Stemmi ecclesiastici

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Messaggioda Guido5 » sabato 11 giugno 2005, 17:46

Cari amici,
ho avuto modo di interessarmi dei Provana - di Collegno (Carignano) e del Sabbione - per un amico polacco. L'arma, descritta dallo Spreti, e' per entrambi un inquartato: nel 1° e nel 4° di rosso alla colonna d'argento, con base e capitello d'oro, sormontata da una corona dello stesso (Colonna); nel 2° e nel 3° d'argento, a due viti di verde fruttifere di porpora, sradicate, decussate e ridecussate (Provana)".
La bibliografia puo' essere utile:
Vittorio Angius, "Sulle famiglie nobili della monarchia di Savoia", Torino 1841-1857.
F. F. De Daugnon, "Gli italiani in Polonia dal IX secolo al XVIII", Crema 1905.
Pompeo Litta, "Famiglie celebri italiane" (con vari indici e "cataloghi").
Tommaso Nappo e Paolo Noto (edd.), "Indice Biografico Italiano", K.G. Saur, Muenchen ecc., 1993.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 11 giugno 2005, 17:56

Fernando Figoni ha scritto:Colgo l'occasione di una segnalazione nel topic "cavalieri della santissima annunziata" per segnalare lo stemma Provana ...(omissis)... Questo stemma ripropone il problema del tralcio di vite. Qui mi sembra infatti che siano più foglie in luogo di un solo tralcio coi cuoi frutti.

Infatti: mostra nel 2° e 3° un d'argento, a sei foglie di vite di verde... :?

E' attendibile però lo stemma disegnato?


É curioso, questo sì... :roll: e non poco difforme dagli altri già ritrovati in fonti eccellenti.

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Messaggioda Fernando Figoni » sabato 11 giugno 2005, 18:25

Grazie a Guido....

la cosa però si complica perchè adesso abbiamo anche le due viti che compaiono con le foglie singole e il grappolo
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Lo stemma del card. Tonini

Messaggioda Guido5 » lunedì 13 giugno 2005, 18:52

Cari amici,
posso darvi l'interpretazione autentica del quarto con i dadi nello scudo del card. Tonini. Si riferisce semplicemente a Piacenza, della cui provincia il porporato e' originario, cosi' come ci sono la ruota (dovrebbe essere una macina) a rappresentare Macerata, dove e' stato vescovo, e lo stemma di Ravenna, sua sede successiva.
In realta' sembra che ci sia stato un equivoco perche' lo stemma di Piacenza e' un "partito" che ha nel primo un "dado" (che credo uno "scacco" o una pietra) affatto diverso da quelli da gioco... e - se l'interessato fosse d'accordo - se ne potrebbe dare un'interpretazione molto piu' "raffinata".
Maurice G. Kendall, in un articolo sulle origini del calcolo delle probabilita' ("Biometrika", 1956) scrive di un originale sistema, inventato nel 960 dal vescovo Wibold da Cambray, nel quale 56 virtù erano associate al lancio di tre dadi e quella che usciva doveva essere praticata nella giornata.
Aggiungo che i dadi dano il numero sette e sette e' la somma delle tre virtu' teologali e delle quattro cardinali...
Purtroppo - mi e' stato detto - probabilmente il Cardinale non ricorda neppure che cosa ci sia sul suo stemma. Ciao a tutti!
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Messaggioda Fernando Figoni » martedì 14 giugno 2005, 14:10

Sul "dado" in effetti l'idea che le figure rimandassero alle città più importanti per il cardinale (Ravenna, Macerata e Piacenza) era stata avanzata su questo Topic.

Quanto al "dado" di Piacenza, in effetti ci sono varie interpretazioni anche perchè le raffigurazioni non sono sempre perspicue.

Attualmente si tende a disegnarlo come un quadrato vero e proprio senza ombreggiature
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 14 giugno 2005, 18:53

Il problema è che il termine "dado" mal si addice a quello che lo stemma di Piacenza è in realtà: un semplice quadrato bianco in campo rosso…

Tale figura, chiarissma in tutte le raffigurazione arcaiche dello stemma è poi stata resa a volte anche con delle pretensioni "tridimensionali"; fortunatamente sia sullo stemma cittadino che in quello della Provincia (di rosso al quadrato d'argento") tali deformità sono state eliminate.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 15 giugno 2005, 17:52

Giustissimo, caro Franz.

Il quadro è simbolo di Piacenza da secoli: già presente sulle monete coniate per la città dai Farnese, rimanda (con allusione alla pianta) all'accampamento romano che, nel III secolo avanti Cristo, fu all'origine dell'insediamento attuale.

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