Storia istituti araldico-genealogici

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Storia istituti araldico-genealogici

Messaggioda Ninni » domenica 29 novembre 2009, 15:06

Un cordiale saluto al lettore.
Sono interessato, in questo periodo, a sapere qualcosa di più sugli istituti araldico-genealogici. Ho visto un quadretto-stemma decorativo a casa di conoscenti. So della loro irrilevanza, ma mi interessa approfondire la loro storia, l'evoluzione, perchè il grande numero di certificati che si vede in giro è certamente legato ad aspetti sociali e alla storia del nostro paese.
Desidererei sapere quali erano i più importanti istituti dopo l'unità e se erano dislocati sul territorio con sedi distaccate. Vorrei inoltre sapere se erano autorizzati dall'autorità e quindi potevano eventualmente fregiarsi di essere associazioni autorizzate e riconosciute ed eventualmente utilizzare gli stemmi del regno o comunque simili per certificare.
Grazie.
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Re: Storia istituti araldico-genealogici

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 29 novembre 2009, 16:18

A mio avviso il desiderio di nobiltà aumenta in modo inversamente proporzionale al valore che questa classe sociale ha nella società. Perciò con la fine del feudalesimo, quando i titoli nobiliari sono diventati mere onorificenze, sempre più persone hanno iniziato ad ambire a far parte dell'aristocrazia ed a far uso abusivamente di titoli loro non spettanti (pensiamo ai tanti cadetti di famiglie nobili che usavano il titolo spettante solo al capofamiglia); per cui sono nate nei vari stati preunitari le commissioni governative che dovevano verificare chi fosse l'effettivo detentore di un titolo; poi, con l'Unità d'Italia, sorse l'esigenza di mettere ordine tra le varie aristocrazie regionali e nacque la Consulta Araldica. Nel frattempo, molti privati si resero conto che c'era da guadagnare parecchio con tutti i nuovi ricchi che volevano fregiarsi di un titolo nobiliare e nacquero diversi istituti araldici che, dietro lauto compenso, unitamente a studi scientifici erano disponibili anche a ricostruire delle genealogie di comodo da sottoporre alle commissioni regionali; ma, lo Stato non fu da meno; si rese conto che l' "eccitazione della vanità" poteva essere una fonte di introiti per le casse dell'Erario e introdusse una grossa tassa per molti provvedimenti di natura nobiliare. Infine, con l'avvento della Repubblica, la Costituzione ha privato i titoli di tutela giuridica, con la conseguenza che oggi in Italia un titolo nobiliare ha solo una valenza storica (non sempre facilmente verificabile), ma una nota pubblicazione privata che elenca tutte le famiglie nobili italiane è passata dalle quasi 1300 pagine degli anni 40 alle quasi 2000 di oggi; per non parlare di opere simili a questa, non più pubblicate da molti decenni, che ricompaiano ai nostri giorni con la stessa veste grafica originaria, ma più voluminose, e vengono presentate come continuazione della vecchia serie.
A presto.
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Re: Storia istituti araldico-genealogici

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 30 novembre 2009, 11:24

E' un dato di fatto che gli onori attirano di più se senza oneri: la classe senatoria romana, la prima in tutto il mondo antico, attraeva moto di più quando politicamente il Senato divenne organo consultivo di quando era un'assemblea di sovrani(rimando al Syme), hai proprio ragione. Su tutto il resto ho forti perplessità: 1) La risorsa economica nobiliarista era ininfluente per lo Stato monarchico italiano: 4000 pratiche respinte su 8000 prese in esame la dice lunga! 2) la ricerca araldica - genealogica professionistica, come qualsiasi altra attività commerciale, è apprezzabile/criticabile; non si può approvare o condannare a priori. 3) Il dizionario storico - blasonico ottocentesco crollalanziano censisce 20000 famiglie nobili e notabili(il Regno di quest'ultime ne ha riconosciute un centinaio, delle nobili ha terminato l'iter per 1200 e su circa 4000 si è pronunciato favorevolmente, le nuove concessioni le hai censite tu). 4) Mancherebbero perlomeno 16000 famiglie, rammentando che i mezzi di ricerca del 1800 non sono quelli del secondo 1900 e del 2000. 5) Il lavoro dei privati istituti era tenuto in considerazione dalla Consulta statale e viceversa, oggi potrebbe essere considerato propedeutico a successivi provvedimenti statali, per esempio in caso di proibizione dei titoli nobiliari come fatto nella confinante Austria(sono vietati anche i cavallereschi). Pare che tengano registri di quanto da vietare. Da noi invece cognomizziamo i predicati nobiliari e lì ci fermiamo. Oppure in caso di riconoscimento, come per esempio fanno delle monarchie ma anche repubbliche europee. Certo che tutto deve essere vagliato scientificamente da araldisti e genealogisti, caso per caso. 6) Personalmente prendo in considerazione solo l'almanacco nobiliare - gotha sottoposto a recensione nella Rivista Nobiltà e quelli recensiti nel forum, attualmente sospeso, del CNI - CG. Ciao,
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Re: Storia istituti araldico-genealogici

Messaggioda Ninni » mercoledì 2 dicembre 2009, 17:25

Cercando un po' su internet ho visto che Giavan Battista di Crollanza fondò l'Accademia Italiana d'Araldica in Pisa, questa ebbe sedi distaccate nel corso del tempo?
Ho letto anche dell'esistenza dell'Istituto Araldico Italiano, con sedi distaccate(non so in quali anni operò).
Potreste descrivermi o meglio ancora postare gli stemmi dei timbri di questi istituti (se li conoscete)?
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Istituto Araldico Italiano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 2 dicembre 2009, 17:52

Ninni ha scritto: Potreste descrivermi o meglio ancora postare gli stemmi dei timbri di questi istituti (se li conoscete)?


Di quello dell'Istituto Araldico Italiano di Roma, operante sicuramente negli anni 1889-1908, abbiamo parlato proprio oggi qui:
viewtopic.php?f=21&t=10052.
A presto.
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Re: Storia istituti araldico-genealogici

Messaggioda Ninni » mercoledì 2 dicembre 2009, 18:15

La ringrazio, non c'è che dire... lei è straordinario sia per competenza che per cortesia.
:D [notworthy.gif]
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Regia Accademia Italiana d'Araldica

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 5 dicembre 2009, 16:35

Ninni ha scritto:La ringrazio, non c'è che dire... lei è straordinario sia per competenza che per cortesia.
:D [notworthy.gif]


Gentile Ninni,
grazie per i complimenti sicuramente immeritati da parte mia.
Questo dovrebbe essere lo stemma dell' Accademia italiana d'Araldica (succesivamente Regia Accademia italiana d'Araldica o Accademia Araldico-Genealogica) fondata a Pisa nel 1873 da Giovanni Battista di Crollalanza e operante almeno fino al 1905:

Immagine

Questa Accademia pubblicò sin dal 1873 il Giornale Araldico Genealogico Diplomatico e dal 1879 l'Annuario della Nobiltà Italiana.
A presto.
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Re: Storia istituti araldico-genealogici

Messaggioda Ninni » martedì 8 dicembre 2009, 11:23

Mi correggo :D
la cortesia, disponibilità e passione che si evince dalle sue risposte sono notevoli.
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Regia Accademia Italiana d'Araldica

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 8 dicembre 2009, 12:18

Ninni ha scritto:Giovan Battista di Crollalanza fondò l'Accademia Italiana d'Araldica in Pisa, questa ebbe sedi distaccate nel corso del tempo?


Gentile Ninni,
grazie ancora per i complimenti immeritati.
L'Accademia in questione fu fondata a Pisa dal Crollalanza, con la morte del fondatore (1892) fu trasferita a Bari, dove risiedeva il figlio Goffredo che, se non ricordo male, era professore di liceo; morto anche Goffredo (1904), gli successe il fratellastro Aldo solo per un anno, il 1905; dopodichè l'Annuario della Nobiltà Italiana (1879-1905) e il Giornale Arladico Genealogico Diplomatico (1873-1905) non vennero più pubblicati dalla Regia Accademia Italiana d'Araldica di cui non ho più notizie dopo quella data.
A presto.
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Periodici di araldica e genealogia tra '800 e '900

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 8 dicembre 2009, 13:15

Ecco un interessante frammento tratto da google libri:
"...In totale, nei quarantacinque anni compresi tra il 1870 e il 1915, vide la luce il 56% di tutte le opere stampate in Italia sull'argomento. A questi titoli si possono poi aggiungere gli 889 articoli apparsi negli stessi anni, 805 dei quali furono editi su riviste specializzate, ossia sui numerosi periodici di araldica e genealogia fondati alla fine dell'800 A questo successo degli studi araldici fece infatti riscontro anche una proliferazione di riviste, quali, ad esempio, l'Annuario della nobiltà italiana edito a Pisa e a Bari dal 1879, L'Araldo. Almanacco nobiliare del napoletano dal 1877, Il Blasone edito a Napoli dal 1889, L'archivio araldico siciliano dal 1901, L'archivio storico gentilizio del napoletano dal 1884, il Bollettino araldico, storico, genealogico del Veneto dal 1901, il Bollettino araldico, storico, genealogico edito a Firenze dal 1911, il Bullettino ufficiale della Consulta Araldica edito a Roma dal 1891, il Calendario d'oro edito a Roma dal 1889..." (cfr. Rassegna Storica del Risorgimento, 1997, v. 84 pp. 375-376 su http://books.google.it/books?id=QIBoAAA ... fGZCg&cd=1).
A presto.
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Archivio Araldico Cimino

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 10 dicembre 2009, 16:54

Dell'Archivio Araldico Cimino, che dovrebbe aver operato a Palermo dalla fine del '700 alla seconda metà del '900, abbiamo paralto qui:
viewtopic.php?f=7&t=2629&start=0.
A presto.
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Re: Storia istituti araldico-genealogici

Messaggioda Giuseppe Benedetto » mercoledì 25 aprile 2018, 20:32

Archivio Genealogico Cimino di Palermo.
Si tratta di un Archivio fondato a Palermo nel 1790 da Salvatore Cimino, oriundo messinese. Nell’estate del 1943 uno dei bombardamenti aerei anglo-americani rase al suolo l’edificio nel quale aveva sede l’Archivio in via Colluzzio zona Albergheria e gran parte del materiale venne distrutto. Nell’arco di 150 anni di attività i Cimino avevano diligentemente raccolto e selezionato materiale che avevano rilevato da archivi di famiglie patrizie, effettuando inoltre ricerche nelle principali città della Sicilia.
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