Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda antonio33 » giovedì 20 ottobre 2011, 17:30

Temo Sorante abbia proprio ragione...
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda contegufo » giovedì 20 ottobre 2011, 18:02

Salve

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Torre di Bascio del XIII secolo. La torre, che si erge a 700 m s.l.m. all´apice di un borgo medievale,domina la valle del torrente Torbello; è stata restaurata nel 1958. Essa risale ai primi del duecento. A Bascio nacque il famoso Matteo di Bascio, fondatore dei Capuccini e da quassù, impazzendo di solitudine, la nobilissima principessa francese Fanina Condè , imparentata coi Borboni, gridò al vento : "Paris, Paris, aiuto!" Attualmente ai piedi della torre è possibile osservare i "giardini pietrificati"; opera del poeta-sceneggiatore Tonino Guerra. Proprietà: comunale, pianta: quadrata di lato 5,30, sviluppo: parallelepipedo, altezza: 21 m.L´interno non è attualmente fruibile.

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Palazzo Carpegna. Attorno al 1650, al tempo del conte Francesco Maria, in Carpegna cominciò a circolare la voce che egli aveva intenzione di far costruire un nuovo palazzo signorile, per avere nella sua contea una dimora degna della Famiglia, ma soprattutto più comoda ed adeguata ai tempi. La scelta del luogo su cui avrebbe dovuto sorgere tale palazzo, detto luogo a varie correnti di opinione fra la popolazione locale. A testimonianza di queste discussioni, ci è rimasta una interessante relazione medita del Guerrieri, la quale rappresenta un quadro vivo e colorito della situazione geografica della vallata. Questa relazione fu terminata di scrivere il 20 aprile 1655: occorrerà attendere venti anni, prima che si ponessero concretamente le basi di quello che sarà il Palazzo dei conti di Carpegna.

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http://www.carpegna.org/Home_dettagli.asp?cod=12

Saluti
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda bardo » giovedì 20 ottobre 2011, 18:10

contegufo ha scritto:A Bascio nacque il famoso Matteo di Bascio, fondatore dei Capuccini


Sepolto nella Chiesa di San Francesco della Vigna, a Venezia.

contegufo ha scritto:
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Bandato d'argento e d'azzurro. Alias: bandato d'azzurro e d'argento.

un saluto ;)
Luca
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda antonio33 » martedì 6 dicembre 2011, 11:45

Casualmente, leggendo Miratoio, di Marco Battistelli, Bruno Ghigi editore, a pag. 51:
Una nuova invasione, questa volta ai danni del principato di Scavolino, venne effettuata dalle soldatesche toscane nel 1691. Ma non prendeva le mosse dalla tutela del diritto di successione, bensì da un vero e proprio atto di ostilità conseguente "al ricorso fatto a S.A.S.(il granduca di Toscana) dalla Comunita di Santa Soffia" per il sequestro di "covate" di grano ordinato dal principe Ulderico ai danni dei sudditi dei Colloredo che possedevano terreni nel territorio di Bascio

lo stemma dei Colloredo, ramo principale:

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Quale era lo stemma dei Colloredo di Santa Sofia?
Potrebbe essere quello in pietra di Bascio?

Saluto tutti cordialmente. Antonio
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda Antonio De Battisti » martedì 6 dicembre 2011, 16:10

antonio33 ha scritto:Quale era lo stemma dei Colloredo di Santa Sofia?
Potrebbe essere quello in pietra di Bascio?

(DI) COLLOREDO MELS
Arma : Inquartato : al 1°e 4°di nero alla fascia d'argento ; al 2°e 3°di argento alla banda di nero scalinata ; sul tutto di nero alla fascia d'argento carica di un'aquila bicipite del campo coronata d'oro.
Motto HAEC PEPERIT VIRTUS
Titoli : Nobile (mf) ; Conte del S.R.I. (m) ; Marchese di S.Sofia (mpr) ; Signore di colloredo, Mels e ville annesse (m)

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Saluti
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda paolo61 » martedì 6 dicembre 2011, 19:49

Salve,

contribuisco alla discussione accludendo le seguenti immagine di cui
mi scuso per la scarsa qualità, tratte dal volume "La viabilità in Val Marecchia ai
tempi di Napoleone" di M.A. Bertini - Amedeo Potito, Bruno Chigi editore, Rimini 1984,
pag.126.

saluti
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda antonio33 » mercoledì 7 dicembre 2011, 10:44

Cari amici, grazie. Paolo sapresti se esiste un libro specifico su Bascio?
Un esperto di Capriano dice che ce ne sarebbe uno scritto da un prete.
Forse nel libro si potrebbe risolvere il mistero del nostro sarchiapone.
Buona giornata a tutti. :) Antonio
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda paolo61 » domenica 11 dicembre 2011, 1:16

Saluti.

Il Principato di Scavolino comprendeva l'omonimo castello e quelli di Miratoio, Gattara
e Bascio ed era sotto il dominio di un ramo della famiglia Carpegna.
Tralascio le vicende storiche ricordando solamente che Scavolino, Bascio e Miratoio sono
frazioni del Comune di Pennabilli, mentre Gattara di Casteldelci, comuni di recente passati dalla
provincia di Pesaro e Urbino a quella di Rimini.

Riporto una incompleta bibliografia .
- "Il Principato di Scavolino" di Tiziano Arlotti, Bruno Ghigi editore. Rimini 1985, pagg. 78.
- "Miratoio. Una comunità di confine tra Montefeltro e Massa Trabaria". di Marco Battistelli
(ha scritto dei saggi interessanti sugli zolfi del Montefeltro, secondi solo a quelli siciliani),
Rimini, 1992.
Su Gattara e Bascio non mi risulta nulla di specifico però ,
- si trovano alcuni saggi su Gattara nella collana "Studi Montefeltrani", edita dalla Società di
Studi Storici per il Montefeltro, con sede in San Leo.
- "La Provincia dei Centoborghi, volume 2, La valle pietrificata", di Daniele Sacco, edizioni Metauro,
anno 2006, pagg. 190 ( la voce per Bascio è a pagina 171-172). Cito : "Il castello (di Bascio) fungeva da
presidio dell'antica strada che dalla costa, risalendo il corso del fiume Marecchia (come l'odierna provinciale
Marecchiese) valicava in Toscana per scendere verso Roma. Vuole la tradizione che i pellegrini che si
mettevano in viaggio durante il medioevo per questa via alla volta di Roma, giungendo a Bascio
esclamassero "Andremo a Roma, se Dio vuole e quelli di Bascio!".
- "Pennabilli culla dei Malatesta" di Luigi Dominici, Pro Loco di Pennabili, anno 1966, pagg. 93.
(La voce Bascio è a pagina 73).
- "Terra e memoria. I libri di famiglia dei conti di Carpegna-Scavolino (secoli XVI-XVII)" a cura di Tommaso
di Carpegna Falconieri, Studi Montefeltrani, fonti 1, anno 2000, pagg.157.
- "Le torri del Montefeltro e della Massa Trabaria" di Francesco Vittorio Lombardi, Bruno Ghigi editore,
Rimini 1981, pagg.133. La scheda sulla torre di Bascio è a pag.56-57

Nel passato, i prelati erano gli unici cultori di storie locali, mi viene in mente :
- Pier Antonio Guerrieri (1604-1676) ed in particolare la sua opera "Il Montefeltro Illustrato. Parte terza,
Capitoli IV-X, de "La Carpegna abbellita et il Montefeltro illustrato", trascritto da Monsignor Luigi Donati
e pubblicato da Bruno Ghigi in Rimini nel 1979. (La parte che interessa Bascio inizia a pag. sei)
- Orazio Olivieri (deceduto nel 1644), autore di "Monimenta Feretrana, memorie storiche del Montefeltro,
edite dalla Pro Loco di San Leo nel 1981 in una edizio curata dal prof. Italo Pascucci.
- Anton Maria Zucchi-Travagli (1707-1780) , autore di una storia del Montefeltro.
Infine, voglio ricordare don Amedeo Potito (Manfredonia 1909- Bari 1992), parroco di Cà Raffaello,
naufragato nella Valmarecchia, e autore di due testi che potrebbero interessare :
- Badia Tedalda nei Secoli, Forlì, 1971.
- Beato Matteo da Bascio, Città di Castello 1980.

Nel sarchiapone araldico io vedo la base di una torre con sopra qualcosa di indistinto.
Se lo stemma si riferisce ad una comunità possiamo pensare a Casteldelcci e Pennabilli, ma
come si puo' notare dalle foto che accluderò, siamo lontani.
Uno stemma con terre, leone rampante e palma corrispoede a quello del Comune di Isola del
Piano (PU), ma nulla c'azzecca con il nostro.
Rimane l'ipotesi che lo stemma sia di una famiglia o di un prelato.
Antonio dice che il sarchiapone si trova sul portone dell'eremo delle beatitudini di Bascio "Castello ",
su questo eremo non ho trovato alcuna notizia, forse si identifica nella Chiesa parrocchiale di S. Lorenzo ,
in tal caso, nel libro già citato "Pennabilli culla dei Malatesta", l'autore dice : "ha subito devastazioni e
riparazioni scriterate, e sul suo portone domina l'arme dei Carpegna che certo concorsero alla sua erezione".
Il Sarchiapone, non mi sembra l'arme dei Carpegna, forse l'autore (forse) avrebbe confuso l'arma dei Carpegna
con quella appartenente ad altra famiglia o prelato.

Comunque, qui ci vuole il parere di Antonio Conti, profondo conoscitore dell'araldica montefeltrana e
frequentatore del forum, percui, se ci legge, passo a lui la tastiera.

Non appena possibile inserisco le immagini.

Buona domenica

Paolo61
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda antonio33 » domenica 11 dicembre 2011, 18:35

Grande Paolo! [thumbup.gif]
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda paolo61 » domenica 11 dicembre 2011, 20:54

Salve,
ecco le immagini promesse.

Saluti Paolo61

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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda antonio_conti » martedì 13 dicembre 2011, 13:16

paolo61 ha scritto:Comunque, qui ci vuole il parere di Antonio Conti, profondo conoscitore dell'araldica montefeltrana e
frequentatore del forum, percui, se ci legge, passo a lui la tastiera.
Paolo61


Ecco, Paolo, così mi metti nei guai [sweatdrop.gif]
Sono solo un curioso e conosco solo quattro cose delle tante che hanno attirato la mia curiosità.
Tra queste i Montefeltro (più che il Montefeltro) e a Bascio ancora non sono arrivato [confused.gif]
Il vero dominus è Lombardi, se lo incrocio in biblioteca mi informo, ma fino ad allora sull'argomento... [zzsoft.gif]
Sono felice di averti ritrovato qui [thumb_yello.gif]
ciao
a. [wink_smilie.gif]
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda paolo61 » martedì 13 dicembre 2011, 21:08

Saluti,

sempre e a proposito del Sarchiapone Araldico, vi informo che è stato trovato un suo vicino di casa.

L'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo", insegnamento di Archeologia Medioevale, ha avviato un
progetto denominato "Progetto Montefeltro, Atlante del paesaggio feretrano", nell'ambito di tale progetto, nel
2008 è stato avviato uno scavo archeologico nel castello di Bascio.
Nel corso degli scavi, eseguiti a una decina di metri dalla base della torre, si è scoperto un ambiente
di una abitazione, tralascio i dettagli tecnici per dire che tra i resti si riveniva "uno stemma in pietra, raffigurante
un giglio stilizzato scolpito a rilievo su una delle spallette stesse della porta",con altri resti rinvenuti, ceramica
e monete è attestabile che l'abitazione, quantomeno nel corso del XVI secolo, fosse abitata da una famiglia di rango
elevato.

Bascio è stato domino dei Carpegna ramo di Gattara che si estinsero nel 1409, passata a Galeazzo Malatesta
signore di Pesaro. Nel 1420 i conti di Carpegna del ramo Fiorentino ricomprano i castelli ceduti. Nel 1463, vi è una
nuova divisione dei beni della famiglia e Bascio passa a Francesco di Carpegna e suoi discendenti insieme ai castelli
di Gattara, Miratoio e Scavolino. Nel 1685 il conte Ulderico di Carpegna viene elevato dall'Imperatore Leopoldo I
d'Asburgo al rango di principe del Sacro Romano Impero di Bascio. Il castello segui' dunque le sorti dell'omonimo
principato passando agli Orsini dè Cavalieri (1728), ai Carpegna della Castellaccia (1817) fino all'annessione allo Stato
Pontificio (1819).

Con queste nuove notizie possiamo fare un punto della situazione .
- Bascio è stato quasi sempre un dominio dei Carpegna, la loro arma è diversa dal nostro Sarchiapone, percui bisognerebbe
fare un riscontro con l'arma degli Orsini.
- Il castello era abitato da famiglie di rango, data l'esiquità degli abitanti queste famiglie dovevano essere un paio, anche in
questo caso bisognerebbe continuare nelle ricerche storiche-araldiche puntando anche sulla famiglia Ugolini citata da Antonio33.
- Ricerche potrebbero essere svolte anche presso l'archivio diocesano di Pennabilli per appurare i parroci dell'epoca ed eventuali loro
emblemi.
- Ultima variabile da tener da conto è quella che il manufatto possa venire "da fuori", ovvero sia una "pietra" ornamentale o
uno stemma con storia non collegata al nostro castello.

A questo punto, non mi rimane che leggere un Vostro commento e il risultato delle vostre ricerche.

La fonte delle mie notiize è : "Il castello di Bascio nel Montefeltro. Indagine archeologiche (anni 2008-2009) di Daniele Sacco,
pubblicato nel numero 32/2010 di Studi Montefeltrani di cui accludo l'immagine della bella copertina realizzata da Matthiew G.
Alderman.

Un ringraziamento e saluto a Antonio Conti.

Saluti a tutti

Paolo61


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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda antonio33 » martedì 13 dicembre 2011, 22:15

Questo sarchiapone diventa sempre più interessante.
Oggi ero dalle tue parti, Paolo.
Però qualche altro giretto a Bascio o in zona potrei farlo.
Eventualmente, tempo permettendo (purtroppo), voi farete la mente ed io il galoppino. [confused.gif]
E' più forte di me: dei posti che giro vorrei sempre conoscere tutta la storia.
Buona serata a tutti. Antonio
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 14 dicembre 2011, 23:50

Povero giglio estratto dallo scavo, forse un tempo aveva un aspetto migliore, forse...
Si direbbe collocato su un monte e dotato di vistosi stami che lo fanno vagamente fiorentino.
Quanto alla copertina, caro Paolo, più che bella è suggestiva, sì!
Io per giudicarla bella avrei voluto trovarvi un po' di correttezza araldica, un po' almeno.
Ai piedi di san Leone si individua lo stemma dei Malatesta, si intuiscono le tre teste e le... sbarre [nono.gif] Certo, esisteranno esempi di stemmi con sbarre in luogo delle bande (io forse ne ho visto qualcuno) ma senza dubbio le sbarre non erano normali per l'arma dei Malatesti, di qualsiasi ramo. E' tuttavia un peccato veniale [confused.gif]
Sotto san Marino si trova lo stemma dei Montefeltro. [nonono.gif]
L'aquila nei quarti I e IV è bicipite [bangin.gif] , il palo della Chiesa ha l'ombrellino [bangin.gif]. Ma quando mai [thumbdown.gif] .
Che il curatore del celebre sito di araldica europea abbia voluto dare una versione totalmente errata dello stemma dei Montefeltro (peggio fece solo il Litta, copiato con qualche dubbio dal Santi Mazzini) ci può stare [hmm.gif] (forse no [sweatdrop.gif] ), ma che una rivista di prestigio come "Studi Montefeltrani" possa aver avallato (per una disattenzione, certo [hmm.gif] ) una tale versione dell'arma dei duchi di Urbino, l'ho trovato disdicevole [crybaby.gif] .
Dunque nell'insieme la copertina di Matthiew G. Alderman è suggestiva, ma quei particolari andranno corretti
Qualche tempo fa contattai il curatore del sito europeo (verosimilmente fonte dell'opera di Alderman), ma senza avere risposta. Peccato, gli stemmi montefeltreschi necessitano di un intervento urgente [stretcher.gif] , tanto più che imperversano su internet con un effetto negativo che sarà difficile recuperare [badmood.gif]
a.
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Re: Stemma in pietra a Bascio, Pennabilli

Messaggioda bardo » giovedì 15 dicembre 2011, 15:27

antonio_conti ha scritto:Ai piedi di san Leone si individua lo stemma dei Malatesta, si intuiscono le tre teste e le... sbarre [nono.gif] Certo, esisteranno esempi di stemmi con sbarre in luogo delle bande (io forse ne ho visto qualcuno) ma senza dubbio le sbarre non erano normali per l'arma dei Malatesti, di qualsiasi ramo. E' tuttavia un peccato veniale [confused.gif]


Concordo con Antonio. Per quanto non sia così infrequente rintracciare stemmi con le sbarre - nel Tempio Malatestiano, su alcuni boccali del Museo della Città, a Pennabilli, sull'arco di Porta Carboni, a Roncofreddo, questi riguardanti il ramo malatestiano di Sogliano - bisogna ammettere che senza dubbio l'arma più frequentemete utilizzata era appunto quella con le bande. Ho visto persino stemmi con fasce scaccate. ;)
Parliamo di profili invece.. Sigismondo sembra dormire. :D

un saluto ;)
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