Arma di Porto Sant'Elpidio: aiutiamo una scuola elementare!

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Arma di Porto Sant'Elpidio: aiutiamo una scuola elementare!

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 11 aprile 2003, 18:16

"Carissimi esperti di araldica,
siamo una classe di Porto Sant'Elpidio e vorremmo avere alcune spiegazioni sui simboli che sono raffigurati negli stemmi dell'Italia, delle Marche, della Provincia di Ascoli Piceno e del comune di Porto Sant'Elpidio.
Sperando che abbiate informazioni a noi utili per i nostri lavori di geografia salutiamo.

Classe IV C scuola Gianni Rodari Porto Sant'Elpidio."

Questa un'e-mail ricevuta dal Sig. Fracasso che ha prontamente richiesto il nostro aiuto. Allora, aiutiamo tutti questa classe elementare (fa molto piacere vedere nascere l'interesse ai simboli da parte di giovani studenti).
Gli stemmi sono i seguenti:
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Marche
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Ascoli Piceno
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Porto Sant'Elpidio
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda MVC » sabato 12 aprile 2003, 11:34

La richiesta mi tocca particolarmente poiché, oltre alla soddisfazione di vedere dei ragazzi molto giovani interessarsi all'Araldica, si tratta della mia Regione, nonché della mia Provincia (Ascoli Piceno).... :D Provo a spiegarmi in modo semplice, spero di riuscirci. E soprattutto spero di esservi utile.

- Per prima cosa, è bene chiarire che il simbolo della Regione Marche è un Picchio stilizzato insieme alla lettera M, ( iniziale di Marche).
Il Picchio ricorda gli antichi PICENI, cioè il popolo che in età pre romana colonizzò la parte Sud delle Marche. ( Popolo che era originario di una zona molto antica del Lazio, chiamata “Sabina”)

Fu proprio questo Popolo a dare il nome alla zona del Piceno ( cioè l’area geografica compresa, più o meno, tra il Fiume Tronto a Sud e il fiume Aso a Nord ). La Città di Ascoli Piceno fu la prima e più grande colonia che i Piceni fondarono.

Interessante è capire il perché del nome PICENI...
In realtà questo popolo era formato da gruppi di giovani ragazzi che, in occasione del "VER SACRUM", cioè la Festa della Primavera, venivano esiliati in perpetuo dai loro capi villaggio laziali, in segno di SACRIFICIO da offrire agli Dei ( come offerta per ottenere abbondanti raccolti e stagioni favorevoli).

Essi, al momento della cacciata, affidavano il loro destino agli Dei, e in particolare a quello della guerra ( che in seguito i Romani chiameranno Marte).
Come segno di protezione scelsero il Picchio, che era proprio l’uccello sacro al Dio della guerra,
e spesso ne portavano con loro degli esemplari, oppure se ne ornavano il capo e il corpo con penne e piume.
Questo Rito si ripeteva ogni anno in Primavera, e così gruppi di svariate decine ( se non addirittura centinaia) di giovani, si spingevano verso est, fino ad incontrare le fertili terre dell'attuale Piceno.

E furono i Romani a dare loro il nome latino di “Picentes”, cioè “coloro che recano il Picchio”, e che ad esso erano consacrati.

Questa simbologia fortissima e antichissima ha influenzato un po’ tutta la Regione Marche, facendo in modo che essa adottasse il Picchio come stemma.

- Lo Stemma della Provincia di Ascoli, è diviso in quattro parti. E viene definito “Inquartato”. Ognuna delle quattro parti, in Araldica, si chiama “Quarto”. Per cominciare la descrizione ( che in linguaggio tecnico si chiama “Blasonatura”) si deve partire dal primo Quarto in alto a destra.
( Quello con il Castello di Ascoli)
A questo punto, regola molto importante, va detto che in Araldica la destra è rovesciata rispetto a quella “normale”. Perciò una persona che guarda lo stemma, dovrà sapere che alla propria sinistra corrisponde il lato Destro dello scudo, mentre alla propria destra quello Sinistro dello scudo.

Subito dopo, procedendo verso la Sinistra Araldica, si passa al Secondo Quarto che è quello con l’Aquila Nera. Poi si deve ripartire ancora dalla Destra Araldica, e perciò si scende al Terzo Quarto che è quello in basso con la Croce . Si termina, infine, con l’ultimo Quarto ( cioè l’altro Castello di Ascoli, in basso). Se, però, i Quarti sono uguali a due a due si blasonano insieme. In questo caso, perciò, iniziando a blasonare il Primo, si dovrà blasonare anche il Quarto.
la Corona che sta sopra lo scudo è quella che usano le Province ( i Comuni ne hanno una diversa, e così pure le Regioni), e vi sono inseriti due rametti, uno di quercia ( quello tutto verde), e l’altro d'alloro ( quello con le bacche rosse, che però in questo esempio NON si vedono). Nel linguaggio araldico si dice che lo scudo è “TIMBRATO” dalla Corona.

perciò, ecco come dovrebbe essere la blasonatura corretta dello stemma della Provincia di Ascoli:

Scudo Sannitico bordato d’Oro e Inquartato: nel Primo e nel Quarto, di Rosso, al Castello di travertino al naturale, merlato alla ghibellina, aperto da due archi di nero e finestrato di cinque dello stesso, fiancheggiato da due torri sempre di travertino, quella a destra, più alta, merlata di quattro pezzi dello stesso, finestrata di due aperture strombate di nero poste in palo, quella a sinistra, più bassa, finestrata di una apertura strombata di nero e chiusa in cima da un tetto spiovente di travertino, ( che è di Ascoli),
nel Secondo, d’Oro, all’aquila Imperiale di nero coronata d’oro,
nel Terzo, di Rosso, alla Croce Patente di Argento.

Lo scudo timbrato dalla Corona di Provincia, formata da un cerchio d'Oro gemmato di Rosso, racchiudente due rami, uno di quercia e l’altro d'alloro, entrambi al naturale, posti in decusse, uscenti dalla Corona e ricadenti all'infuori.

(Nello stemma qui presente il Castello Ascolano e la Croce presentano dei colori un po’ alterati )


Proviamo a vedere il significato dei vari simboli che questo stemma racchiude:

i due castelli con le torri, sono chiaramente il simbolo di Ascoli Piceno, Città famosa già nel Medioevo per le sue tantissime torri, e che per questo motivo è detta ancora oggi “Città delle Cento Torri”. Il materiale di costruzione è il travertino perché nell’Ascolano ( la zona compresa fra il fiume Tronto e il fiume Castellano, cioè i due corsi d’acqua che circondano completamente Ascoli) se ne trova in abbondanza ( e se ne trovava tantissimo già fin dai tempi di Roma).
Ed è il materiale col quale la Città di Ascoli è stata quasi interamente costruita.

L’aquila, invece, è il simbolo del Sacro Romano Impero ( quello fondato da Carlo Magno),
mentre la Croce è riferita alla Chiesa. E qui entra in ballo, oltre ad Ascoli, anche la città di Fermo.
Sia Ascoli che Fermo, infatti, erano due delle Città più grandi ed importanti delle Marche nel Medioevo ( anche se allora le Marche come le intendiamo oggi ancora non esistevano), anzi, addirittura Fermo riuscì ad estendere il suo dominio anche in una parte dell’Umbria, e divenne un DUCATO (per quanto era grande).
Ascoli e Fermo erano rivali e combatterono spesso tra loro per espandere i propri confini e per affermare la loro supremazia. Tuttavia, oltre ad essere in lotta tra loro, ognuna di esse dovette anche affrontare separatamente le pressioni a volte fatte dalla Chiesa, altre volte dal Sacro Romano Impero. Anche l’Imperatore e il Papa, infatti, si trovavano quasi sempre in lotta e , per vincere, cercavano l’appoggio di un numero sempre maggiore di Città e Comuni.
E se la Città non si alleava spontaneamente, le veniva mossa guerra per conquistarla.

La Croce, inoltre, ha una forma tipica di quelle usate dai Crociati ( cioè ha i bracci che si allargano verso l’esterno, e in Araldica si chiama “Croce Patente”). Secondo alcuni storici, pare che Fermo abbia partecipato proprio alla Prima Crociata, quella del 1099, e che abbia ospitato anche il Papa Urbano II ( il Papa che proclamò questa Crociata). Se andate a vedere lo stemma attuale del Comune di Fermo troverete proprio questi simboli ( l’Aquila e la Croce).
Il più antico stemma fermano, invece, ( che risale al Medioevo) era formato soltanto da una Croce uguale a questa, messa nell’angolo in alto a destra ( la Destra Araldica, eh!) dello scudo, angolo che si chiama “Cantone Destro del Capo” ( il Capo è la parte più alta dello scudo). Questo scudo è IDENTICO a quello che oggigiorno usa il Comune di Porto San Giorgio.

- Lo stemma del vostro Comune, Porto Sant’Elpidio, invece, è molto più moderno. Come saprete, infatti, è il più giovane Comune della Provincia di Ascoli Piceno, e la sua nascita ufficiale risale al 1951 ( o 1952, scusate ma ora non ricordo con precisione). Nel Medioevo esisteva già, ma faceva parte di Sant’Elpidio a Mare ( che NON ha il mare, al contrario del nome, perché, in realtà, quella “a” deriva dal latino e significa “lontano”, “senza” , cioè “Lontano dal Mare”). Dunque aveva bisogno di uno sbocco sul mare per poter ampliare le vie commerciali, e quello sbocco sul mare era proprio Porto Sant’Elpidio.

Il nome di Sant’Elpidio, è il nome di un monaco cristiano che, secondo una leggenda, giunse qui tra la fine di Roma antica e l’inizio del Medioevo, per fondare un Ordine Religioso e un monastero.
Secondo la leggenda Elpidio era originario delle coste del Mediterraneo Orientale, forse la Grecia o la Turchia.
La farfalla che è presente nello stemma del Comune, perciò, ricorda una regione della Grecia dove sorge un Monte che anticamente era detto ELICONA.
E dato che le ELICONIDI sono anche un tipo di farfalle, ecco che la farfalla in questione richiama quel monte greco, sacro alle Muse.
Gli altri elementi dello stemma sono una barca a vela che solca un mare dorato e un sole che splende.
Ovviamente tutti chiari riferimenti alle origini marittime di Porto Sant’Elpidio, specialmente il mare:
d’oro sia per il riflesso del sole che per la prosperità data alla città ( in passato con i commerci, oggi con la vocazione al turismo).

La Blasonatura ( cioè la descrizione Araldica), pertanto, è la seguente:

Scudo Sannitico: di Cielo, alla barca a vela al Naturale flottante sulle onde d’Oro, accompagnata nel Canton Destro del capo dall’Ombra di Sole , il tutto fondato sulla Campagna di Rosso caricata di una Farfalla d’Oro.

Timbrato dalla Corona di Comune, formata da un cerchio d’Argento murato di nero e aperto di quattro archi dello stesso ( tre visibili), sostenente una cinta muraria, pure essa d’argento, aperta di sedici porte di nero ( nove visibili) e sormontata da una merlatura alla ghibellina di sedici pezzi ( nove visibili) sempre d’argento.

Sotto la Punta due rami, uno di alloro e uno di quercia, entrambi d’oro, passati in decusse e legati da un nastro dello stesso, e una lista bifida d’Azzurro sopportante il motto: “IN LITORE FULGET”, in caratteri monumentali di Nero.


"In Litore Fulget" è latino è vuol dire "splende sulla spiaggia"...
(“L’Ombra di Sole” sembra un controsenso...Ma in Araldica il Sole deve avere la faccina, con tanto di occhi, naso e bocca., proprio come nei fumetti...Altrimenti, se non ce l’ha, come in questo caso, si deve dire “Ombra di Sole”.
Per precisione, però, va detto che generalmente lo stemma di Porto Sant’Elpidio ha il Sole vero e proprio, con tanto di faccina dentro...).

Spero che anche gli altri amici del forum vogliano offrire il loro prezioso contributo,
nel frattempo io resto a vostra disposizione.

Tanti cari saluti da un marchigiano ascolano... :D :D :D
Mauro
MVC
 

Messaggioda sebpasq » domenica 13 aprile 2003, 15:54

Caro Mauro
ti ringrazio a nome di tutti per il prezioso intervento e sinceramente non credo ci sia molto altro da aggiungere a quello che hai detto.
Veramente curiosa la farfalla nello stemma di Porto S. Elpidio (credo veramente rara).
Inoltre, anche se non c'entra molto con il tema del tread, dato che la storia dell'Ascolano medievale secondo me è molto interessante, volevo chiedere a te o ad altri marchigiani se si conosce l'esatta origine della Quintana: potresti illuminarci?
Grazie, un saluto
Sebastiano Pasquini
sebpasq
 
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Messaggioda FP » domenica 13 aprile 2003, 22:09

Caro Amico,

si riferisce alla Giostra della Quintana?

Potrei trovare forse qualcosa...

saluti...
~ Tua vivimus luce ~
FP
 
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Messaggioda sebpasq » lunedì 14 aprile 2003, 18:07

Egr. Conteschweinfurt
so cos'è la Quintana e ho anche assistito in televisione ad una rievocazione ad Ascoli Piceno.
Però il Crollalanza riporta che questa giostra cavalleresca era diffusa specie in Francia, per cui sarebbe interessante sapere come è nata e come mai è divenuta proprio una manifestazione tipica di Ascoli.
Grazie a chiunque risponda.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda tdsotm » lunedì 5 maggio 2003, 22:57

Ringrazio, a nome della classe di Porto Sant'Elpidio, per la collaborazione ricevuta. Non ho ancora avuto un riscontro, ma credo che con le osservazioni inviatemi la curiosità dei ragazzi sia stata più che soddisfatta. Da ex insegnante elementare ne sono proprio soddisfatti. Grazie a tutti e in particolare al NH Mauro Valerio Capecci, persona veramente stimabile. Bruno Fracasso
tdsotm
 
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