre (!!), con il minuscolo disegno di un feto (!!!) appena abbozzato.
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sorante » lunedì 19 maggio 2014, 16:59

Mai sentito parlare di brisure? Perché in questo caso si potrebbe vagliare timidamente tale ipotesi di studio (come in realtà qualcuno ha già tentato di fare nei post precedenti). Inoltre chiedo di riassumermi la diatriba in quanto sicuramente ho perso qualche passaggio, che, se non da me omesso, avrebbe senz'altro dato spiegazione al mio dubbio puerile: se è "Impossibile" che un Sanseverino passi dall'argento all'oro, perché tale trasmutazione dovrebbe essere stata più facilmente accettata dallo "stemma di Milano"? La fantasia è un lasciapassare così potente? grazie.
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 20 maggio 2014, 10:00

Caro Sorante come non sottoscrivere il Tuo intervento, parola per parola.
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sorante » martedì 20 maggio 2014, 10:27

Incasso con sommo piacere, vista l'autorevolezza della fonte. Grazie! [notworthy.gif]
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 20 maggio 2014, 11:45

Penso che in questa discussione l'unica autorevole fonte alla quale vada prestata veramente rispettosa e fiduciosa attenzione, sia quella degli stessi stemmi di cui stiamo parlando. E mi riferisco alle versioni più antiche, e non certamente a riproduzioni o descrizioni di epoca più recente pure più sopra citate, per quanto rispettabili (almeno nella loro intenzione conoscitiva e divulgativa).

Invocare la possibilità della brisura è più che lecito.
Tuttavia pensando anche a molti altri casi di passaggio dall'uno all'altro metallo per uno stesso stemma (penso ad esempio ad alcune varianti nei bandati rosso/metallo di alcune notissime famiglie romane) farei un discorso di più ampio respiro.
Partendo dall'asserto - che voi sapete a me caro - dell'araldica come linguaggio, rifletterei brevemente su un fattore non trascurabile per le nostre odierne argomentazioni su stemmi realizzati in tempi molto antecedenti ai nostri giorni: quello della trasmissione.
Quando parliamo di uno stemma tardo-medievale, o ancora rinascimentale, stiamo parlando di ciò che è stato oggetto di una lunga trasmissione, proprio come può capitare per testi scritti.
Non stiamo parlando qui di uno stemma concepito e realizzato ai nostri giorni, non passibile di alcuna modifica, e comunque da tutti certissimamente noto - oggi, come in futuro - nella sua composizione, quale può essere ad esempio lo stemma di uno dei Papi della nostra epoca! E tuttavia anche in eccellentissimi casi del genere, varianti esistono, e sono già ai giorni nostri - figuriamoci tra qualche secolo (se ancora qualcuno, come ci auguriamo, si interesserà di araldica...)! - oggetto di discussione, se non talora di confusione. Basti pensare alla diversa resa del capo veneto per gli stemmi dei pontefici che lo hanno adottato (opportunamente o no, è questione vecchia, che qui non è il caso di affrontare).
In alcuni casi è necessario sospendere il giudizio, e rinunciare alla formulazione di un blasone che possa ritenersi senza il minimo dubbio quello originale. Come per antichi testi scritti - da studioso di Sacra Scrittura penso inevitabilmente all'eccellente caso dei testi del Nuovo Testamento - si potrà formulare un' edizione 'critica', un testo cioè che, tenuto conto di tutte le varianti (di solito non sostanziali nelle differenze tra di esse registrabili), soprattutto delle più antiche e dunque attendibili, possa considerarsi come quello ipoteticamente di gran lunga più vicino all'originale.
Mi pare che, anche se sono io a tematizzare in modo esplicito la cosa adesso, da più interventi questa consapevolezza sia qua e là emersa.

E penso che la riflessione su questo avrebbe forse aiutato ad evitare qualche tono un po' troppo polemico, che qui - approfitto dell'occasione - invito a non riprendere.
Così come, essendoci state alcune ripetizioni nel susseguirsi degli interventi, mi permetto di invitare ad evitarne di ulteriori.
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TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda agnesemariacristina » lunedì 29 settembre 2014, 10:13

Gentili signori,

sono capitata su questa pagina perché cercavo più informazioni sulla simbologia del forntespizio della Sforziade, ed in particolare dell'esemplare di Varsavia. Su un sito internet ho trovato (http://www.kleio.org/en/weblog/AngelaBorgia.html) l'interpretazione dello stemma in riferimento agli aragonesi ovvero ad Isabella e Gian Galeazzo, in particolare sulla base dei colori presenti. Sarei davvero contenta di sapere cosa si pensa in questa sede di tale interpretazione.
Il motivo per cui mi interesso in particolare di quel frontespizio è la presenza in basso a destra di una raffigurazione di Fortuna. Volevo chiedere se per caso qualcuno si è imbattuto in una immagine simile sempre in relazione agli Sforza, se sia usata come simbolo in qualche altro contesto.
Molte grazie in anticipo per l'attenzione.
Agnese M. Cristina
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » sabato 16 giugno 2018, 15:40

Salve a tutti, non sono un esperto di araldica ma per motivi di studio sono interessato alla figura di Galeazzo Sanseverino e ho letto i vari commenti sul forum. Riguardo allo stemma Sanseverino riportato nella "Sforziade" di Varsavia noto che lo stemma ha una "bordura". Leggo da qualche parte che le "Brisure" distinguevano componenti della famiglia poiché "l'arma pura" spettava al capofamiglia. Nel caso della "Sforziade" di Varsavia la "bordura" potrebbe designare il terzogenito? In questo caso si riferirebbe specificatamente a Galeazzo Sanseverino (terzogenito). Ho letto anche che il cambio degli smalti ed altre varianti si configurano come "brisure". Sono un esperto di armi antiche e mi sono imbattuto in un oggetto (1490-95) che reca inciso lo stesso identico stemma di Varsavia sostenuto da amorini....
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda marcello semeraro » sabato 16 giugno 2018, 20:58

Nel Regno di Napoli le brisure non rappresentano singoli individui ma piuttosto rami familiari.

Per le brisure dei Sanseverino vedi qui: viewtopic.php?f=1&t=932&p=8732&hilit=brisure+sanseverino#p8732
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda marcello semeraro » sabato 16 giugno 2018, 21:51

Ce ne può postare un'immagine?
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » domenica 17 giugno 2018, 12:01

Si tratta di un pomo in bronzo con resti di doratura al mercurio appartenente ad uno stocco da cerimonia italiano (probabilmente dono nuziale) databile al 1490-95. E' in una collezione privata d'oltralpe ed ho richiesto il permesso di pubblicarlo per ricerche e studio. Aspetto il consenso del proprietario.
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » domenica 17 giugno 2018, 13:06

Nel post cui mi rimanda leggo testualmente:
La regola generale dell'araldica era che una casata conservava lo stemma
nelle linea primogenita e che invece i cadetti di quella famiglia
(ovvero i figli successivi al primogenito, che ereditava tutto o quasi
il patrimonio della casata) brisavano (modificavano) in parte lo stemma
avito, ad esempio con bordure, come nel caso dei Sanseverino.
Allegati
IMG_6129.jpg
Ho visionato personalmente il pomo (consunto) ed ho rilevato traccia delle stelline ancora visibili
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » domenica 17 giugno 2018, 13:34

Roberto Sanseverino è il capocasata dei Sanseverino d'Aragona. " Dal canto suo, re Ferrante, nonostante la diffidenza nei confronti dei suoi progetti, aveva provveduto a ricompensarlo opportunamente: al principio del maggio del 1461, gli aveva infatti conferito le insegne di casa d’Aragona e poco dopo la contea di Caiazzo, tolta alla ribelle Lucrezia d’Alagno (maggio del 1461)".
E' possibile come ipotesi?
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » domenica 17 giugno 2018, 14:17

La "Sforziate di Varsavia" sembrerebbe di poco posteriore alla morte di Giangaleazzo Sforza (1494). Nel 1495 (matrimonio tra Galeazzo Sanseverino e Bianca Giovanna Sforza) sona ancora vivi: Gianfrancesco Sanseverino (primogenito); Gaspare (secondogenito) e Galeazzo (terzogenito). Lo stemma ("brisato") della miniatura di Varsavia potrebbe così indicare proprio Galeazzo (destinatario) in modo puntuale.
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » domenica 17 giugno 2018, 15:01

Scusate correggo la data del matrimonio:1496
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Re: Stemma Roberto Sanseverino

Messaggioda Sanseverino » domenica 17 giugno 2018, 19:38

Per una fotografia del 1862 dove l'armatura di Roberto Sanseverino è ancora completa del suo elmo:https://www.alinari.it/it/dettaglio/AVQ-A-003864-0025?search=0fc7c75292ef56513d73d7fe80eede29&searchPos=1
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