Corona di barone

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Corona di barone

Messaggioda Elassar » sabato 19 aprile 2003, 9:13

Avrei una domanda da sottoporre agli amici del forum: come si sa, alla luce dell’art. 26 del R.D. 13 APRILE 1905, n. 234 (cd. Regolamento tecnico araldico illustrato) «La corona normale di Barone ha il cerchio accollato da un filo di perle con sei giri in banda (tre visibili)», mentre il successivo art. 28 recita: «Sono tollerate le corone di Barone col tortiglio alternato sul margine del cerchio da sei grosse perle (quattro visibili) oppure omesso il tortiglio colla cimatura di dodici perle (sette visibili) o collocate sul margine del cerchio o sostenute da altrettante punte». L’art. 29, poi, prevede che: «La corona normale di nobile è cimata da otto perle (cinque visibili)».
Dalla lettura delle superiori disposizioni non sembrerebbero sussistere dubbi circa il fatto che la corona cimata da otto perle di cui cinque visibili sia quella di barone. In Sicilia, però, molte famiglie titolate con il titolo di baroni hanno nello stemma la corona con cinque perle visibili (sono certo che non sia la rappresentazione dello stemma dei nobili di…, perché ho avuto modo di osservare attentamente questi stemmi), secondo voi, come mai?
L’unica risposta che mi sono dato è che, trattandosi di titoli di concessione borbonica, le regole araldiche seguite da questi titoli siano leggermente differenti rispetto alla normativa in materia adottata dal Regno d’Italia, con la conseguenza che in Sicilia la corona con cinque perle visibili sia quella normale o tollerata di barone.
Aspetto le vostre risposte,
Elassar
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Messaggioda Messanensis » sabato 19 aprile 2003, 11:48

Gentilissimo Elassar,
essendo siciliano questo è un dubbio che ho anch'io.
La mia famiglia poteva fregiarsi del titolo di nobili dei baroni (per una concessione baronale risalente agli aragonesi e non ai borboni); a casa abbiamo una rappresentazione dello stemma piuttosto recente (fine '800) in cui la corona, oltre ad avere un filo di perle con sei giri in banda (tre visibili), è cimata da cinque perle visibili. Ciò non avrebbe senso perchè, come Lei giustamente osserva, secondo il regolamento araldico la corona se fosse baronale dovrebbe avere 4 perle in cima e non 5 (oppure non averle completamente); oppure se fosse nobiliare non dovrebbe avere i tre giri di perle, ma soltanto le 5 perle in cima.
Tale corona con i tre fili di perle in giro e le 5 perle in cima, l'ho vista applicata anche su altri stemmi della stessa epoca, appartenenti a famiglie baronali che però potevano fregiarsi del solo titolo di "nobile".
Forse, per lo meno in Sicilia, aveva il significato di indicare i "nobili dei baroni" e, mischiando caratteristiche di entrambe le corone, indicava che non si apparteneva ad una famiglia soltanto "nobile", ma "nobile dei baroni". Nonostante ciò non fosse molto corretto, probabilmente lo si faceva per non dover rappresentare, oltre a scudo e corona, anche l'elmo sormontato da un'altra corona.
Questa è la mia ipotesi. Che ne pensate?
Gentile Elassar, è sicuro che gli stemmi che ha visionato non appartenessero a rami cadetti di famiglie baronali?
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Messaggioda MMT » sabato 19 aprile 2003, 18:03

Gent.mi sigg. Elessar e Basile,
anch'io ho una foto autenticata da notaio che mostra un arazzo riportante lo stemma di famiglia sormontato dalla misteriosa corona. Questo con molta probabilità si può spiegare dal fatto che il mio quatrisnonno fu insignito da Francesco II, appena in tempo, del titolo baronale, che però nessun avo volle far riconoscere dalla monarchia sabauda.
Questo fatto ricorre anche nella famiglia di un mio carissimo amico. Anche in questa famiglia i concessonari sono i Borbone Due Sicilie.
Che sia un caso?

Speriamo di far luce su questo "mistero" araldico. Io ritengo che forse la corona cinque perle-tre bande può derivare dall'araldica tedesca, ma è solo un'ipotesi.

Distinti saluti, felice Pasqua,
Michele M. Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Messanensis » domenica 20 aprile 2003, 12:00

Nella mia famiglia, che io sappia, non vi fu nessuna concessione da parte dei Borboni.
Probabilmente era una corona in uso nel Regno delle due Sicilie, legata cioè al territorio (le due Sicilie) e non al concessionario.
Però se fosse una corona baronale il mio trisnonno si sarebbe arrogato un titolo che, a quanto ne so, non gli competeva.
Speriamo che qualcuno riesca a risolvere la questione.
Ancora tanti auguri di una serena Pasqua.
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Messaggioda Elassar » martedì 22 aprile 2003, 8:53

Gentilissimo Messanensis,
sono abbastanza sicuro che gli stemmi che ho visto non appartengono a rami cadetti di famiglie baronali, questo perché ho trovato molti casi come quelli da me descritti, e spesso si tratta di famiglie che non hanno un ramo cadetto con stemma.
Inoltre, se fosse un ramo cadetto, penso che nello stemma ci sarebbero state due corone: quella di nobile e quella di barone, mente in questo caso si tratta certamente di una sola corona. Sono inoltre abbastanza sicuro che le famiglie in questione siano effettivamente titolari di un titolo baronale.
A presto,
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 24 aprile 2003, 14:30

Inserisco le seguenti immagini ed i testi inviatimi dal Sig. Tuccimei di Sezze:

Immagine

ecco un'immagine del già menzionato arazzo, non so a che periodo appartenga in quanto ho trovato questa foto in atto di notaioil quale scrive a proposito "...nella stessa sala nella parete di fronte all'ingresso esiste un grande arazzo dipinto riproducente al centro il già menzionato stemma. Tale arazzo, dato lo stato, appare di antica data, ed è riprodotto nella fotografia che qui si allega sotto la lettera C."

Immagine

immagine tratta da "Araldica usi, regole e stili" di Carl-Alexander Von Volborth edito da LIBRITALIA. Si noti la somiglianza tra la corona qui illustrata e quella dell'arazzo. Ora vabbene che in famiglia vi è una leggenda che narra del primo della famiglia che tra il XII - XIII sec. scese in italia al seguito del Barbarossa... ma non credo che l'arazzo sia così antico! Comunque è l'unica spiegazione che si potrebbe collegare a tale somiglianza o coincidenza. Ma credo sia più attendibile l'ipotesi Regno delle Due Sicilie."
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 24 aprile 2003, 19:54

Riporto immagine e commento del Sig. Rosario:

Immagine


"Questa è la corona di cui facevo menzione nel precedente messaggio. I giri di perle visibili sono soltanto tre e non quattro, come nella corona baronale tedesca ed in quella del gentile Tuccimei di Sezze.
Mi rivolgo al Sig. Elassar per sapere quanti giri di perle vi siano negli stemmi baronali da lui visionati."
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Messaggioda MMT » sabato 26 aprile 2003, 0:41

Mi appello a tutti i frequentatori... i lettori:

qualcuno ci aiuti a risolvere questo mistero della corona baronale (sembrerebbe un triller! :shock: )!!!

Michele M. Tuccimei di Sezze
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Messaggioda MVC » sabato 26 aprile 2003, 13:42

Gentili amici,
provo a fare una piccola considerazione....

Perché vi sembra strano che questa corona baronale abbia 5 perle, anziché 4 + giro in banda di tre fili ???

Per il semplice fatto che, normalmente, tutti noi facciamo riferimento al regolamento del 1905 della Regia Consulta Araldica.

Questo regolamento del 1905 fa due cose principali:
da un lato inserisce ufficialmente e per la prima volta le corone di forma “tollerata” che prima di allora erano solo UFFICIOSE.
Contemporaneamente ufficializza anche il numero degli elementi visibili in queste corone tollerate

Questa fu insomma una duplice novità formale.

Va detto che fino ad allora vigeva un altro regolamento ufficiale della Consulta, risalente al 1870.
Esso prevedeva solo un tipo di corona per ciascun rango ( cioè solo le forme ordinarie). Di queste se ne specificava anche il numero degli elementi visibili. Ma, appunto, tale distinzione era riferito SOLO a queste corone.

Per cui, se in una concessione precedente il 1905, il titolare decideva di usare una corona diversa da quella ordinaria già codificata, NON aveva ancora vincoli precisi a cui doversi attenere.

Una corona baronale avrebbe potuto benissimo presentare cinque perle al posto delle canoniche quattro...Infatti ancora NON stava scritto da nessuna parte che ci dovesse essere una corona baronale tollerata, con 4 perle e il giro in banda...

Certo, dopo il 1905, si sarebbe teoricamente dovuto provvedere a uniformare questa corona ma, dati i rapporti che correvano tra le due metà dell’Italia, il non averlo fatto mi sembra un atteggiamento più che mai naturale e comprensibile... Del resto le ferite erano ancora molto fresche....

A questo punto, però, credo sia bene specificare in base a quale criterio la Consulta stabilì il numero dei vari elementi visibili nelle corone...Fu un metodo basato sulla logica e venne adottato sia per il regolamento del 1870 sulle forme ordinarie, sia per quello successivo del 1905 sulle forme tollerate.

In pratica si basava sulla supposizione che, guardando una corona, sarebbe possibile vedere in prospettiva SOLO gli elementi frontali, e non quelli dietro. E questi elementi anteriori visibili dovrebbero essere poco più della metà del totale...

Ecco il passo integrale del ragionamento fatto dalla Consulta già nel 1870:

Omissis..."Per la situazione orizzontale delle corone sugli scudi non si segna, nelle figure dipinte o scolpite in basso rilievo, tutto il numero di fioroni e perle sopra indicato, supponendosene poco meno della metà coperto dai fioroni e dalle perle che si presentano di fronte”...Omissis...

Per cui, anche nel nel 1905, quando si stabilì che una corona tollerata di barone dovesse avere il giro di perle in banda, alternato a SEI grosse perle, si pensò che nella realtà se ne sarebbero potute vedere frontalmente poco più della metà...E si decise per QUATTRO.

Ma NON si è mai indicata una proporzione ben precisa....

Ora, dato che anche il GINANNI nel 18° secolo già faceva una distinzione tra gli elementi visibili e quelli teorici ( pur non esistendo ancora NESSUNISSIMA regolamentazione ufficiale) è evidente che si tratta di una cosa molto antica, alla quale si prestava molta attenzione.

E se è così antica, è ovvio che anche nella Sicilia preunitaria fosse una usanza largamente contemplata.
Quindi, nel caso specifico in esame, non si è fatto altro che applicare questa antica e semplice logica prospettica.
Solo che invece di 4 perle si è optato per 5....Questione di decimi di frazione... :D :D :D
Stessa considerazione per il numero dei giri in banda...In tal caso, anziché la metà precisa ( tre di sei) si è seguito lo stesso criterio generale per le perle, ed è stato messo un filo in più della metà...

Per concludere, ritengo che l’esempio qui in discussione Non si possa ritenere una variante della corona di barone, poiché NON ha elementi di sostanziale differenza rispetto a quelli della corona tollerata corrispondente e codificata. Si tratta semplicemente di una perla e di un giro in più, dovuti a una diversa interpretazione di calcolo.

Una piccola irregolarità che, però è diventata tale SOLO dopo il regolamento del 1905.

Cordiali saluti
MVC
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Messaggioda Messanensis » sabato 26 aprile 2003, 15:12

Gentile MVC,
secondo me la sua teoria della diversa interpretazione di calcolo può giustificare i 4 giri di perle (al posto dei 3 giri), ma non le 5 perle in cima (invece delle 4).
Se i giri di perle sono 6, essendo la metà 3 e poco più della metà 4, potrebbero essere visibili 3 o 4 giri: la consulta optò per 3.
Nel caso del Sig. Tuccimei di Sezze abbiamo invece 4 giri e ciò può essere giustificato, come giustamente dice Lei, da una diversa interpretazione di calcolo, essendo 4 poco più della metà.
Però questo discorso non lo trovo applicabile alle perle in cima alla corona. Se le perle totali in cima fossero 6, essendo la metà 3 e poco più della metà 4, quelle visibili potrebbero essere 3 o 4: la consulta optò per 4 (ritengo giustamente perchè le due perle centrali davanti coprono le due perle centrali dietro, rendendone visibili frontalemente soltanto quattro).
Nel nostro caso però abbiamo 5 perle visibili in cima, e sarebbero troppe se le perle totali fossero soltanto 6: infatti sarebbero molto più della metà, anzi, sarebbero visibili tutte tranne una! Per esempio nella corona di nobile, dove le perle visibili sono proprio 5, quelle totali sono 8.
Dunque nel nostro caso, essendo 5 le perle visibili, quelle totali dovrebbero essere per lo meno 7, più probabilmente 8.
Infine presumo insieme a Lei che all'epoca in cui queste "varianti" di corone baronali erano in uso (cioè prima del 1905) non dovevano essere irregolari.
Cordiali saluti,
Rosario
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Messaggioda MVC » sabato 26 aprile 2003, 16:41

Caro Rosario,

calcolatrice alla mano ho fatto due conti.. :shock:
Su un totale di 6 perle abbiamo che 4 equivalgono al 66, 6% del totale.

5 perle, invece, sono l'83,3 %.

In effetti le 4 perle sono accettabilissime come "poco più della metà"...
Mentre le 5 sono un po' troppo...

Non dimentichiamoci, però, che il "poco più della metà" NON essendo ancora codificato ( almeno non per le corone fuori dall'ordinario prima del 1905) NON era mica tassativo!

Le ipotesi potrebbero essere diverse...
Potrebbe darsi che la Consulta del 1870 fu la prima a parlare di "poco più della metà", e che prima di allora l'usanza comune si limitasse a "più della metà" e basta...

Oppure potrebbe trattarsi di un mero errore di calcolo da parte del titolare della corona dell'epoca...(Specialmente senza avere la calcolatrice) :D

Magari non si rese conto che in certi casi UNA perla può valere, da sola, il 16,7 per cento del totale...

Francamente non vedo altre spiegazioni storicamente e oggettivamente valide.
Mi sentirei di escludere l'ipotesi di una forma tradizionale e peculiare delle Due Sicilie ( o del Regno di Napoli), poichè non ci sono sufficienti elementi di diversità rispetto a quella codificata.

Altrimenti la stessa Consulta l'avrebbe inserita probabilmente tra quelle "tollerate".
( Non scordiamoci che le tollerate sono semplicemente le corone che venivano, di fatto, maggiormente usate nelle molteplici tradizioni locali delle varie regioni, e che la Consulta pensò giustamente di mantenere in vita...)

Cordialmente
Mauro
MVC
 

Messaggioda Messanensis » sabato 26 aprile 2003, 18:18

Caro Mauro,
non so se questa "variante" fosse perculiare del Regno delle due Sicilie. Però finora non è saltata fuori nessuna famiglia del nord che facesse uso della corona con 5 perle in cima e 4 giri. Per fare un altro esempio visibile a tutti anche la famiglia dei baroni Piccolo di Calanovella la utilizzava, come si può notare a http://www.fondazionepiccolo.it
Probabilmente questa corona non fu tollerata dalla Consulta perchè troppo simile ma molto meno diffusa di quella che invece fu tollerata (4 perle in cima con 3 giri, in uso anche nel sud Italia insieme alla famosa "variante").

Infine penso penso proprio che chi disegnò la corona che ho mostrato un paio di messaggi fa (quella sul mio stemma) commise un errore perchè i fili di perle dovrebbero girare tra tutte le 5 perle visibili sulla corona, mentre tra l'ultima e la penultima perla a destra manca un giro. Che ne pensate?
Rosario Basile

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Messaggioda MVC » domenica 27 aprile 2003, 0:26

Caro Rosario,

ho visitato il link segnalato, e in effetti si tratta proprio di un altro esempio del genere.

Sarebbe interessante, a questo punto, avere un modo ( credo però che sia molto difficile, se non impossibile) per fare un piccolo "censimento"...
E verificare quante famiglie effettivamente hanno usato tale corona, in che periodo e in quale dislocazione politco-geografica...

Riguardo la corona mancante di un filo di perle, non credo che si possa parlare di errore.
Per il semplice fatto che l'errore può esserci solo in contravvenzione di una regola precisa e codificata. E alla concessione di quella corona (fine '800 se non ho capito male) ancora non c'era alcuna regola in merito alle corone fuori dall'ordinario.

Un caro saluto
Mauro
MVC
 

Messaggioda Elassar » giovedì 1 maggio 2003, 8:47

Probabilmente mi devo essere espresso male: la corona baronale alla quale io faccio riferimento è identica a quella di nobile (non ha giri di perle attorno), e certamente si rinviene in stemmi di baroni siciliani.
Comunque, è certamente degna di attenzione anche la questione circa la corona che è illustrata nelle due fotografie forniteci dal sig. Michele Tuccimei di Sezze.
Elassar
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