Stemma famiglia Tangassi di Volterra (PI)

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Stemma famiglia Tangassi di Volterra (PI)

Messaggioda Tan8 » mercoledì 18 novembre 2020, 13:11

Buongiorno.
Avrei bisogno del vostro aiuto riguardo al seguente stemma della famiglia Tangassi di Volterra (PI), originaria, pare, di S. Gimignano, ma stabilitasi a Volterra ai primi del Settecento, famiglia di scultori-alabastrai che acquisì fama e accrebbe notevolmente le proprie fortune fin verso il 1870. Nella tomba di Vincenzo Tangassi (morto nel 1841) abbiamo uno stemma in alabastro. Nel soffitto di una sala di una villa acquistata dai Tangassi verso gli anni Cinquanta dell'Ottocento abbiamo invece dipinto lo stemma a colori.
1) Qualcuno può aiutarmi in merito alla blasonatura? E sull'eventuale significato dei simboli araldici.
2) E' possibile almeno ipotizzare il momento in cui venne creato lo stemma? Sarà stato depositato da qualche parte?
I Tangassi non divennero nobili, sebbene si legarono a membri della nobiltà volterrana (ad es. i Campani). Ho controllato per scrupolo negli albi d'oro dei nobili e dei patrizi volterrani conservati nella Biblioteca di Volterra ma non ve n'è traccia. Dove si potrebbe guardare?
Grazie mille per l'attenzione!
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Re: Stemma famiglia Tangassi di Volterra (PI)

Messaggioda Nunkij » sabato 21 novembre 2020, 16:53

Posso aiutare con il blasone.

D'oro, alle due bande d'azzurro; alla fascia doppiomerlata (1) di rosso, accompagnata da due code di drago recise, (2) in palo di verde.


1. Secondo alcuni autori quella fascia viene definita controdoppiomerlata, non c'è chiarezza a riguardo. Può anche essere definita "attraversante" anche se in questo caso è abbastanza superfluo.
2. Non sono certo che si tratti di code di drago, perché quelle sono figure abbastanza insolite. Le definisco così perché la coda del drago ha questa caratteristica forma a punta di freccia. Nello stemma di pietra il bordo è stondato e ciò è strano per un elemento reciso (che dovrebbe avere un bordo netto) però non essendo un bordo di una figura strappata, l'attributo reciso è più corretto (cosa confermata dalla versione a colori anche se è un po' piccola per esserne certi).


Il significato dei simboli araldici non lo si evince mai dallo stemma in sé. Un leone non ha un simbolo preciso e univoco ma va sempre contestualizzato con una ricerca filologica sullo stemma. Quindi bisogna fare molta attenzione anche solo nel chiedersi "cosa significa questo stemma?".
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Re: Stemma famiglia Tangassi di Volterra (PI)

Messaggioda Tan8 » sabato 21 novembre 2020, 22:59

Grazie molte per la risposta e il prezioso aiuto. Nelle genealogie Maffei conservate nella Biblioteca Guarnacci di Volterra ho trovato questo “tentativo” di blasonatura (l’autore sembra ad es. ignorare i colori):
“Di..., a due bande, caricate di due giavellotti, alla fascia doppiomerlata di..., attraversante sul tutto”.
Un altro studioso volterrano del passato, Pilastri, nelle sue genealogie usa invece questi termini, forse meno esatti: “Di oro con due bande di azzurro attraversate da una palizzata rossa di sei pali retti da una stanga e la prima banda caricata di una freccia (o gancio curvato al basso) di verde; e la seconda banda del campo caricata della stessa freccia verde in palo”.
Suppongo che ci siano errori in queste blasonature, non è vero? Ma sono ignorante in materia, dunque mi affido a voi...

Aggiungo poi che, riguardo alla famiglia Tangassi, Maffei afferma che “sono dell’ordine o classe popolare”. Posso anche dire che lo stemma esiste sicuramente già nel 1841, nella tomba di Vincenzo (stemma in pietra), e il figlio Carlo dal 1863 viene indicato come “cavaliere”.
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Re: Stemma famiglia Tangassi di Volterra (PI)

Messaggioda marcello semeraro » lunedì 23 novembre 2020, 22:10

A giudicare dall'immagine a colori, io proporrei:

D'oro, a due bande d'azzurro, il tutto attraversato da una fascia doppiomerlata di rosso, accompagnata in capo e in punta da una coda di drago di verde, recisa, ondeggiante in palo e con il dardo all'insù.
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Re: Stemma famiglia Tangassi di Volterra (PI)

Messaggioda Nunkij » martedì 24 novembre 2020, 0:22

Sì in effetti è meglio specificare che le code siano ondeggianti in palo, anche se sono appena accennate.

Per quanto riguarda gli errori nei blasoni, purtroppo chi si occupa di araldica è sempre abituato a trovare blasoni scritti in modo impreciso o contenenti termini errati. Ed è ancora più complicato blasonare partendo da una figura perché l'araldica non è una scienza biunivoca, ahinoi!
Dato un blasone corretto è possibile realizzare un unico stemma. Tuttavia non è vero il contrario, sia perché ci sono diversi modi di blasonare uno stesso elemento, sia perché non sempre è possibile riconoscere "a occhio" tutte le figure.
Uniamo a ciò il fatto che può capitare che gli artisti non abbiano la competenza araldica necessaria a disegnare con precisione (e soprattutto il fatto che noi secoli dopo dobbiamo basarci su questi stemmi senza sapere che contengono possibili imprecisioni), ciò rende tutto più confuso.

Dal momento che lei si ritiene poco esperto mi permetto di precisare le discrepanze tra i blasoni e le figure da lei postate.

“Di..., a due bande, caricate di due giavellotti, alla fascia doppiomerlata di..., attraversante sul tutto”.

Le figure sono considerate giavollotti e qui non metto bocca (anche se i giavellotti di solito hanno una punta più piccola rispetto all'asta e quest'ultima è molto più lunga).
Non sono però caricati sulle bande, per due motivi:
1. Una figura caricata su un'altra è contenuta tutta all'interno della seconda, altrimenti si definirebbe attraversante.
2. Una figura caricata su una pezza obliqua, o sulla parte obliqua di una pezza composta, si pone nel senso della pezza. Quindi un giavellotto caricato sulla banda è inclinato di 45 gradi.

Nessuna delle due rappresentazioni presenta questa caratteristica quindi quelle figure non possono definirsi caricate.

“Di oro con due bande di azzurro attraversate da una palizzata rossa di sei pali retti da una stanga e la prima banda caricata di una freccia (o gancio curvato al basso) di verde; e la seconda banda del campo caricata della stessa freccia verde in palo”.

Una palizzata è una fascia attraversata da tre pali, se il numero di pali cambia va necessaramente specificato, e qui viene fatto, in effetti, però la figura non è scorciata orizzontalmente. In pratica una palizzata non deve toccare i bordi dello scudo.
La stanga invece è un termine che in araldica non ho mai trovato, in questo caso è di sicuro pleonastico se si vuole descrivere una palizzata.
Il secondo blasone ha ugualmente il problema dell'attributo caricato usato in modo non conforme allo stemma. Inoltre definisce frecce le figure, le quali mancano della penna, elemento tipico delle frecce. Infine specifica che una delle due è in palo. Ciò potrebbe essere interessante per definire più propriamente una figura verticale caricata su una banda se fosse contenuta all'interno di questa, tuttavia in questi casi si preferisce l'attributo "a piombo".

Insomma c'è molta discrepanza tra questi blasoni e le figure da lei mostrateci.
Per quanto riguarda "gli errori" non è possibile stabilire dove siano.
Come dicevo prima non abbiamo alcuna certezza se ci siano state imprecisioni nel redigere il blasone o nel realizzare lo stemma. L'unico modo per esserne certi, forse, è ritrovare il diploma di assegnazione dello stemma in cui dovrebbe essere contenuta la miniatura ma ciò potrebbe essere un'impresa impossibile.
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