Stemma Guidi di Dovadola

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Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda antonio_conti » sabato 11 giugno 2011, 23:11

Un saluto a tutti,
le povere fonti a mia disposizione non mi permettono di capire quale stemma ebbero i Guidi conti di Dovadola, nello specifico Guido Salvatico (1240 c. - 1316 c.).
Qualcuno può darmi indicazioni utili?
Ho a disposizione gli stemmi pubblicati dal Litta che ho trovato su una pubblicazione relativa alla battaglia di Campaldino, ma non so orientarmi tra i numerosi rami della stirpe [hmm.gif]
Grazie ;)
a.

Immagine
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda bardo » domenica 12 giugno 2011, 0:26

Gentile Antonio Conti,
all'interno del volume La Signoria di Paolo il Bello e dei Malatesti di Ghiaggiolo è riportato uno stemma dei Guidi di Dovadola (erroneamente è riportata la dicitura Doradola); si tratta di una cartolina appartenente alle Raccolte Piancastelli, custodite presso la Biblioteca comunale di Forlì.

Immagine

Da Giusto, figlio di Guido Salvatico Guidi del ramo di Dovadola, discesero i Guidi di Volterra. Monsignor Francesco Salvatico Guidi (1694-1778), Arcivescovo di Pisa, fu un illustre esponente di questo ramo volterrano. Nell'opera Dell'antico dominio del Vescovo di Arezzo in Cortona di Lorenzo Guazzesi compare l'arma del Monsignore:

Immagine

Anche leggendo l'Annuario della Nobiltà Italiana (1885), che a p. 743 tratta dei Guidi di Volterra, l'arma è riportata come inquartato in croce di Sant'Andrea d'argento e di rosso.

Non è molto, spero di esserle stato d'aiuto. ;)

un saluto ;)
Luca
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda Antonio De Battisti » domenica 12 giugno 2011, 1:00

Gentile Antonio Conti,
lo Spreti conferma quanto or ora espresso dal collega Bardo.

GUIDI
Arma : Inquartato : in croce di S. Andrea di argento e di rosso.
Dimora : Volterra

La loro provenienza da GUIDO Salvatico dei Guidi conti palatini signori già di Ravenna e poi del Casentino e della Romagna e d'altre parti di Toscana fu riconosciuta da una sentenza del Magistrato Supremo di Firenze pronunziata nel 1716 ad istanza di FRANCESCO Guidi, arcivescovo di Pisa e di CAMILLO, ammiraglio della marina toscana.

Altri invece ritenne che discendessero da un Guido da Poggibonsi notaro. Ebbero però, incontestabilmente, i primi onori nella città di Volterra fino dal sec. XVI e la loro nobiltà fu più volte attestata anche dal Sacro Militare Ordine di S. Stefano che molti di loro ammise all'onore del cingolo cavalleresco.

La famiglia è iscritta nell' El. Uff. Ital. coi titoli di :
- patrizio di Volterra
- patrizio fiorentino
in persona di Fabio, di Camillo, di Giovanni Salvatico, conte palatino, patrizio di Volterra, patrizio fiorentino e dei figli :
- CAMILLO SALVATICO, con i titoli del padre
- MARCOVALDO, con i titoli del padre
- BERTA, nobile dei conti Guidi, patrizio come sopra


Il Ceramelli Papiani, invece, che avrà già avuto occasione di consultare, dà questa versione :
Arma : D'azzurro, al leone inquartato decussato d'argento e di rosso.


Cordiali saluti
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda Antonio De Battisti » domenica 12 giugno 2011, 1:40

Codesta, l'arma dei GUIDI di Volterra, forse un sottoramo ...

Immagine

Fonte : BSB - BayerischeStaatsBibliothek -. Insignia ... XIII. Insignia Lucensium, Senensium, Pisanorum, Pistoianorum, Volterranorum, Aretinorum, Cortonensium, Borgo a S. Sepolcro - BSB Cod. icon. 278
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda antonio_conti » martedì 14 giugno 2011, 22:25

bardo ha scritto:Gentile Antonio Conti,
all'interno del volume La Signoria di Paolo il Bello e dei Malatesti di Ghiaggiolo è riportato uno stemma dei Guidi di Dovadola (erroneamente è riportata la dicitura Doradola); si tratta di una cartolina appartenente alle Raccolte Piancastelli, custodite presso la Biblioteca comunale di Forlì.

Immagine

Da Giusto, figlio di Guido Salvatico Guidi del ramo di Dovadola, discesero i Guidi di Volterra. Monsignor Francesco Salvatico Guidi (1694-1778), Arcivescovo di Pisa, fu un illustre esponente di questo ramo volterrano. Nell'opera Dell'antico dominio del Vescovo di Arezzo in Cortona di Lorenzo Guazzesi compare l'arma del Monsignore:

Immagine

Anche leggendo l'Annuario della Nobiltà Italiana (1885), che a p. 743 tratta dei Guidi di Volterra, l'arma è riportata come inquartato in croce di Sant'Andrea d'argento e di rosso.

Non è molto, spero di esserle stato d'aiuto. ;)

un saluto ;)
Luca


Grazie,
qualche anno fa sono stato a Dovadola, ma l'unica insegna dei Guidi presente era (e forse è ancora) quella usata da un ristorante, inquartato in croce di s. Andrea di argento e di rosso... Potevo fidarmi di un oste? [nonono.gif]
Invece in qualche modo aveva ragione [clapping.gif], sembrerebbe [hmm.gif] . Quale sarà stata la fonte dell'autore della cartolina? [hmm.gif]
Molto interessante anche la pubblicazione sul feudo di Ghiaggiolo, chissà se dà notizie dalla casa comitale che precedette quella dei Malatesta?... magari lo stemma... si tratta di una casata che si estinse in quegli anni (metà duecento), chissà se ha lasciato traccia araldica di sè?
Antonio ;)
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda antonio_conti » martedì 14 giugno 2011, 22:39

Antonio De Battisti ha scritto:Gentile Antonio Conti,
lo Spreti conferma quanto or ora espresso dal collega Bardo.

GUIDI
Arma : Inquartato : in croce di S. Andrea di argento e di rosso.
Dimora : Volterra

La loro provenienza da GUIDO Salvatico dei Guidi conti palatini signori già di Ravenna e poi del Casentino e della Romagna e d'altre parti di Toscana fu riconosciuta da una sentenza del Magistrato Supremo di Firenze pronunziata nel 1716 ad istanza di FRANCESCO Guidi, arcivescovo di Pisa e di CAMILLO, ammiraglio della marina toscana.

Altri invece ritenne che discendessero da un Guido da Poggibonsi notaro. Ebbero però, incontestabilmente, i primi onori nella città di Volterra fino dal sec. XVI e la loro nobiltà fu più volte attestata anche dal Sacro Militare Ordine di S. Stefano che molti di loro ammise all'onore del cingolo cavalleresco.

La famiglia è iscritta nell' El. Uff. Ital. coi titoli di :
- patrizio di Volterra
- patrizio fiorentino
in persona di Fabio, di Camillo, di Giovanni Salvatico, conte palatino, patrizio di Volterra, patrizio fiorentino e dei figli :
- CAMILLO SALVATICO, con i titoli del padre
- MARCOVALDO, con i titoli del padre
- BERTA, nobile dei conti Guidi, patrizio come sopra


Il Ceramelli Papiani, invece, che avrà già avuto occasione di consultare, dà questa versione :
Arma : D'azzurro, al leone inquartato decussato d'argento e di rosso.


Cordiali saluti


Grazie!
anche queste fonti sono senza meno utili, anche se un po' tarducce, perlatro non concordi [confused.gif].
Certo che tra il conte di Dovadola e il notaro di Poggibonzi ce ne passa... [zip.gif]
Forse si potrebbe dare una sbirciata alle Carte strozziane dell'Archivio di Stato di Firenze... ma Firenze è lontana.
a. ;)
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda antonio_conti » martedì 14 giugno 2011, 22:46

Antonio De Battisti ha scritto:Codesta, l'arma dei GUIDI di Volterra, forse un sottoramo ...

Immagine

Fonte : BSB - BayerischeStaatsBibliothek -. Insignia ... XIII. Insignia Lucensium, Senensium, Pisanorum, Pistoianorum, Volterranorum, Aretinorum, Cortonensium, Borgo a S. Sepolcro - BSB Cod. icon. 278


Un sottoramo con un'arma moooolto brisata [hmm.gif]
Se non ricordo male questo stemmario è precedente il 1716. Non è che per l'istanza presentata, o per effetto della sentenza del Magistrato Supremo di Firenze del 1716, l'arcivescovo Francesco e l'ammiraglio Camillo mutarono stemma?
a. ;)
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda bardo » giovedì 16 giugno 2011, 14:21

Gentile Antonio Conti,
per quanto riguarda la cartolina, la didascalia dell'immagine ne riporta la collocazione: Sezione Cartoline romagnole, album 19, 681.
Forse potrebbe chiedere informazioni presso la Biblioteca "Aurelio Saffi" di Forlì dove le raccolte sono conservate: http://www.cultura.comune.forli.fc.it/s ... 8&ID=17189

Per quanto riguarda, invece, i Guidi di Dovadola, faccio qualche breve ricerca nel volume sui Malatesta di Ghiaggiolo e quanto prima le saprò dire. ;)

un saluto ;)
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda bardo » venerdì 17 giugno 2011, 12:06

Purtroppo le informazioni sui conti Guidi di Dovadola, presenti nel testo citato, sono scarse e tutte in rapporto ai Malatesta di Ghiaggiolo.

Uberto Malatesta (* circa 1270 + 1324), figlio di Paolo il Bello e Orabile sive Beatrice dei Conti di Ghiaggiolo, sposa la figlia di Ruggero dei conti Guidi di Dovadola. Il nome è rimasto sconosciuto, ed è incerto se questo Ruggero sia da identificarsi con il figlio di Guido il Salvatico, colui che aveva guidato l'esercito fiorentino contro Guido da Montefeltro nel 1277 venendo sconfitto nei pressi di Civitella di Romagna. Se così fosse, dato che Ruggero aveva sposato Lasia Manfredi, figlia di Francesco Manfredi e Rengarda Malatesta, figlia di Malatesta da Verucchio e Concordia figlia di Enrighetto, Uberto avrebbe sposato la figlia di sua cugina.
Ruggero Guidi di Dovadola si ritrova come curatore degli interessi del nipote minorenne Ramberto (* circa 1300 + post 1371), detto il Conticino, figlio di Uberto.
Come riporta infatti Luigi Tonini (Della storia civile e sacra riminese, vol. IV, pp. 296-297), in un giuramento di fedeltà all'Arcivescovo di Ravenna (27 febbraio 1324) si può leggere ... quod prelibatus Rambertus cum consensu et auctoritate Nob. Militis dni Rogerii de Doadola in tussia Comitis palatini sui avi materni, curatoris ipsius Ramberti....

Una nota rimanda agli Appunti storici sulla famiglia dei conti Guidi del Casentino e di Volterra, a cura dell'Accademia dei Sepolti di Volterra, Volterra 1941.

Ritrovo un accenno ai Guidi di Dovadola nella Cronichetta dei Malatesti di anonimo del XIV secolo (p. 39 e p. 41):

An. MCCCLV [...] Al ditto millesimo a dì 22 de maggio venne el conte da Ghiagiolo, e 'l conte Carolo da Dovadola a Santo Arcangiolo, et a Savignano cun CCCC. cavalleri per nome de la Chiesa di Roma, et comincò gran guerra. [...] El conte Carlo se ne fuggì ferido, et como goinse a Savignano se ne morì per feride che aveva, et fo' addutto in Arimino, et fò seppellido a S. Cataldo cum grande onore.


un saluto ;)
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda antonio_conti » martedì 21 giugno 2011, 16:11

Mille grazie Luca,
i conti di Ghiaggiolo (ante Malatesta) sono un po' sfuggenti... probabilmente con ricerche d'archivio... io sarei felicissimo di conoserne lo stemma, ma temo resterà un sogno [crybaby.gif] .
Intanto ho sfrondato l'albero dei Guidi individuando lo stemma dei di Dovadola. E' già qualcosa :D
Ancora grazie
a.
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda bardo » mercoledì 22 giugno 2011, 17:40

Caro Antonio Conti,
rileggendoti mi accorgo che probabilmente ciò che intendevi era avere informazioni sui conti di Ghiaggiolo, l'ultima esponente della quale, Orabile, sposò Paolo il Bello, e non sui Guidi di Dovadola. Provvedo subito a colmare la lacuna con le informazioni sui Conti di Ghiaggiolo presenti nel volume.

I Conti di Ghiaggiolo discenderebbero dai duchi bizantini dell'antico Esarcato. I fratelli Pietro e Severo ricoprirono importanti posizioni di rilevo a Ravenna (X secolo). Avevano giurisdizione su Ravenna, Decimano, Bobbio (Sarsina), Comacchio, sui contadi di Forlì, Forlimpopoli, Cesena e Ficocle (l'antica Cervia). Ebbero posizioni contrastanti con l'imperatore Ottone III che spogliò Lamberto, figlio di Pietro, di tutti i possedimenti a favore di Gerberto d'Aurillac, arcivescovo di Ravenna. Il fratello di Lamberto, Uberto, fu vescovo di Forlì. Al 1021 risale l'investitura del castrum Glazoli da parte dell'arcivescovo Eriberto ai figli di Severo.
Cent'anni più tardi, nel 1121, il castrum Glazoli risulta tra i possedimenti del conte Alberto, nipote di Lamberto, insieme ai castelli di Mustiola, Castelnuovo, Meldola, Dovadola e Monteacuto. Albertò donò tutto alla Chiesa ravennate, che subito, seguendo una prassi comune, lo investì dei medesimi beni. Nel 1158 Bonifacio, nipote di Alberto, ebbe comunque difficoltà a farsi investire dei possedimenti che all'epoca erano: Mustiola, Montesalto, Montevecchio, castrum Carlini e la pieve di Sant'Apollinare, i castelli di Massa, Santo Stefano e Monte Santo Stefano, Monte Scrutilio, Monte Paolo, il castello di Valdarca e di Ravaldino, Ghiaggiolo, Ranchio, Dovadola, Monteacuto e Meldola. Uberto figlio di Bonifacio ricorse allora all'imperatore Enrico VI attraverso il vicario imperiale Marcovaldo di Anweiler, e l'amicizia con potenti famiglie vicine come i Traversari ed i Malatesta.
Uberto, probabilmente - ma non vi è una prova certa - fu anche secondo marito di Matilde Malatesta, figlia di Malatesta e prozia di Malatesta da Verucchio. Ritroviamo Matilde in un rogito del 3 luglio 1199 (presso il Fantuzzi, II, p. 173, riportato dal Tonini) insieme al marito Ubertis comitis diede in enfiteusi parte di un casamento a Ravenna. Nel 1221 l'imperatore diede ragione ad Uberto, e nel 1229 Lamberto figlio di Uberto ottenne l'investitura imperiale ed il titolo di conte. Da Lamberto e tal Beatrice nacquero Guido/Guidone e Beatrice.
Nel 1250 Guido adottò, e quindi legittimò col proprio testamento la figlia naturale Manentessa (futura moglie di Guido da Montefeltro) insieme alla di lei sorella Sapia, e nominò eredi i figli Uberto e Rannieri (+ ante 1269). Nel 1262 l'abate del monastero di Sant'Ellero di Galeata, dipendente dalla Chiesa di Ravenna, riscontrando il mancato pagamento del canone dovuto da parte di Uberto di Ghiaggiolo, concesse i beni della famiglia a Malatesta da Verucchio (metà del castello di Ghiaggiolo con la sua curia e le pertinenze, i castelli di Monte Pezzoli, Sambucheto, e tutto ciò che Uberto possedeva nel territorio di Galeata e della Pieve di San Pietro per conto del monastero, ed altri beni nel castelli di Cusercoli e le sue pertinenze. Furono esclusi i castelli di Valdarca, Mustiola e Aiola).
Uberto morì prematuramente senza eredi maschi, con solo una figlia, Orabile. L'arcivescovo Filippo allora concesse l'intero castello di Ghiaggiolo a Malatesta da Verucchio, che poi prestò giuramento alla Chiesa ravennate, assicurando per se stesso e per il figlio. Guido da Montefeltro, come parente più prossimo, era probabilmente anche il tutore legale di Beatrice. Da notare che fino al 1269 Guido da Montefeltro si definisce "conte di Montefeltro e Ghiaggiolo". Il 28 agosto 1269 Orabile sive Beatrice, insieme all'ava Beatrice (moglie di Guido di Ghiaggiolo), alle zie Manentessa e Sapia ed allo zio Guido da Montefeltro, nella chiesa di Santa Croce ad Urbino cedè, insieme alle altre donne di famiglia, tutta l'eredità a Ludovico quondam Rinaldo delle Caminate, procuratore dei Malatesta.
Rimaneva solo da far sposare Orabile ad un Malatesta, e la scelta ricadde su Paulus Pulcher. ;)

Per quanto riguarda lo stemma familiare.. la vedo difficile! Ma non si può mai dire. :)

un saluto ;)
Luca
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda antonio_conti » lunedì 27 giugno 2011, 15:14

Grazie Luca, mi riferivo proprio a quei conti di Ghiaggiolo. Mi hai dato notizie interessanti che non conoscevo. Anche io la vedo dura per l'arma.
a. ;)
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda oscarseveri » lunedì 5 gennaio 2015, 1:56

Luca, Antonio salve

ho trovato il vostro scambio di messaggi sui conti di giaggiolo e zone limitrofe discendenti da Lamberto Severi.

Potreste dirmi quali fonti avete a disposizione per approfondire il tema genealogia e possedimenti dei discendenti di questa famiglia?
Avete poi avuto la possibilità di reperire lo stemma o informazioni sullo stemma della famiglia?

grazie in anticipo
Oscar
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda oscarseveri » mercoledì 25 novembre 2015, 19:29

Nessun riesce a darmi una mano?
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Re: Stemma Guidi di Dovadola

Messaggioda bardo » mercoledì 25 novembre 2015, 19:59

Buonasera,
se la memoria non mi inganna dovrei avere, tra le mie carte, alcuni articoli sulla famiglia in questione, se non sbaglio corredati da un albero genealogico. Proverò a dare un'occhiata. ;) Aggiungo che a parer mio, parlare di un Lamberto Severi, come se tale fosse un cognome ben strutturato e fissato, non è propriamente corretto.

un saluto ;)
Luca
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